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Amat, inizia il cambiamento: il direttore generale saluta, Mistretta in bilico ed i lavoratori pronti alla mobilitazione

Amat, inizia il cambiamento: il direttore generale saluta, Mistretta in bilico ed i lavoratori pronti alla mobilitazione
Autobus Amat via Roccazzo

Il presidente Giuseppe Mistretta ha avuto un confronto con Caminiti nel corso del CdA di venerdì

Saranno settimane difficili in casa Amat, l’azienda che gestisce il trasporto pubblico a Palermo. Se da un lato ci sono i lavoratori che tramite i sindacati hanno minacciato mobilitazione se non avranno un incontro con i vertici dell’azienda e il sindaco Lagalla, dall’altro c’è il direttore generale Domenico Caminiti pronto a dire addio. E poi c’è il futuro del presidente Giuseppe Mistretta da decidere.

I CdA della discordia

Prima di descrivere quanto accaduto nell’ultimo CdA di venerdì bisogna fare un passo indietro: qualche settimana in un altro Consiglio d’Amministrazione si doveva discutere del contratto di servizio, ma si è concluso con un nulla di fatto. Ma in quella circostanza uscì fuori una lettera informale dove i dirigenti avevano stilato una relazione dove venivano messe in evidenza alcune criticità del contratto di servizio, oltre a un malessere dei dirigenti per un mancato coinvolgimento nelle decisioni aziendali . E in quell’occasione già Caminiti aveva manifestato malumori: si era parlato anche di dimissioni, fatto che però non venne confermato.

Tornando al CdA di venerdì, fonti ufficiali da via Roccazzo dicono che si sono discusse “questioni gestionali interne”. In particolare il presidente Mistretta e Caminiti hanno avuto un confronto dove quest’ultimo ha comunicato che ha 170 giorni di ferie da smaltire e una volta rientrato dalla ferie andrà in pensione. Caminiti, sostanzialmente, lascerà ufficialmente l’incarico a dicembre 2026. Dopo di ciò, si dovrà procedere ad un nuovo concorso per scegliere un nuovo dirigente generale. Nel frattempo, però, il presidente Mistretta è chiamato a dare il ruolo ad interim a uno dei dirigenti degli uffici in modo da poter portare avanti le attività aziendali.

Il futuro di Mistretta in bilico

Nel frattempo la posizione del presidente Giuseppe Mistretta non è più solida. All’approvazione del terzo bilancio Amat, il CdA decade automaticamente come confermato dallo stesso sindaco di Palermo Lagalla in una risposta scritta rilasciata ad un’interrogazione presentata dall’ex capogruppo del Movimento Cinque Stelle Antonino Randazzo.

Mistretta venne nominato presidente della Partecipata palermitana nella primavera 2023 sotto l’ala di Forza Italia. Dopo le elezioni europee, il rapporto tra le parti si era rotto. Questo fatto ha portato Mistretta ad avvicinarsi al sindaco Lagalla: in passato il primo cittadino non si è mai tirato indietro quando c’era da difenderlo in periodi difficili della consiliatura. Ad esempio quando Domenico Bonanno, nel settembre 2024, chiese le dimissioni di Mistretta per una lettera inviata da uno studio legale incaricato dallo stesso esponente del CdA di via Roccazzo dove si invitava l’ex democristiano “di astenersi da future valutazioni e considerazioni personali che possano ledere la reputazione, la professionalità del Dott. Mistretta e l’immagine della stessa Amat Spa Palermo”.

Un episodio che portò Mistretta più vicino al primo cittadino, grazie al supporto di uno dei pezzi da novanta degli ex Tamajo-boys . C’è da dire che il numero dell’azienda palermitana da sempre si è detto “indipendente” a livello politico. Indiscrezioni politiche, però, parlano di un corteggiamento meloniano in corso per l’esponente di Amat. Solo un accordo di coalizione potrebbe mantenere Mistretta alla guida della Partecipata, uno scenario non semplice ma allo stesso tempo non impossibile.

I lavoratori minacciano mobilitazione: Lagalla ha tempo entro fine mese per fissare un incontro

Un’altra patata bollente che si trova a gestire Mistretta è la minaccia di mobilitazione dei lavoratori. Qualche giorno fa i sindacati hanno chiesto con urgenza un incontro al sindaco di Palermo e alla governance di Amat per parlare del futuro dell’azienda. “Da anni tutto cambia per non cambiare nulla, l’Amministrazione Comunale continua a mantenere un atteggiamento di totale chiusura – si leggeva in una nota -, bloccando ogni possibilità di investimento su personale e sviluppo, mentre il servizio di trasporto pubblico locale sprofonda in una crisi sempre più evidente”.

Gravissima, secondo i sindacati, la vicenda del piano industriale, mai realmente approvato, la Giunta ne ha preso solamente atto. Oggi il piano è da rifare tant’è che sarà affidato ad una società di consulenza per l’aggiornamento dello stesso con ulteriori sprechi di risorse pubbliche. A ciò si aggiunge l’assenza ingiustificata del contratto di servizio strumento necessario per la prosecuzione aziendale atteso entro il primo trimestre del 2024 e ad oggi ancora inesistente dopo ripetuti rinvii.

A cercare di calmare un po’ le acque ci aveva provato l’esponente dell’azienda di via Roccazzo Giuseppe Mistretta che a QdS.it aveva sottolineato di come Amat sia una società sana e che a breve ci saranno nuove assunzioni. Nel frattempo, se entro fine aprile Lagalla non concederà un incontro ai sindacati dei lavoratori si passerà allo stato di agitazione.

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