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Un altro pezzo di Catania a rischio cementificazione? La variante urbanistica che fa discutere

Un altro pezzo di Catania a rischio cementificazione? La variante urbanistica che fa discutere

Via libera della Giunta all’avvio del procedimento per l’area tra viale Vittorio Veneto e via Vagliasindi. L’assessore Sangiorgio: “Ce lo impone la legge 19 del 2020, rischiamo un grande contenzioso”

CATANIA – “Un’attività prodromica necessaria all’avvio dei procedimenti, e non espressione di scelte tecnico-amministrative che competono esclusivamente al Consiglio Comunale, che dovrà pronunciarsi al termine della procedura”. Che la decisione finale spetterà al senato cittadino, è scritto anche nel verbale di deliberazione. Eppure, la nuova variante urbanistica che incombe sulla città, a poche settimane dalla presentazione del documento preliminare del Piano urbanistico attuativo, dopo decenni di attesa dall’ultimo Prg, preoccupa la cittadinanza. Anche perché proprio il vecchio piano Piccinato, classifica l’area in questione in parte come “verde pubblico” e, per più modesta porzione, “sede stradale”.

Variante urbanistica a Catania: l’area interessata e il vecchio Prg

Si tratta della porzione di terreno comunale, attualmente adibita a parcheggio, situata tra le vie Carmelo Patanè Romeo, viale Vittorio Veneto e via Gustavo Vagliasindi: un’area “i vincoli urbanistici impressi alle predette aree dal P.R.G. del Comune di Catania – si legge nel verbale – in quanto preordinati all’esproprio, sono decaduti da almeno un quarantennio per l’inutile decorso del termine quinquennale di efficacia, senza che l’Amministrazione comunale abbia sino ad oggi avviato procedure volte ad attribuire alle stesse una nuova destinazione urbanistica”.

A richiedere la variante è la società SDM Veneto Immobiliare S.r.l., che già nel 2024 aveva presentato istanza portando all’avvio di un Tavolo Tecnico con gli enti interessati che “ha in sostanza dichiarato l’assenza di circostanze ostative all’avvio del procedimento di riqualificazione urbanistica sulla base del progetto dell’istante e si è concluso con la Determinazione n. 182 del 7 ottobre 2024, con la quale si dichiara che il progetto, ancorché valutabile, necessita di variante allo strumento urbanistico vigente, secondo le motivazioni ivi esposte; tale variante urbanistica è un atto pianificatorio di dettaglio e di secondo livello, pertanto necessita di apposita deliberazione di indirizzo”.

Catania, la richiesta di modifica del Piano regolatore

Nel 2025, la società SDM Veneto Immobiliare S.r.l., presenta una nuova istanza avente ad oggetto la “proposta di modifica in variante del P.R.G. del Comune di Catania, da realizzarsi mediante accordi urbanistici che, sulla base della documentazione progettuale allegata alla presente, risulta già corredata dei documenti sopra citati, necessari alla valutazione della proposta quale variante al P.R.G., ferma restando la possibilità di richiedere ulteriori documenti a integrazione di quelli già acquisiti al fascicolo, al fine di dare esplicito riscontro alle richieste dei singoli Enti partecipanti al relativo procedimento”. Da qui, l’avvio della procedura che dovrebbe portare all’acquisizione dei pareri, Vas, Via, e altri e che, una volta terminata porterà la proposta di variante in Consiglio comunale per l’approvazione. E la conseguente presa di posizione di alcuni cittadini che, su “Argo, cento occhi su Catania”, si domandano se non si potesse attendere il nuovo Pug prima di sottrarre un altro pezzo di città non edificato al cemento. In un’area, oltre tutto, povera di aree a verde, come del resto tutta la città.

Cementificazione a Catania, cittadini chiedono di attendere il nuovo Pug

“Prima di entrare nel merito della variante proposta – scrivono – ci chiediamo se abbia senso avviare un iter complesso come quello di una variante urbanistica alla vigilia della approvazione di un nuovo Piano Regolatore, che dovrebbe ridisegnare la città. Per cambiare la destinazione urbanistica di un’area, bisogna infatti mettere in moto un percorso che deve passare, quanto meno, da una Valutazione ambientale strategica e da una o più di una, conferenza dei servizi, fino all’approvazione del Consiglio Comunale”. Perché, si domandano, non attendere prima di procedere con una nuova variante, come tra l’altro chiesto espressamente dal senato cittadino con una mozione.

Variante urbanistica, l’assessore Sangiorgio chiarisce l’iter

A chiarire le motivazioni dell’avvio dell’iter, rispondendo in parte alle richieste di Argo, è l’assessore all’Urbanistica, Luca Sangiorgio. “Ce lo impone la legge 19 del 2020 – afferma. Abbiamo preso atto della richiesta da parte della società, che è arrivata tra l’altro parecchio tempo fa e abbiamo autorizzato l’avvio della procedura”. Insomma, la Giunta comunale ha dovuto dare il via alla delibera, anche perché chi intende realizzare l’immobile potrebbe presentare un esposto per ottenere l’autorizzazione.

“Si tratta solo dell’avvio del procedimento – continua -. Il progetto sarà inviato al Consiglio comunale che potrà approvarlo o respingerlo. Progetto che sottolineo è stato depositato ma ancora non abbiamo visto”. Il delegato della giunta comunale sottolinea infine che “in quella zona l’amministrazione comunale aveva effettuato degli espropri che non erano mai stati indennizzati – dice -. Ci esponiamo a un grande contenzioso – conclude – e non ce lo possiamo permettere”.