CATANIA – Uno confronto molto acceso. Quasi uno scontro, non tanto sull’unico punto all’ordine del giorno della seduta straordinaria, il Piano Urbanistico Generale, di cui, fatto non, si parla. Ma sul ritiro da parte della direzione Urbanistica della determina – che tanto aveva fatto gridare allo scandalo – con cui dirigente degli uffici di via Biondi, Biagio Bisignani, aveva di fatto dichiarato inattuali alcune tavole del Piano regolatore di Catania. Accade a Palazzo degli Elefanti, in un’aula piena a metà e con la Giunta di fatto assente, se si fa eccezione per l’assessore all’Urbanistica, Luca Sangiorgio, per il vicesindaco Massimo Pesce e per il delegato del sindaco per le Attività produttive, Giuseppe Musumeci. A chiedere la seduta straordinaria è il rappresentante del Movimento 5 Stelle, Graziano Bonaccorsi. “L’oggetto della convocazione era legato all’interpretazione delle tavole del 1977 – spiega. Noi vogliamo portare ordine su questo documento: l’interpretazione non è soggettiva e il decreto della Regione del 1969 dice che tutti gli elaborati presenti stabiliscono cosa è il Prg. È successo che Bisignani ha fatto una determina dirigenziale per non tenere in considerazione le tavole del 1977 che, oggi, ha revocato in autotutela”.
Piano regolatore di Catania, la disputa sulle tavole del 1977
Secondo Bonaccorsi, la questione dell’interpretazione delle tavole avrebbe comportato la realizzazione di alcuni supermercati dove il Prg preveda altro, in via Sabato Martelli Castaldi – sulla realizzazione dle quale c’è un procedimento giudiziario aperto – e in via Palazzotto – anche in questo caso, il cantiere è stato sequestrato dalla Procura. “La lettera SM o la lettera S erano già presenti – afferma ancora Bonaccorsi – perché quel Piano regolatore non avrebbe potuto essere utilizzato senza gli standard urbanistici. Di cosa si sta discutendo non si sa, noi dobbiamo concentrarci sul Piano regolatore vigente, vogliamo sapere cosa contiene il Pug – sottolinea – perché ancora non lo abbiamo visto”.
Catania, la revoca della determina Urbanistica in autotutela
La determinazione dirigenziale di revoca è del 22 ottobre, il giorno prima della seduta: la firma lo stesso Bisignani. “Preso atto – si legge – che il Segretario Generale, con nota del 21/10/2026, introitata presso la Direzione Urbanistica nella stessa data, ha rappresentato che l’organo che ha emesso la Determina ha agito in difetto di attribuzione comportando uno ‘straripamento di potere’. Si ritiene necessario – riporta ancora il documento – per garantire l’uniformità dell’azione amministrativa e dell’attività istruttoria degli uffici della Direzione Urbanistica, definire in maniera univoca la versione cogente delle tavole di zonizzazione oggi vigenti, visto che nel tempo sono state diffuse versioni non ufficiali di elaborati grafici e documentali riconducibili al Prg, prive di formale approvazione”. Da qui la scelta di revocare l’atto “Al fine di assicurare la massima certezza giuridica”. Lo spiega in aula il consigliere e presidente della commissione permanente all’Urbanistica, Erio Buceti. “La revoca è un atto consequenziale e altro non si sarebbe potuto fare – dice, evidenziando il buon operato di Bisignani -. Bene è stato fatto e i chiarimenti rispetto all’efficacia delle tavole non avrebbe dovuto farle il dirigente attuale, ma avrebbero dovuto farlo coloro i quali si sono succeduti alla Direzione Urbanistica. Dispiace – aggiunge – che ancora una volta Consigli come questo abbiano nei confronti della cittadinanza lo scopo di alimentare il senso del dubbio”.
Scontro politico a Palazzo degli Elefanti sulla rotazione dei dirigenti
Il direttore Bisignani assiste al Consiglio che, di fatto, discute di lui, ma non parla. Qualcuno, addirittura, confessa di non averlo in simpatia, ma che “è la professionalità quella che conta” e, come dichiarato dallo stesso sindaco Trantino alla richiesta di rotazione dei dirigenti, quella del direttore dell’Urbanistica non è in discussione. Questione, la rotazione dei dirigenti, di cui si parla tra le righe e che non convince i rappresentanti dell’opposizione, Damien Bonaccorsi di Controcorrente e Gianina Ciancio, del Movimento 5 Stelle. “Il nostro non è un attacco personale al direttore – afferma quest’ultima – perché continuare a far passare la richiesta di applicazione della legge sulla rotazione come attacco personale è una mistificazione. È un principio di trasparenza – prosegue -. Oltre tutto, il fatto che vi siano persone indispensabili e che non possono essere sostituite non è rispettoso per altri dirigenti”.
Piano urbanistico generale di Catania, le novità annunciate da Sangiorgio
A replicare all’aula è l’assessore Sangiorgio. “Non stiamo parlando del Pug ma della determina del direttore – dice -. E così non può che essere perché non capisco di quale Pug dovreste parlare se non lo avete mai ricevuto”. A questo proposito, Sangiorgio dà due notizie: “Il Pug è chiuso – aggiunge -. Lunedì protocollerò il documento preliminare per mandarlo in Giunta. E poi, lo manderemo contestualmente in Conferenza di pianificazione e in Consiglio comunale”. Quanto alla definizione delle tavole in questione, afferma essere necessaria “perché, ancora oggi, si presentano in direzione urbanistica soggetti sulla base di quelle maledette tavole del ‘77 che, ve lo dico io che ho studiato le carte, non hanno alcuna valenza. Ma su questo eravamo d’accordo – tuona -. Il parere sulla determina da parte del segretario generale – sottolinea poi – parla di straripamento di potere, ma non sul merito, ma sulla forma, perché si dovrebbe utilizzare una circolare. Ci è sembrato corretto revocare in autotutela la determinazione – conclude – e chiedere un parere alla Regione”.

