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Amat, lavoratori preoccupati per il futuro ma Mistretta a QdS.it rassicura: “Azienda sana, a breve nuovi autisti”

Amat, lavoratori preoccupati per il futuro ma Mistretta a QdS.it rassicura: “Azienda sana, a breve nuovi autisti”
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In una nota viene chiesto un incontro urgente col sindaco e la governance della Partecipata

Si alza un nuovo polverone sull’Amat, l’azienda che gestisce il trasporto pubblico a Palermo. I sindacati dei lavoratori alzano i toni chiedono un incontro urgente al sindaco della città Roberto Lagalla, ai capigruppo e alla governance dell’azienda.

“Dal Comune di Palermo atteggiamento di chiusura”

Da anni tutto cambia per non cambiare nulla, l’Amministrazione Comunale continua a mantenere un atteggiamento di totale chiusura – spiegano i sindacati -, bloccando ogni possibilità di investimento su personale e sviluppo, mentre il servizio di trasporto pubblico locale sprofonda in una crisi sempre più evidente.

Gravissima, secondo i sindacati, la vicenda del piano industriale, mai realmente approvato, la Giunta ne ha preso solamente atto, oggi il piano è da rifare tant’è che sarà affidato ad una società di consulenza per l’aggiornamento dello stesso con ulteriori sprechi di risorse pubbliche. A ciò si aggiunge l’assenza ingiustificata del contratto di servizio strumento necessario per la prosecuzione aziendale atteso entro il primo trimestre del 2024 e ad oggi ancora inesistente dopo ripetuti rinvii.

Amat, sindacati: “Servizio insufficiente, intere periferie lasciate isolate”

“È inaccettabile – dichiarano Ciriminna FILT CGIL ,Traina FIT CISL, Montalto Uiltrasporti, Cataldi Cobas Trasporti, Danesvalle FAISA CISAL , Di Maria UGL , Taormina ORSA che i cittadini e lavoratori continuino a pagare il prezzo dell’incapacità politica e gestionale. Il servizio è insufficiente, disorganico e inadeguato, con intere periferie lasciate nell’isolamento”.
I Sindacati puntano il dito contro una gestione fatta di annunci e proclami irrealistici, lontani anni luce dalla quotidianità di un servizio che non riesce a garantire né continuità né efficienza.

Le richieste dei lavoratori Amat

I sindacati chiedono all’azienda “un’immediata revisione del Programma di Esercizio adeguato alla reale forza. Piano industriale e Contratto di Servizio; un piano concreto sul fabbisogno reale di personale”.

Zone blu, possibile esternalizzazione del servizio”

Infine da parte dei sindacati c’è forte preoccupazione anche per le indiscrezioni relative alla possibile esternalizzazione del controllo delle Zone Blu, scelta che rischia di penalizzare ulteriormente i lavoratori e indebolire l’azienda pubblica che tale deve restare.
Non accetteremo mancati confronti – concludono i sindacati –. Se non arriveranno risposte immediate, attiveremo tutte le forme di mobilitazione previste dalla legge , per difendere i lavoratori, e il diritto dei cittadini a un trasporto pubblico efficiente e dignitoso.

Amat, Mistretta a QdS.it: “L’azienda è sana, non capisco il malumore dei sindacati”

Sui malumori dei sindacati è intervenuto direttamente il presidente di Amat Giuseppe Mistretta che a QdS.it ha detto: “Onestamente questa nota dei sindacati non l’ho capita perché l’agenda oggi sta andando avanti secondo quelli che sono i programmi. L’aggiornamento del piano industriale è un’attività naturale, è un documento che deve necessariamente aggiornarsi. Lo stiamo adeguando maggiormente perché ci siamo resi conto che il fabbisogno del personale previsto nel precedente piano fosse un po’ troppo elevato in relazione all’evoluzione della tecnologia. Quindi lo stiamo rivedendo. Oggi abbiamo Consiglio d’Amministrazione e discuteremo di questi aggiornamenti. Non penso si tratti di spreco di denaro – ha sottolineato Mistretta – perché è un’attività necessaria”.

Pronte le assunzioni di nuovi autisti

Mistretta non nasconde che qualcosa in più a livello di nuove assunzioni di autisti si debba fare. “C’è un bisogno di personale, di conducenti. Questo è vero. Avevamo celebrato una gara per individuare una società di lavori interinale, la direttiva del sindaco Lagalla pone dei tetti nuovi e ne discuteremo in CdA”.

“A breve avremo nuovi autisti”, assicura il presidente di Amat. In questo momento è in corso la gara per la selezione di cinquanta autisti che assumeremo a tempo indeterminato che ha visto la presentazione di più di 1200 domande. Si farà una preselezione per esaminarne 300″.

Mistretta ribadisce: “Non vedo particolari problemi che mettono a repentaglio la vita dell’azienda. Sentirò i sindacati per capire qual è il loro malumore. Da quando siamo a capo di Amat abbiamo fatto tanto per i lavoratori con un contratto di servizio dove abbiamo inserito diverse novità importanti per il personale, come i buoni pasto. Abbiamo passato alcuni interinali da part-time a full time. L’azienda è sana, assolutamente. Stiamo facendo un lavoro di monitoraggio della qualità erogata dall’azienda, questa nota ripeto mi coglie alla sprovvista. Ma l’azienda è sempre pronta al confronto con i sindacati e non si tirerà indietro”.

Amat, sindacati pronti alla mobilitazione. Amella: “Trasporto pubblico di Palermo ostaggio dell’immobilismo dell’Amministrazione Comunale”

Non si è fatta attendere anche una risposta sulla situazione Amat da parte dell’opposizione. “L’appello alla mobilitazione dei sindacati di Amat conferma le nostre preoccupazioni: il trasporto pubblico di Palermo è ostaggio dell’immobilismo dell’Amministrazione Comunale – ha dichiarato Concetta Amella, consigliera comunale del Movimento Cinque Stelle. Un governance fiaccata dalle faide interne del centrodestra palermitano. Il caso Amat non è estemporaneo. Affonda le proprie radici in un passato fatto di rinvii ed errori. Il piano industriale, costato 60.000 euro e a rischio di ulteriori spese aggiuntive, non è mai stato approvato”.

“Nel frattempo, il contratto di servizio è andato incontro all’ennesimo rinvio. A pagare il prezzo di tutto questo sono i cittadini palermitani, condannati ad usufruire di un servizio insufficiente per la quinta città d’Italia, e il personale di Amat. Lavoratori che danno il massimo in una situazione di carenza di personale e senza il rinnovo degli accordi di secondo livello. Una situazione inaccettabile. Al danno si aggiunge la beffa. Quella parola che piace tanto al centrodestra: esternalizzare. Togliere i servizi non in perdita ad Amat potrebbe mettere in crisi l’azienda, aprendo la strada ad una nuova privatizzazione, come già sta avvenendo per Amg e Gesap. Se l’amministrazione continuerà a ignorare questa emergenza, non solo sarà inevitabile la mobilitazione dei lavoratori, ma si assumerà la responsabilità politica di aver condannato Palermo a un sistema di trasporto inefficiente, inadeguato e senza futuro”.

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