Roma, 13 apr. (askanews) – Le prime settimane del 2026 confermano i trend di fine 2025 per la vendita di vino nel canale della Grande Distribuzione organizzata, ovvero volumi ancora in calo per il vino e segnali più positivi per gli spumanti. Anche se, per una valutazione più completa dell’andamento del mercato, sarà necessario attendere i dati dei primi quattro mesi dell’anno. E’ quanto emerge dalla ricerca Circana presentata oggi a Vinitaly nel corso della tavola rotonda “Il vino nella Grande Distribuzione: dinamiche di mercato e criticità emergenti”, organizzata da Veronafiere.
Già il 2025 era stato un anno con segnali contrastanti per il mercato del vino nella Grande Distribuzione Organizzata, con volumi in calo mentre il valore era rimasto sostanzialmente stabile grazie a un progressivo orientamento dei consumatori verso prodotti di fascia più alta. A presentare l’analisi Virgilio Romano, Insight Director di Circana. Nel 2025 il comparto di vini e spumanti nella GDO ha raggiunto un valore complessivo di 3,2 miliardi di euro e 737 milioni di litri venduti. A fronte di una lieve contrazione del valore (-0,5%), si registra una flessione più marcata dei volumi (-2,7%), accompagnata da un incremento medio dei prezzi (+2,3%).
Uno dei trend più rilevanti riguarda infatti il cosiddetto “effetto mix”: sono gli stessi consumatori a spingere verso l’alto il prezzo medio, scegliendo vini mediamente più costosi rispetto al passato. Le fasce di prezzo più elevate (oltre i 10 euro) mostrano performance migliori, mentre i segmenti sotto i 5 euro, che concentrano i maggiori volumi, registrano i cali più consistenti. Nel dettaglio, i bianchi superiori ai 5 euro registrano una crescita del 2%, che aumenta considerevolmente per quelli dal costo superiore ai 10 euro (+8,4%).
Tra le diverse categorie, gli spumanti mostrano segnali di tenuta e crescita, continuando la loro lenta ma progressiva erosione di quote di mercato, registrando un +1,5% nei volumi e un +1,2% nei valori. In particolare, il rosato cresce del 3,8% e il bianco del 2,2%. I vini fermi registrano un calo (-3,1% nei volumi, -0,5% nei valori), con i rossi che continuano a perdere terreno (-4,2%), pur rimanendo detenendo la quota di mercato maggiore (36%), mentre sono i frizzanti ad evidenziare le maggiori difficoltà (-5,7% nei volumi e -5,5% nei valori). In particolare, spumanti a parte, i bianchi fermi si distinguono come una delle poche tipologie in grado di contribuire positivamente al risultato complessivo, pur mantenendo il segno negativo (-2,1%).
La contrazione dei volumi interessa trasversalmente tutti i canali distributivi, con l’eccezione dell’e-commerce che mostra dinamiche più positive. Le vendite risultano in calo sia in promozione che a prezzo pieno, con un impatto più significativo sulle grandi aziende e sui prodotti a marchio del distributore (MDD), mentre le realtà più piccole dimostrano maggiore resilienza. Il mercato evidenzia una crescente attenzione verso denominazioni emergenti e territorialità. Parallelamente, si affaccia una nuova nicchia rappresentata dai vini dealcolati, marginale ma in crescita, con un fatturato iniziale di circa 3 milioni di euro e una distribuzione in espansione.

