Non potranno tornare a lavorare all’interno di Amap i 48 lavoratori interinali che avevano operato nel settore della depurazione tramite l’azienda appaltatrice tra il 2023 e il 2026. In particolare, gli interventi riguardavano la cura dei servizi di manutenzione straordinaria sugli impianti di alcuni comuni della provincia di Palermo ed erano divisi in quattro lotti, due dei quali conclusi.
La richiesta di proroga e il no di Amap
I lavoratori avevano chiesto una proroga di 12 mesi del servizio. A luglio la capogruppo del Movimento Cinque Stelle a Palermo, Concetta Amella aveva presentato un’interrogazione per chiedere risposte ad Amap.
La Partecipata, che gestisce la distribuzione dell’acqua a Palermo, con una nota a firma dell’amministratore unico Giovanni Sciortino ha spiegato: “L’Amap non può assumere direttamente né far transitare sotto qualsiasi forma il personale dell’appaltatore in ragione della normativa art.19 del decreto legislativo del 19 agosto 2016”.
Il concorso quattro anni fa
Come ricostruito dallo stesso amministratore unico di Amap, Sciortino, la Partecipata aveva indetto un concorso per assumere a tempo indeterminato 58 lavoratori, di cui 16 per addetti alla conduzione e manutenzione degli impianti di depurazione e potabilizzazione delle acque. A candidarsi furono in 1800 con l’iter che si concluse il 18 marzo 2025 con graduatoria finale e la presa in servizio avvenne il 3 giugno 2025. C’è stato anche uno scorrimento della graduatoria, con l’ingresso di ulteriori 40 unità che si sono andate ad aggiungere alle 16 già selezionate dal bando.
La proroga negata, la risposta di Amap
Il problema è nato quando nel bando Amap ha inserito nella propria area di competenza nuovi comuni della provincia di Palermo con problemi sotto il profilo della depurazione delle acque. L’azienda di via Volturno ha quindi deciso di aprire un nuovo bando, così come spiegato da Sciortino nella nota dell’1 ottobre.
Il contratto prevedeva un affidamento per 36 mesi con possibilità di proroga, dal costo complessivo di 35,9 milioni di euro: a vincerla fu un consorzio di ditte composta da Siram (a cui subentrò l’azienda Veolia) e Cogei. Come accennato prima, l’affidamento fu suddiviso in quattro lotti: due lotti già riconsegnati dall’appaltatore alle rispettive scadenza, ossia 16 aprile e 1 agosto 2026. Per gli altri due invece la riconsegna è fissata per l’11 novembre 2026 e 1 settembre 2027.
Gli operai interinali avevano contestato ad Amap l’interposizione fittizia della manodopera con la richiesta dell’immediata riammissione in servizio dei lavoratori. Come ribadito da Sciortino “le diffide sono state tempestivamente riscontrate e contestate, con il consequenziale rigetto delle infondate domande formulate nei confronti di Amap”. Ad oggi – conclude – “non risulta proposto dai lavoratori dell’appaltatore alcuni giudizio contro la società”.
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