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Almaviva: oggi presidio in Prefettura

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Almaviva: oggi presidio in Prefettura

giovedì 18 Luglio 2019 - 02:00
Almaviva: oggi presidio in Prefettura

I sindacati chiedono un confronto istituzionale con Regione Siciliana e Comune capoluogo. Manifestazione organizzata in contemporanea con il tavolo convocato al Mise

PALERMO – Oggi alle 9,30, davanti alla Prefettura, ci sarà un presidio dei lavoratori Almaviva organizzato da Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom e Ugl in contemporanea col tavolo convocato al Mise sui call center. I sindacati chiedono un tavolo istituzionale con il presidente della Regione siciliana e con il sindaco di Palermo per definire soluzioni in grado di scongiurare i licenziamenti.

L’azienda martedì in Sicindustria ha confermato l’apertura della procedura di mobilità a partire dalla prima decade di settembre e ha annunciato l’aumento degli esuberi di altre 300 unità, fino a raggiungere il numero di 1.600 operatori. Almaviva ha comunicato ai sindacati i dati economici relativi al primo semestre della sede di Palermo, che evidenziano una perdita di 5,7 milioni di euro. Inoltre, l’azienda ha informato la delegazione sindacale che, tranne alcuni aumenti temporanei che riguarderanno esclusivamente i mesi di luglio e agosto, i committenti non hanno proposto nessun incremento di volumi utile a consolidare l’occupazione nel sito palermitano. In prospettiva, è stato annunciato un ulteriore calo dei volumi da settembre in poi.

“Continuiamo a essere molto preoccupati – ha commentato il segretario generale Slc Cgil Palermo Maurizio Rosso – e l’appuntamento di domani al Ministero è assolutamente necessario. Si tratta però di un incontro generico sul settore. Non si intravede ancora nessuna soluzione per risolvere il dramma dei 1.600 esuberi annunciati da Almaviva”.

Crisi profonda per l’azienda e per il comparto dei call center

PALERMO – Come sottolineato dal segretario generale della Slc Cgli, Maurizio Rosso “quelle indicate dalla Slc Cgil, ovvero lotta alle delocalizzazioni, certezza dei contratti e fondo strutturale, sono le uniche azioni per poter risolvere i problemi di questo settore e soprattutto di Almaviva”.

“Continuano a non arrivare risposte – ha aggiunto – neanche da parte della Regione siciliana. Il destino di 4.500 famiglie siciliane non può assolutamente essere lasciato al caso ma c’è bisogno di un progetto e di una politica industriale seria per questo che ormai è il lavoro del futuro e dei servizi”.

Il grido d’allarme dei sindacati vuole far comprendere “quanto seria è la crisi di questa azienda e di tutto il comparto dei call center. Ad Almaviva chiediamo un impegno di sviluppo, investimenti concreti, il rinnovamento delle attività a Palermo e un futuro di lavoro pregiato sempre più legato all’information technology”.

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