L’ultimo giorno di gennaio, nonché l’ultimo fine settimana del primo mese dell’anno, si chiuderà con il maltempo. La Protezione civile della Regione, infatti, ha diramato l’allerta meteo – gialla – per tutta la Sicilia per la giornata di sabato 31 gennaio 2026. Anche se, per fortuna, il tempo del disastroso ciclone Harry sembra ormai passato, non si escludono condizioni meteo avverse sull’Isola.
Allerta meteo gialla in Sicilia sabato 31 gennaio 2026, le previsioni
Nel bollettino sul rischio idrico e idrogeologico della Protezione civile, in merito alle condizioni meteo avverse previste si legge: “Dalla mattinata di sabato 31.01.2026, per 24-30 ore, previste precipitazioni diffuse, anche a carattere di temporale con fenomeni accompagnati da rovesci di forte intensità, forti raffiche di vento e attività elettrica. Dal pomeriggio di sabato 31.01.2026, per 24-30 ore, previsti venti da forti a burrasca a prevalente componente settentrionale; mareggiate sulle coste esposte”.
Le precipitazioni saranno “anche a carattere di rovescio o temporale” e con “quantitativi cumulati generalmente moderati” sul versante ionico Nord-Est; sparse sui settori centro-meridionali ed occidentali e sul versante tirrenico Nord-Est, con quantitativi deboli o moderati; isolate e complessivamente deboli nelle restanti zone. I venti saranno “tendenti a forti” soprattutto nella zona ionica – già messa in ginocchio dal ciclone Harry – e occidentale.
Per quanto riguarda le temperature, le massime si manterranno tra i 7 e i 14 gradi. Scende sotto i cinque gradi il termometro nelle province di Enna e Caltanissetta. Le massime più alte si registreranno, secondo le previsioni, tra Messina e Palermo.
Le zone più a rischio
In una nota, in considerazione anche delle recenti calamità naturali che hanno colpito la Sicilia, la Protezione civile consiglia di prestare particolare attenzione:
- alle aree urbane “interessate da deflussi e dai luoghi frequentati anche in prossimità dei corsi d’acqua”;
- agli insediamenti antropici, infrastrutture e vie lungo le coste esposte.
Le autorità competenti sono anche invitate a valutare eventuale “innalzamento fase operativa nelle aree vulnerate”.
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