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Palermo, ancora spari contro la chiesa dello Zen

Palermo, ancora spari contro la chiesa dello Zen

Il luogo di culto del quartiere periferico di Palermo ancora preso di mira: sul posto questa mattina sono intervenuti gli agenti della polizia, insieme al personale della Scientifica, per effettuare i rilievi e avviare le indagini per risalire ai responsabili

Ancora colpi di arma da fuoco contro la chiesa dello Zen a Palermo, che già nei giorni scorsi era stata presa di mira. Questa volta i proiettili sono stati esplosi all’interno dell’androne del teatro della parrocchia di San Filippo Neri, quartiere periferico del capoluogo siciliano.

Si tratta dell’ultimo segnale della violenza armata che nelle ultime settimane sta sconvolgendo i quartieri dello Zen e Zen2 del capoluogo siciliano.

Indaga la polizia

Sul posto questa mattina sono intervenuti gli agenti della polizia, insieme al personale della Scientifica, per effettuare i rilievi e avviare le indagini per risalire ai responsabili.

Lorefice: “Alziamo la voce contro chi crede di intimidire e far indietreggiare l’annuncio del Vangelo”

Sul nuovo fatto di cronaca, interviene l’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice: “Se è vero che colpire una chiesa è un gesto esecrabile perché ferisce un’intera comunità – oltre ad evidenziare un disagio verso il quale l’impegno della Chiesa, delle Istituzioni e delle realtà che operano per il bene comune non può conoscere cedimenti –, di fronte a questa nuovo indegno attacco, che colpisce e danneggia addirittura l’aula nella quale si celebra la liturgia, alziamo la voce con forza nei confronti di chi crede di intimidire e di far indietreggiare l’annuncio coraggioso del Vangelo e l’impegno di riscatto sociale e culturale del quartiere”.

“Ostentare queste forme di violenza è segno di debolezza”

L’arcivescovo condanna con fermezza l’accaduto e torna ad abbracciare, a nome dell’intera comunità ecclesiale palermitana, padre Giovanni Giannalia, parroco della chiesa di San Filippo Neri, incoraggiandolo e sostenendo la Comunità parrocchiale impegnata a offrire la fresca presenza dell’Evangelo tra le case e le vie del quartiere. E sottolinea: “Ostentare queste forme di violenza e di aggressione è segno di debolezza, oltre che di grettezza e di sottosviluppo umano. Chi usa violenza non è un uomo, è un bruto, un mostro. Rinnoviamo il nostro appello a tutti coloro che ne hanno il ruolo di continuare a mettere in campo un’azione sinergica che preveda, oltre ad una costante e decisa attività di controllo del territorio, una lungimirante politica urbanistica su questi quartieri della città, unitamente a una rinnovata progettualità educativa e di cura delle persone, affinché i semi di speranza piantati recentemente nel cuore di questo quartiere, periferia geografica ma non umana di Palermo, possano portare frutti abbondanti di rigenerazione”.

E infine: “La Chiesa palermitana continuerà a dare con creativo coraggio il suo apporto”.

A fine dicembre il primo episodio

La settimana scorsa diversi colpi di arma da fuoco sono stati esplosi contro l’ingresso secondario del luogo di culto del quartiere Zen, in via Fausto Coppi. anche in quel caso la polizia scientifica ha effettuato rilievi, trovando diversi bossoli per terra. I proiettili hanno raggiunto l’interno della chiesa, dove fortunatamente in quel momento non c’era nessuno.

Oltre agli spari la chiesa è stata oggetto anche di un’esplosione, causata probabilmente da petardi o da un ordigno rudimentale.

Ieri allo Zen di Palermo autobus Amat bloccato e minacce ad autista

Inizia nel peggiore dei modi il 2026 per l’Amat. Attimi di panico nel tardo pomeriggio di ieri, giovedì 1 gennaio, a Palermo nel quartiere Zen. Due giovani, a bordo di uno scooter, avrebbero fermato un autobus della linea 619 mentre stava circolando. Il mezzo dell’Amat è stato fermato per circa cinque minuti: l’autista avrebbe chiesto gentilmente ai due ragazzi di passare perché altrimenti avrebbe ritardato le varie fermate; uno dei due per risposta avrebbe messo la mano dentro la borsetta, impugnando la pistola, senza puntarla, esclamando: “Stai fermo o ti sparo”.

Poco dopo, i due giovani avrebbero deciso di fare passare l’autobus per far continuare il servizio. Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno avviato le indagini ascoltando la testimonianza dell’autista. L’Amat ha denunciato l’ennesimo episodio criminoso ai suoi danni.

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