Roma, 16 lug. (askanews) – Il voto della Comagri del Parlamento europeo è un passo avanti. Ora, però, bisogna accelerare il negoziato e arrivare rapidamente a una revisione del Regolamento sul biologico che semplifichi davvero la vita alle imprese, oggi soffocate da burocrazia e adempimenti. Così Anabio-Cia commenta l’adozione da parte della Commissione Agricoltura della relazione sulla revisione del Regolamento Ue 2018/848 sulla produzione biologica, che apre da settembre la fase finale del trilogo.
Tra gli aspetti più positivi della proposta approvata figurano il rafforzamento delle norme sull’utilizzo del logo europeo per i prodotti biologici importati dai Paesi terzi, che ne rendono l’impiego più restrittivo; gli accordi di equivalenza; le disposizioni sui mangimi proteici destinati ad avicoli e suini; il potenziamento della certificazione di gruppo come strumento di semplificazione e le esenzioni previste per le aziende biologiche di minori dimensioni.
Per Anabio-Cia, adesso sarà fondamentale concentrarsi sulla prossima fase negoziale, con l’obiettivo di migliorare ulteriormente il testo e arrivare alla conclusione dell’iter legislativo entro la fine dell’anno. La revisione dovrà restare circoscritta agli interventi urgenti e puntuali previsti dal pacchetto europeo di semplificazione, correggendo le criticità emerse in questi anni di applicazione del Regolamento senza alterarne i principi fondanti.
“Accogliamo con favore questo risultato, ma il lavoro non è finito – ha detto il presidente di Anabio, Giuseppe De Noia – Nei prossimi mesi sarà decisivo completare il negoziato con norme più chiare e più semplici, capaci di sciogliere i nodi applicativi emersi nel tempo senza snaturare il modello biologico. La semplificazione deve tradursi in un beneficio concreto per gli operatori, riducendo il peso della burocrazia e garantendo al tempo stesso trasparenza, credibilità e maggiori tutele per i cittadini”.
“Il biologico è una risorsa strategica per l’agricoltura italiana ed europea – ha aggiunto il presidente nazionale di Cia, Cristiano Fini – Per questo servono regole semplici, certe e capaci di accompagnare davvero lo sviluppo del settore”.

