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Agricoltura, la Coldiretti al QdS: “Politica europea assurda: in Sicilia clima pesante in Ars blocca il settore”

Agricoltura, la Coldiretti al QdS: “Politica europea assurda: in Sicilia clima pesante in Ars blocca il settore”
Agricoltore

Il presidente di Coldiretti Catania, Andrea Passanisi, interviene al Quotidiano di Sicilia per fare il punto sull’agricoltura a fine 2025

Ѐ imminente la maxi protesta degli agricoltori a Bruxelles. Anche dalla Sicilia, nella giornata di oggi, in migliaia stanno per imbarcarsi e raggiungere la sede dell’Unione Europea per manifestare contro Ursula von der Leyen ed il piano della Commissione UE di tagliare addirittura per 90 miliardi di euro le risorse destinate al comparto agricolo. Ma qual è lo stato dell’arte dell’agricoltura in Italia e soprattutto in Sicilia? Lo abbiamo chiesto ad Andrea Passanisi, presidente Coldiretti Catania, che ai microfoni del Quotidiano di Sicilia ha fatto il punto della situazione a ridosso della fine del 2025.

“Progetto Commissione Europea suicida: a rischio miliardi di euro”

Agricoltura, la Coldiretti al QdS: “Politica europea assurda: in Sicilia clima pesante in Ars blocca il settore”

“Non parlerei di crisi, ma nel comparto agricolo si vivono dei momenti e dei cicli, che possono essere virtuosi o al contrario complicati – esordisce il numero uno di Coldiretti Catania -. Ad oggi, non voglio parlare di crisi, ma è certo che l’agricoltura siciliana, volano della nostra economia, ha bisogno di visione d’insieme, lungimiranza ed infrastrutture“.

Archiviata la premessa, Passanisi si è poi concentrato sull’attuale condizione dell’agricoltura a livello europeo, attaccando duramente la presidente UE Ursula von der Leyen e quanto potrebbe essere deciso a breve termine dalla Commissione in tema di investimenti da destinare al settore: “Nella giornata di oggi partiremo e saremo oltre 20mila a Bruxelles giorno 18 per manifestare contro il taglio di 90 miliardi al settore agricolo varato dalla Commissione Europea. Per imprenditori e agricoltori italiani, si tramutasse in realtà uno scenario del genere, verrebbe a crearsi un buco di 9 miliardi di euro, un’ecatombe. È pura propaganda annunciare iniziative per favorire il consumo di prodotti europei – sottolinea Coldiretti -, senza creare le condizioni perché ciò avvenga davvero. Senza l’obbligo dell’etichetta d’origine e senza una revisione radicale di accordi come il Mercosur, così come oggi impostato, si continua a spalancare il mercato a produzioni che non rispettano le stesse regole ambientali, sociali e sanitarie, danneggiando l’agricoltura europea e mettendo a rischio la salute dei cittadini”.

“Danneggiato un settore con export da oltre 250 miliardi di euro”

L’attacco frontale prosegue: “Le sue parole sono smentite dai fatti: tagli alla Pac, importazioni senza reciprocità e nessuna reale tutela del cibo europeo. Questa non è una politica agricola, è l’abbandono consapevole dell’agricoltura e della sovranità alimentare dell’Unione. È la dimostrazione che Von der Leyen sta marcando e creando una distanza tra Bruxelles e i cittadini europei. Per Coldiretti, insomma, non è in grado di gestire il ruolo istituzionale che ricopre e che, come nel caso del Mercosur, continua ad ingannare agricoltori e cittadini consumatori di tutta Europa. Si tratta di una politica assurda, senza senso, che va a danneggiare un settore come l’agricoltura che ha registrato un export da oltre 250 miliardi di euro: cifre da capogiro, simbolo di un comparto fruttuoso e indispensabile a livello economico quanto sociale”.

“Agricoltura sicilana? Clima irrespirabile all’Ars impedisce visione a lungo termine”

Andrea Passanisi si è inevitabilmente poi soffermato sulla situazione attuale dell’agricoltura siciliana, danneggiata a suo parere dal clima pesante venutosi a creare all’interno dell’Ars che, di fatto, sta impedendo investimenti e sviluppo a lungo termine dell’intera filiare, volano dell’economia siciliana. “Come sta l’agricoltura siciliana? I problemi che in questo momento affliggono maggiormente il nostro settore sono due: la siccità, ma soprattutto le infrastrutture – risponde al QdS – Abbiamo delle infrastrutture antiquate, colabrodo, che innescano tutta una serie di problemi. Bisogna investire, investire ed investire, non farsi la guerra. L’assessore Luca Sammartino crediamo stia lavorando bene, non mi sento di rimproverargli nulla. Negli scorsi giorni in migliaia abbiamo manifestato a Palermo dopo che l’Ars ha praticamente rigettato quasi per intero il programma di riforme che avevamo presentato, tra cui quello sui consorzi di bonifica. Avevamo richiesto la riduzione di quest’ultimi da 13 a 4, permettendo di centralizzare la gestione delle risorse e facilitarne l’accesso, evitando così complicanze e commissariamenti in modo tale da facilitare la gestione delle risorse per garantire l’accesso all’acqua a tutte le aziende e gestire gli investimenti nel settore agricolo”.

Un piccolo traguardo è stato raggiunto con l’approvazione dell’iniziativa sui laghetti aziendali, ma non basta: “Abbiamo ‘vinto’ solo per quel che concerne i laghetti aziendali, con la recente disposizione della Regione (la quale, contattata dalla nostra redazione, per il momento non ha commentato gli ultimi sviluppi riguardo il settore agricolo, n.d.r.) di stanziare contributi per 4,6 milioni di euro da destinare alla costruzione di invasi aziendali con l’obiettivo di mitigare gli effetti della siccità. Ma è davvero poco, troppo poco. In questo modo la nostra agricoltura non crescerà mai. Ritengo che il clima irrespirabile che attualmente pervade l’Ars stia andando a colpire pesantemente di riflesso l’intera filiera, pur essendo quest’ultima la punta di diamante dell’economia della nostra terra. Ribadisco, in conclusione: chiediamo coesione, visione d’insieme e, soprattutto, investimenti corposi per crescere a partire già dal 2026″.

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