Scuola, in Sicilia al via un tavolo tecnico contro la dispersione - QdS

Scuola, in Sicilia al via un tavolo tecnico contro la dispersione

Michele Giuliano

Scuola, in Sicilia al via un tavolo tecnico contro la dispersione

mercoledì 02 Dicembre 2020 - 00:03
Scuola, in Sicilia al via un tavolo tecnico contro la dispersione

A disposizione venti milioni di euro per un piano straordinario dopo la sospensione delle attività per il coronavirus. Regione, Usr e Miur decideranno la distribuzione dei fondi

PALERMO – La dispersione scolastica in Sicilia è un problema atavico, che ha subito un ulteriore grave peggioramento con l’emergenza sanitaria e la necessità di ricorrere alla didattica a distanza, che ha messo ulteriormente in evidenza le disuguaglianze sociali ed economiche.

Per trovare una soluzione, è stato istituito il tavolo tecnico tra ministero dell’Istruzione, Regione e Ufficio scolastico regionale, con il compito di elaborare la bozza di un nuovo protocollo ministero/Regione che preveda l’elaborazione del “Piano straordinario per il contrasto alla dispersione scolastica e della povertà educativa per il triennio 2020-2022”, e il relativo monitoraggio.

Per raggiungere gli obiettivi che saranno prefissati sono stati destinati 20 milioni di euro, cofinanziati dal Po-Fesr, come previsto dalla Legge di stabilità regionale n.9/2020. Il tavolo tecnico è composto dal dirigente generale del dipartimento regionale dell’Istruzione, dell’Università e del Diritto allo Studio Antonio Valenti; Alessandro Ascoli, in rappresentanza del ministero dell’Istruzione; da Tiziana Catenazzo, Filippo Ciancio e Patrizia Fasulo, nella qualità di dirigenti tecnici della direzione generale. Ancora, ne faranno parte Loredana Giudice, docente assegnata alla direzione generale; Alida Lo Coco, ordinario di psicologia dello sviluppo e dell’educazione, Daniela Lo Verde, dirigente scolastico dell’istituto comprensivo “Giovanni Falcone” di Palermo, Maria Larissa Bollaci, dirigente scolastico del liceo “Sciascia-Fermi” di Sant’Agata di Militello, Agata Gueli, dirigente scolastico del circolo didattico “Luigi Capuana” di Gela, Irene Marcellino, dirigente scolastico dell’istituto “Monti Iblei” di Palermo, Anna Lisa Trono, docente di sostegno, esperta in materia di disabilità e Lia Iemmiti, consigliere comunale in rappresentanza degli Enti Locali.

Qualora lo si ritenesse necessario, il tavolo si riserva di definire le proposte progettuali anche d’intesa con altri soggetti istituzionali quali università, ordini professionali e associazioni del terzo settore che potranno essere integrati o ascoltati, sulla base delle specifiche ed effettive esigenze di istruzione progettuale.

La bozza di protocollo dovrà essere redatta entro 45 giorni dalla data di insediamento del tavolo tecnico. Il piano fonda la sua ragion d’essere sulla necessità di “superare le povertà educative che caratterizzano la scuola siciliana ulteriormente aggravate dalla crisi indotta dalla sospensione delle attività didattiche nel corso dell’emergenza da Covid-19”.

Il piano straordinario avrà valenza per gli anni 2020, 2021 e 2022, con a disposizione una somma che ammonta a 20 milioni di euro, da spendere per il contrasto alla dispersione scolastica e di recupero dei ritardi, con particolare riferimento alle problematiche connesse all’inclusione dei soggetti svantaggiati e al miglioramento dei servizi a disposizione dell’utenza scolastica, mediante la fornitura di strumenti per favorire la didattica a distanza per le fasce deboli.

La Sicilia è tra le regioni d’Italia col più alto tasso di dispersione scolastica in Italia, e comunque, anche tra i diplomati, esiste la cosiddetta dispersione scolastica implicita: quella quota non trascurabile di studenti che terminano il loro percorso scolastico, ma senza raggiungere, nemmeno lontanamente, i traguardi minimi previsti dopo 13 anni di scuola.

Il fenomeno della dispersione scolastica, risalito al 24% principalmente a causa della sospensione delle attività didattiche in presenza, resa inevitabile dall’emergenza sanitaria in corso, rischia di aggravarsi ulteriormente. Un vero peccato considerando che nell’ultimo biennio questa percentuale era scesa anche grazie ai numerosi interventi portati avanti dal governo regionale che hanno permesso alle scuole di limitare l’abbandono di molti studenti svantaggiati, soprattutto nelle aree a maggiore criticità economica e sociale.

Tra gli obiettivi da finanziare con questi 20 milioni di euro quello di prolungare il tempo-scuola, secondo un modello già sperimentalmente avviato lo scorso anno in quindici istituti scolastici dell’Isola, grazie al protocollo d’intesa siglato tra Regione e Ministero dell’Istruzione, che ha permesso l’ampliamento dell’offerta formativa attraverso il potenziamento extracurriculare degli insegnamenti di base, con soddisfacenti risultati in termini di inclusione di soggetti a rischio di dispersione.

Saranno quindi realizzati percorsi integrativi per il recupero dei ritardi formativi, con l’obiettivo di prevenire casi di abbandono precoce, oltre che l’acuirsi della percentuale di Neet, ragazzi che non studiano e non lavorano, al momento oltre il 35%.

Inoltre, sarà potenziato il percorso di orientamento scolastico, necessario soprattutto nel passaggio dalla secondaria di primo grado alla secondaria di secondo grado.

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