Alberto Pierobon: “Piano rifiuti, province più autonome nella gestione” - QdS

Alberto Pierobon: “Piano rifiuti, province più autonome nella gestione”

Francesco Sanfilippo

Alberto Pierobon: “Piano rifiuti, province più autonome nella gestione”

giovedì 23 Maggio 2019 - 09:10
Alberto Pierobon: “Piano rifiuti, province più autonome nella gestione”

Alberto Pierobon, ospite del QdS per il 2.877° forum con i Numeri Uno: “Punto di partenza è l’aumento della raccolta differenziata”

Nel Piano rifiuti, puntate tutto sulla differenziata. Eppure anche con alte percentuali di raccolta, ci sarà sempre una quota di rifiuto residuo che non potrà essere riciclata e dunque andrà smaltita nelle discariche. Perché questa scelta che inquina e consuma il suolo? Non sarebbe stato meglio costruire un paio di termovalorizzatori di ultima generazione che hanno un basso impatto ambientale e consentono di trasformare la spazzatura in energia? In base al Piano dei rifiuti, sarà possibile per le Srr (le Società d’ambito) autorizzare la realizzazione di un termovalorizzatore nella propria zona di competenza?
“Il piano dei rifiuti è assolutamente laico, ogni provincia sarà autonoma a livello gestionale e nella scelta della tecnologia da adottare. Il punto di partenza è l’aumento della differenziata spingendola al massimo e i risultati stanno premiando il lavoro del governo, dei Comuni e dei cittadini. Per la parte residua, ogni territorio potrà scegliere la soluzione che ritiene più idonea. Parlare di termovalorizzatori adesso però non ha senso, un anno fa la differenziata era al 22 per cento e la parte residua al 78, nel giro di un anno siamo passati al 31 e 69. Gli impianti sarebbero stati sovradimensionati rispetto alle esigenze dell’Isola, che muteranno ancora nei prossimi anni. Come riportato nel Piano rifiuti, la competenza sulla costruzione dei termovalorizzatori sarà delle 9 Autorità di governo d’Ambito dei rifiuti (AdA) che dovrebbero sostituire i 27 Ato e le 18 Srr, Società per la regolamentazione del servizio di gestione rifiuti”.

La raccolta differenziata stenta nelle grandi città come Palermo e Catania. Quali azioni avete intrapreso nei confronti delle amministrazioni affinché raggiungano l’efficienza?
“La differenziata nelle grandi città porta un dato negativo che incide pesantemente sulla media regionale, ma la situazione sta cambiando. Palermo sta registrando risultati positivi con l’apertura di una decina di centri di raccolta e negli ultimi mesi è salita di diversi punti percentuali rispetto al 16 % di fine 2018. A Catania si avvicina l’ora del bando per la gestione settennale che finalmente avvierà il servizio a regime. A Messina siamo al 18 per cento ma in questi giorni il servizio sarà intensificato. Infatti, l’amministrazione è determinata a incrementare significativamente il dato e ha investito molto in mezzi e risorse. Il governo da parte sua ha stipulato un accordo con Conai e consorzi di filiera e ha chiesto un tavolo tecnico al Ministero dell’Ambiente che il ministro ha da poco annunciato”.

A che punto è la spesa per i depuratori? Secondo l’Ance sono stati impegnati 400 milioni di euro, mentre altri 700 sono ancora bloccati.
“Sui depuratori la nostra amministrazione ha trovato una serie di problemi di ogni tipo che avevano frenato la spesa. Col commissario Rolle, monitoriamo costantemente i vari iter e siamo in fase di progettazione avanzata per diversi lavori, perciò il livello delle risorse spese salirà ulteriormente. L’assessorato sta supportando la gestione commissariale per tutti quegli aspetti di nostra competenza. Per fare alcuni esempi, a Santa Flavia c’erano delle abitazioni a quanto pare nei pressi dell’impianto e non si capiva a livello urbanistico se era tutto in regola, o di chi era la competenza a livello di assessorato regionale. A Castellammare dovevano mettere in sicurezza un costone roccioso e hanno sbagliato l’area, dove eseguire i lavori, sistemando una parte di costone che era già sicura. C’è davvero di tutto ma stiamo lavorando senza sosta”.

