Milano, 9 mag. (askanews) – Compagnia dei Caraibi inserisce “Togouchi” nel catalogo “Oroboro #5” e ne annuncia l’arrivo in Italia. Per il gruppo torinese l’ingresso allarga l’offerta premium con una gamma di whisky giapponesi costruita su un profilo preciso: meno vicina alle espressioni torbate di matrice scozzese, più orientata a leggerezza, equilibrio e facilità di beva. Le referenze che saranno disponibili in Italia sono nove: “Single Malt”; “9YO”; “15YO”; “Beer Cask”; “Rhum Cask Finish”; “Sake Cask Finish”; “Togouchi Premium”; “Peated” e “Kiwami”.
“Togouchi” nasce nella prefettura di Hiroshima e si lega alla storia della distilleria Chugoku Jozo, oggi Sakurao, fondata nel 1918 da Ichiro Shirai. Prima del whisky, l’azienda aveva sviluppato per oltre un secolo la produzione di sake e shochu, ed è proprio da quella esperienza che prende forma il progetto.
La filiera resta interamente in Giappone. Distillazione, affinamento e assemblaggio avvengono infatti nel Paese, con un impiego importante di materie prime locali. Nei blend entra anche orzo coltivato sul territorio, attraverso una collaborazione diretta con agricoltori della zona.
Anche la distillazione segue una strada poco comune: l’orzo non maltato affronta un primo passaggio in un alambicco di acciaio inox usato tradizionalmente per lo shochu. La seconda distillazione avviene invece in un impianto progettato da Sakurao, con corpo in acciaio inox e colonna in rame. Da qui deriva, secondo l’azienda, un whisky dal tratto leggero e floreale.
Il passaggio più caratteristico è però l’affinamento. Le botti riposano in un ex tunnel ferroviario nel cuore delle montagne di Osorakan, a pochi chilometri dalla distilleria. In quell’ambiente temperatura e umidità restano costanti e accompagnano una maturazione lenta, che punta a preservare freschezza e pulizia gustativa.
È questo assetto produttivo a definire lo stile di “Togouchi”: un whisky pensato per restare leggibile, senza eccessi, adatto sia alla degustazione liscia sia alla miscelazione. Il riferimento richiamato è soprattutto l’highball giapponese, dove precisione aromatica e bevibilità contano più della forza.

