Alcamo, centro storico desolato, una mozione per rilanciarlo - QdS

Alcamo, centro storico desolato, una mozione per rilanciarlo

Grimaudo Vincenza

Alcamo, centro storico desolato, una mozione per rilanciarlo

giovedì 28 Luglio 2022 - 08:48

Il cosiddetto “corso stretto” pedonale senza vitalità e attività commerciali. Il consiglio comunale ha approvato la proposta per rivitalizzare quello che una volta era il “cuore pulsante” della città

ALCAMO (TP) – Un “piano strategico di rilancio” del centro storico per rivitalizzare l’area chiusa al traffico veicolare nel corso VI Aprile. È stato il consiglio comunale a chiedere a gran voce un intervento del governo cittadino che sia organico, vale a dire che comprenda una serie di interventi in grado di rilanciare una suggestiva area del cuore cittadino che negli ultimi anni ha subito una regressione in termini di vitalità. I negozi hanno pian piano chiuso quasi tutti e praticamente quella che era la zona del passeggio è progressivamente stata sempre meno frequentata.

Una mozione per il rilancio del centro storico di Alcamo

L’assise ha quindi approvato a maggioranza una mozione che impegna l’amministrazione a mettere in campo una serie di iniziative che comprendano il “recupero, rilancio e valorizzazione delle attività economiche, l’individuazione della cultura come risorsa strategica per lo sviluppo e la valorizzazione delle risorse strutturali, antropiche e ambientali per l’offerta turistica”. In 12 hanno sottoscritto e approvato la mozione che ha diversi punti specifici su come sviluppare questo piano strategico. Questo piano dovrà partire anzitutto da un’analisi approfondita di tutti gli aspetti del centro storico.

Lo si dovrà poi idealmente collegare al castello dei conti di Modica, musei e chiese attraverso itinerari turistici e visite guidate, coinvolgendo anche le scuole del territorio. Soprattutto si vuole tornare ad attrarre valorizzando le risorse ambientali, architettoniche e culturali attraverso l’organizzazione di manifestazioni, eventi e mostre in Piazza Ciullo, nel vicino corso VI aprile e in piazza della Repubblica. La decisione di chiudere il corso VI Aprile dall’intersezione di piazza Ciullo sino a piazza Bagolino fu presa dall’allora commissione regionale Giovanni Arnone, in sostituzione del sindaco, e tra le lamentele più forti vi fu il mancato coinvolgimento di sigle di categoria e commercianti. I

n questa idea di piano, al contrario, si punta ad istituire un confronto tra amministrazione comunale, associazioni di categoria, rappresentanti del mondo sociale e culturale, tecnici e professionisti e rappresentanti di imprese. Tra le altre proposte quelle di creare aree giochi, migliorare l’illuminazione pubblica all’interno del centro storico, introdurre l’uso della mobilità condivisa e sostenibile a emissione zero con la promozione del bike sharing e dei monopattini, mettere in piedi convenzioni tra mezzi di trasporto e strutture ricettive dei paesi limitrofi e rilanciare il modello del cosiddetto “Centro commerciale naturale, prevedendo quindi eventi e incentivi a fai insediare attività imprenditoriali.

“Questa mozione – afferma il consigliere comunale Leonardo Maniscalchi, tra coloro che hanno approvato l’atto – è il frutto di un lavoro iniziato mesi fa, dove ci siamo confrontati con le associazioni di categoria, dove abbiamo approfondito il tema del centro storico con l’obbiettivo di rilanciarlo”. Il Comune dal suo canto ha già provato a fare le prime mosse acquistando lo scorso anno nuovi arredi per abbellire il centro storico anche se poi è stata polemica per i loro costi ritenuti eccessivi. Panchine e cestini colorati per la raccolta differenziata sono stati installati tra corso VI Aprile, piazza Ciullo e piazza Bagolino. Un nuovo tocco per cercare di dare un impatto più gradevole a quello che rappresenta il “salotto della città”, il suo biglietto da visita. Ma soprattutto si vuole ulteriormente migliorare la raccolta differenziata con la dotazione di cestini che consentano di dividere le varie frazioni. Ad essere stati investiti dal bilancio comunale all’incirca 75 mila euro a base d’asta. I lavori sono stati aggiudicati all’impresa Di Fiore Rita di Borgetto che ha offerto il ribasso del 25,6372 per cento.

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