Manutenzione dighe, fronte aperto
Nel corso degli ultimi anni, i cambiamenti climatici hanno interessato anche la Sicilia, alternando periodi di siccità a piovosità diffusa. Tale incostanza ha generato molti disagi agli agricoltori, aumentando le loro difficoltà economiche. Perciò, le dighe ridiventano strategiche per la nostra agricoltura assai delicata. Tuttavia, moltissime risentono di parecchi decenni di attività, a tal punto che molte sono state svuotate per evitare criticità. Cosa può dirci su questo tema?
“I volumi di acqua negli invasi sono aumentati sensibilmente. A maggio, rispetto a un anno fa, si è registrato un più 30 per cento. A livello infrastrutturale, sono, però, necessari degli interventi per mantenere intatta la capacità, per aumentare la sicurezza degli impianti, e, dunque, per evitare il paradosso di cui si è fatto cenno”.

Sappiamo che sono in corso molti lavori di manutenzione in numerose dighe, ce lo può confermare?
“Ci sono numerosi lavori in fase di realizzazione con molti finanziamenti disponibili. Lo scorso dicembre, per fare un esempio, il presidente Musumeci ha emanato una serie di bandi per 115 milioni di euro per aumentare la capacità di 17 dighe”.

C’è un accordo con lo Stato oppure il governo regionale sta procedendo da solo su questo tema delicato?
“Gli interventi, in realtà, rientrano in un piano più vasto concordato con Roma su cui ci si sta lavorando senza sosta. È un altro dei tanti fronti aperti su cui si stanno già registrando i primi risultati”.

In Sicilia 511 vecchie discariche, la bonifica spetta ai Comuni
Secondo i dati Ispra, la bonifica dei quattro Siti di interesse nazionale in Sicilia è quasi ferma, con pochissimi procedimenti conclusi. E inoltre dei 1000 siti di interesse regionale, uno su dieci è risanato. È vero che avete in programma l’istituzione di un fondo da 20 milioni da destinare ai Comuni per le bonifiche?
“In Sicilia sono censite 511 vecchie discariche, autorizzate decenni fa, quando la normativa era più permissiva. Il problema è che la bonifica spetta ai Comuni che come ben sappiamo hanno difficoltà economiche. Su questo argomento, l’assessorato sta lavorando sin dal mio insediamento. Il piano regionale delle bonifiche è in continuo aggiornamento, per capire questi siti in che situazione si trovano. Per monitorarli, si è deciso di inserire in finanziaria un contributo per una convenzione con l’Ingv che aiuterà i sindaci in un primo studio delle discariche. Poi serviranno i cosiddetti piani di caratterizzazione, per capire se queste discariche sono pericolose, che interventi servono e come chiuderle definitivamente. Servono risorse. l’assessorato ha sbloccato a Roma i fondi per le bonifiche di sito di interesse nazionale di Priolo e Milazzo, in tutto 65 milioni, fermi dal 2017. Nel dettaglio 61 milioni per Priolo e 4,3 su Milazzo. Per l’utilizzo era necessario il trasferimento al bilancio regione. Sbloccato questo passaggio, si potrà accelerare l’iter per gli interventi in questi siti individuati secondo la quantità e pericolosità degli inquinanti e dell’impatto sull’ambiente. Stiamo anche rimettendo in gioco una ventina di milioni messi a disposizione da un bando che aveva criteri molto restrittivi e ha escluso molti Comuni”.

State seguendo anche altre strade?
“Si. Una di queste è sul modello lombardo e l’abbiamo inserita nel piano energetico, prevede l’affidamento dei siti ai privati per farli diventare produttivi. Per questo, si autorizzeranno, ad esempio, l’installazione di impianti di energia rinnovabile in cambio della bonifica. Altra proposta riguarda l’istituzione di un fondo di rotazione per avviare le bonifiche con rateizzazione di 10 o 15 anni dei fondi erogati”.


Curriculum
Alberto Pierobon inizia la carriera nella Polizia di Stato dove riceve due medaglie d’oro per merito. Ha lavorato per gli enti locali e ha guidato un Consorzio imprenditoriale di Comuni sulla gestione del ciclo dei rifiuti. Consulente tecnico di Procure, di enti nazionali e della Provincia di Bolzano, è autore di oltre 400 articoli in riviste di settore. Nel 2006 è stato membro della commissione ministeriale di supporto ai commissari governativi per le Regioni in emergenza ambientale. Nel 2007 è subcommissario governativo per la raccolta differenziata nell’emergenza rifiuti in Campania. Da febbraio 2018 è Assessore all’Energia e ai Servizi di Pubblica Utilità della Regione siciliana.

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