L’inchiesta aperta dal procuratore della Repubblica di Roma, Francesco Lo Voi, su questioni che richiamano successivamente le vicende della costruzione del Ponte sullo Stretto, ma che non hanno niente a che vedere con lo stesso, è un ennesimo fatto distorsivo dell’Opinione pubblica.
L’inchiesta della Procura di Roma e i tempi cruciali per Cipess e Corte dei Conti
Il Procuratore di Roma ha avuto sicuramente le sue buone ragioni per aprire tale inchiesta in questo mese; ma dispiace notare che proprio in questo mese la società del Ponte porterà i documenti al Cipess per ottenerne la delibera, la quale poi andrà ritualmente alla Corte dei Conti per la registrazione, augurandoci che essa avvenga finalmente in via definitiva.
Si tratta quindi di settimane in cui avverranno questi due passaggi – ripetiamo, Cipess e Corte dei Conti, la quale deve provvedere entro trenta giorni – e quindi ci auguriamo che si arrivi alla sospirata conclusione positiva dell’iter.
Un’inchiesta estranea al progetto
Certo però che il fatto indicato disturba tale processo, non fosse altro perché cittadine e cittadini prendono la questione come inerente all’iter approvativo del progetto Ponte, mentre non ha nulla a che fare con esso. E i No-Ponte continuano a speculare!
Infatti alcune persone per un verso o per l’altro si sono mosse in base al proprio interesse, non in base a quello della Società dello Stretto, né dell’impresa che dovrà costruire il manufatto. Non sappiamo se gli elementi in mano al Procuratore Lo Voi costituiscano indizi che poi saranno sottoposti al Giudice per le indagini preliminari, ma tutto questo non ci riguarda, perché è giusto che i procedimenti giudiziari abbiano il proprio corso e siano autonomi da tutto il resto.
Codice etico dei giornalisti: informazione obiettiva contro le illazioni
Ma quando vengono portati all’Opinione pubblica – che ha il diritto di avere le informazioni – bisogna sempre precisare le circostanze e i fatti e qui, ribadiamo, le circostanze e i fatti non hanno nulla a che fare con il Ponte sullo Stretto. Tuttavia, inesorabilmente, ci saranno dei cecchini che speculeranno su questo fatto e cercheranno di intossicare l’Opinione pubblica con menzogne di ogni genere, continuando nella stomachevole attività di critica alla costruzione e alla riunificazione – finalmente – della Sicilia al territorio nazionale.
Quanto precede riguarda il Codice etico dei giornalisti, il quale prevede espressamente che i fatti debbano essere controllati da più fonti e l’informazione debba essere obiettiva e bilanciata.
Lanciare nei canali dei media sociali, in radio, televisioni e quotidiani informazioni che possano indurre chi le riceve a pensare a illazioni e a vicende fantasiose, non è corretto. Ecco perché ribadiamo che, forse, la Procura poteva procrastinare di un mese l’apertura di questo procedimento, evitando equivoci e interpretazioni non corrette da parte di chi apprende le vicende che si verificano ogni giorno nel nostro Paese.
Il lavoro di Pietro Ciucci e della Società dello Stretto sulle osservazioni del Cipess
Scritto quanto precede, dobbiamo vivamente augurarci che, in ogni caso, il prossimo Cipess deliberi positivamente la costruzione del Ponte e ci auguriamo che la Corte dei Conti, nei successivi trenta giorni, finalmente registri la delibera. La precedente non registrazione, vogliamo ricordare, fu conseguente a una sessantina di rilievi ostativi.
Ebbene, in questi mesi la Società dello Stretto e il suo amministratore, Pietro Ciucci, hanno svolto un lavoro immane, rispondendo a tutte le osservazioni con grande puntualità. Per cui esse dovrebbero ritenersi soddisfatte e anche i giudici della Corte, con ciò approvando la delibera del Cipess.
Cinquant’anni di attesa
Non siamo indovini né pensiamo di esserlo, ma ci auguriamo che dopo cinquant’anni tutte queste vicende abbiano una conclusione positiva e che finalmente siciliani, calabresi, italiani, europei e popolazioni di ogni territorio possano tranquillamente passare da una riva all’altra in soli dieci minuti, mentre oggi occorrono una o due ore, se tutto va bene. Il che, sotto le piogge torrenziali o sotto il sole estivo non è piacevole.
Noi abbiamo sposato la causa in esame fin dagli anni Settanta, poi abbiamo applaudito quando il Parlamento ha approvato la legge 1158 del 1971 e partecipato a centinaia di convegni. Ci vogliamo augurare di potere partecipare anche all’apertura dei cantieri per la costruzione del Ponte sullo Stretto di Messina, perché quasi certamente non potremo essere all’inaugurazione.

