Motivazioni. Queste hanno fatto la differenza questa sera al Penzo dove il Palermo ha perso 2-0 col Venezia nell’ultima giornata del campionato di Serie B. La squadra di Filippo Inzaghi, già certa del quarto posto e della semifinale dei play-off, fa da spettatore alla festa dei padroni di casa che dopo un primo tempo equilibrato fanno capire il perché sono subito risaliti in Serie A e abbiano vinto il campionato cadetto. I rosa rimangono quarti a quota 72 e con tanti piccoli-grandi rimpianti per aver perso diversi punti in modo evitabile. Tra Avellino all’andata, Mantova, Juve Stabia in casa, Pescara e Reggiana. Si parla di undici punti lasciati per strada al cospetto di formazioni abbordabilissime se si pensa che gli adriatici e gli emiliani sono anche retrocessi oggi.
Il risultato è certamente negativo se pensa che nella ripresa il Venezia, oltre alle reti di Doumbia in avvio e di Compagnon in pieno recupero e nell’ultima azione della stagione, ha colpito quattro legni (e un quinto in fuorigioco) annichilendo comunque una delle squadre migliori di questa stagione. I rosanero nel primo tempo hanno disputato un buon match nonostante le tante novità in formazione. Del resto Inzaghi era stato chiaro alla vigilia: ha preservato parecchi giocatori in vista proprio delle semifinali dei play-off. I legni di Le Douaron e Palumbo fanno però capire che questa squadra pecchi di precisione sotto porta. E questo sarà un aspetto che dovrà essere fortemente corretto. Serviranno quella concentrazione che in alcune partite (come abbiamo visto) non è stata perfetta e un attacco che nelle partite clou ha steccato.
Archiviata questa trasferta a Venezia, il tecnico rosanero deve ora resettare la squadra. E aspettare la vincente tra Catanzaro e Avellino che si affronteranno il 12 maggio in Calabria. Una delle due sfiderà i rosanero nel penultimo atto degli spareggi per la Serie A. Il 17 maggio in trasferta, il 20 in casa al Barbera.
Senza dubbio sarà un altro Palermo, un’altra formazione e le motivazioni saranno certamente diverse. Si arriva, però, agli spareggi, con meno enfasi rispetto a quattro anni fa ma ogni stagione ha una storia a sé. Baldini ha fatto il miracolo riportando in B i rosa per la prima volta dal fallimento. Inzaghi punta a riportare i siciliani in Serie A dopo nove anni di attesa. Ma adesso è ora di resettare tutto.
Il tabellino
Venezia: Stankovic; Svoboda, Schingtienne, Franjic (dal 35′ Sibidè); Doumbia (dall’89’ Lella), Perez (dall’89’ Duncan), Hainaut, Busio, Haps; Yeboah (dal 75′ Compagnon), Lauberbach (dal 75′ Casas). Allenatore: Giovanni Stroppa. A disposizione: Plizzari; Korac, Sagrado, Venturi, Bohinen, Dagasso.
Palermo: Joronen; Ceccaroni, Peda, Bereszynski (dal 46′ Veroli); Pierozzi (dal 71′ Rui Modesto), Segre, Blin, Augello; Palumbo (dal 60′ Gomes), Vasic (dal 50′ Johnsen); Le Douaron (dal 60′ Pohjanpalo). Allenatore: Filippo Inzaghi. A disposizione: Gomis; Magnani, Ranocchia, Giovane, Corona.
Arbitro: Andrea Zanotti di Rimini. Assistenti: Matteo Passeri (Gubbio) e Andrea Bianchini (Perugia). Quarto ufficiale: Vittorio Emanuele Teghille (Collegno). Var: Francesco Cosso (Reggio Calabria). Avar: Emanuele Prenna (Molfetta).
Reti: Al 46′ Doumbia, al 90+3′ Compagnon
Note. Ammoniti: Bereszynski (Palermo), Peda (Palermo), Doumbia (Venezia), Compagnon (Venezia)
Recuperi: 3′ e 4′.

