Milano, 4 ago. (askanews) – La vendemmia 2026 dell’Alta Langa Docg prenderà il via il 5 agosto con la raccolta delle uve destinate alle basi spumante. Si comincerà dal Pinot Nero, seguito dallo Chardonnay, con uve che arrivano alla raccolta in buono stato sanitario. Le date potranno variare all’interno della Denominazione, soprattutto in funzione dell’altitudine e delle condizioni pedoclimatiche dei diversi areali.
Il ciclo vegetativo è partito presto. Dopo un autunno con buona piovosità e la prima nevicata registrata il 21 novembre, le precipitazioni della prima parte dell’anno hanno garantito riserve idriche nei suoli. La primavera, con temperature miti e senza particolari episodi di freddo intenso, ha portato al germogliamento già alla fine di marzo, anticipando fioritura e successivo sviluppo vegetativo. Tra la fine di luglio e l’inizio di agosto alcuni giorni di caldo intenso potrebbero accelerare ulteriormente la maturazione, soprattutto negli areali a quote più basse, caratterizzati da una media termica più elevata. Nei vigneti posti alle altitudini maggiori, invece, l’inizio della raccolta potrà slittare di alcuni giorni.
L’estate si è sviluppata con precipitazioni limitate e condizioni che hanno contenuto la pressione delle principali malattie fungine. Alla vigilia della raccolta le uve risultano sane, con un buon equilibrio acido e un’adeguata maturazione tecnologica. Sono questi gli elementi sui quali si basano le attese qualitative per le basi spumante della vendemmia 2026. “I picchi di caldo che a sorpresa accelerano o comunque, integrandosi con le variabili pedoclimatiche, modificano all’improvviso le dinamiche delle curve di maturazione, pongono sempre più il punto su una gestione attenta dei vigneti fin a ridosso della vendemmia, unita a un costante monitoraggio della maturazione per essere pronti a raccogliere nel momento migliore preservando la qualità ottimale del prodotto” spiega Gianmario Cerutti, vicepresidente del Consorzio Alta Langa, parlando di “un lavoro senza pausa, sempre più intenso per energie, costanza e tempestività necessaria. Vignaioli, case spumantiere e Consorzio stanno lavorando per sviluppare e integrare nuovi studi di zonazione geo-pedoclimatica, elaborazione di dati e modelli che supportino nel lavoro sia quotidiano in vigna e cantina, sia di sviluppo della Denominazione a medio e lungo periodo”.
L’area dell’Alta Langa Docg comprende 149 Comuni nelle province di Alessandria, Asti e Cuneo, distribuiti tra i 250 e oltre 800 metri di altitudine, mentre la quota media dei vigneti è indicata in 440 metri. La superficie vitata complessiva raggiunge circa 500 ettari, coltivati indicativamente per due terzi a Pinot Nero e per un terzo a Chardonnay. La raccolta avviene manualmente, con le uve sistemate in piccoli contenitori. L’Alta Langa Docg è prodotta con Pinot Nero e Chardonnay in una quota compresa tra il 90% e il 100%, utilizzati in purezza o insieme in percentuali variabili. Il restante 10% può essere costituito da uve bianche o nere non aromatiche provenienti da vitigni autorizzati nell’area di origine. Le tipologie previste sono bianco e rosé, nelle versioni brut, extra brut e pas dosé.
Elemento distintivo della Denominazione è l’obbligo del millesimo, ogni bottiglia riporta l’annata della vendemmia. Il Disciplinare stabilisce almeno 30 mesi di affinamento sui lieviti, che diventano 60 per la tipologia ‘Riserva’. L’Alta Langa ha ottenuto la Doc nel 2002 e la Docg nel 2011 e raccoglie l’eredità della produzione piemontese di Metodo Classico iniziata nella seconda metà del 1800. Il Consorzio Alta Langa è stato costituito nel 2001 dopo un percorso di studi sulla vocazionalità delle aree interessate e a dicembre 2025 contava 100 produttori e 90 viticoltori associati. La produzione della Denominazione è di circa tre milioni di bottiglie. L’85% della produzione è destinato al mercato interno e il 15% all’esportazione.

