Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di mercoledì 4 marzo 2026.
Guerra in Iran, le ultime news in diretta
La CNN ha pubblicato un primo bilancio delle vittime dall’inizio delle operazioni di Stati Uniti e di Israele contro l’Iran. Secondo la Human Rights Activists News Agency (HRANA), più di 1.000 persone sarebbero state uccise in Iran. Tra questi vi sarebbero 168 bambini e 14 insegnanti, vittime della strade in una scuola elementare sabato. Secondo Paese con più vittime il Libano, dove si registrerebbero quasi 8o vittime. Almeno 10 i morti in Kuwait (compresi dei militari statunitensi). Altri 10 morti in Israele da sabato (secondo il Magen David Adom). Vittime anche in Iraq, negli Emirati Arabi Uniti e in Bahrain (una vittima).
Al Quirinale il Capo dello Stato ha incontrato la premier Giorgia Meloni e il ministro della Difesa Guido Crosetto per parlare della situazione iraniana e dell’escalation nell’area del Golfo. Un colloquio riservato per discutere dell’evoluzione della situazione. Secondo l’Adnkronos, che cita fonti della Difesa, Crosetto avrebbe definito questo “il momento più difficile degli ultimi decenni”.
Il dibattito pubblico è incentrato sulla posizione che assumerà l’Italia nell’ambito della guerra in Iran. C’è l’ipotesi dell’invio di sistemi di difesa ai Paesi del Golfo, ma anche quello di un contributo all’intervento a sostegno di Cipro. Quella di domani sarà una giornata fondamentale, perché i ministri Crosetto e Tajani faranno delle comunicazioni in Parlamento. E da lì, la situazione potrebbe prendere una piega diversa per l’Italia, anche se mi rimane da capire come.
Secondo i24News e altri media (principalmente statunitensi), le milizie curdo-iraniane avrebbero lanciato un’offensiva di terra nel nord-ovest dell’Iran.
Nuovo capitolo nello scontro tra Donald Trump e Pedro Sánchez sulla guerra in Iran. La Spagna ha di fatto bocciato l’operazione statunitense avviata da USA e Israele in Iran e ha sottolineato che gli spagnoli non saranno “complici per paura di rappresaglie”. La reazione verbale di Trump è stata molto dura, nei confronti della Spagna come di chi non supporterà le sue operazioni.
Oggi la portavoce stampa della Casa Bianca Karoline Leavitt ha riferito che la Spagna avrebbe accettato di “collaborare” con l’esercito statunitense, ma senza fornire ulteriori informazioni. Notizia smentita categoricamente dalla Spagna. Il ministro degli Affari esteri José Manuel Albares ha ribadito: “La nostra posizione rimane assolutamente immutata e smentisco categoricamente qualsiasi cambiamento”.
Al TG1 parla anche l’ambasciatore israeliano in Italia Jonathan Peled: “Questa non è una guerra senza fine. Noi speriamo che la coalizione contro l’Iran cresca. Tutti i paesi del Golfo stanno già aderendo e credo che questa guerra avrà fine presto”. E ancora aggiunge: “Dobbiamo assicurarci che questo regime brutale e terroristico non abbia mai armi nucleari e vogliamo creare le condizioni che permettano agli iraniani di prendere in mano il loro futuro. Sta a loro decidere che tipo di regime vogliono”.
“Il regime iraniano – sostiene – ha missili balistici con i quali sta colpendo noi e la regione. Non solo non dovrà avere il nucleare ma bisogna rimuovere la minaccia missilistica. Positivo per Israele l’impegno che Londra, Berlino, Parigi e l’Europa nel suo complesso stanno cominciando ad assumere. Crediamo che l’Italia come parte dell’Europa abbia espresso il suo no alla possibilità che l’Iran abbia armi nucleari e possa minacciare l’Europa. Ed è nel ruolo della coalizione occidentale rimuovere la minaccia di questo regime terroristico“.
Intervenendo al TG1, l’ambasciatore iraniano in Italia Mohamed Reza Sabouri commenta la situazione in Iran ed etichetta USA e Israele come aggressori. “I leader di Stati Uniti e Israele non sanno come giustificare l’uccisione di centinaia di innocenti. Per la seconda volta hanno tradito i negoziati e bombardato. È Israele la minaccia alla pace nel mondo. Sono loro gli aggressori, noi le vittime“, le sue parole.
In riferimento agli attacchi nella zona del Golfo, l’ambasciatore aggiunge: “I nostri attacchi non sono contro i Paesi, ma solo contro basi e interessi americani. Sulla posizione e i rischi per l’Europa, commenta: “Abbiamo avvertito gli europei. Qualsiasi ruolo a sostegno degli attacchi illegali contro l’Iran sarà considerato a tutti gli effetti partecipazione alla guerra e riceverà una risposta proporzionata e decisa”. E avverte: “I missili sul Golfo e quello che oggi è accaduto alla Turchia mostrano che l’Iran ha ancora forte capacità offensiva”.
Perché la premier Giorgia Meloni resta in silenzio e non si presenta in Parlamento per parlare del caso Iran? A rispondere – intervenendo a “Il cavallo e la torre” su Rai 3 – è il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfrendo Mantovano. La prima ragione del silenzio è che “c’è un appuntamento a brevissimo tempo”, cioè il Consiglio europeo. Inoltre, Mantovano dichiara che “il Governo non è certamente sguarnito” e che domani i titolari dei Ministeri della Difesa e degli Esteri, Guido Crosetto e Antonio Tajani, effettueranno delle comunicazioni importanti.
“Durante il giorno, la situazione sulla nave è più tranquilla, facciamo il possibile per distrarci, di notte, invece, nel silenzio totale, si sente il rumore dei caccia sopra la testa che mette un po’ d’ansia”. Questo il racconto, all’Adnkronos, di un giovane di Catanzaro, tra i 563 italiani a bordo della nave Msc bloccata nel porto di Dubai. Parte di loro potrà tornare domani, passando dal porto di Dubai all’aeroporto di Abu Dhabi. Il volo dovrebbe atterrare a Fiumicino.
Una potente esplosione ha scosso Teheran stasera. A riferirlo l’Afp, mentre i media statali hanno parlato di numerose esplosioni nella parte occidentale della capitale e in altre zone come il porto meridionale di Bandar Abbas sul Golfo e Tabriz nel nord-ovest.
L’esercito israeliano ha annunciato con una nota di aver lanciato una nuova ondata di attacchi su Teheran. Obiettivi le infrastrutture militari appartenenti al “regime iraniano”.
Non ci sono segnali di intelligence a indicare un coordinamento degli attacchi di oggi dall’Iran e dal Libano, da parte di Hezbollah, ha reso noto un portavoce dell’Idf. “È vero, hanno aperto il fuoco allo stesso momento, più o meno, si può dire simultaneamente, dall’Iran e dal Libano. Ma non ho alcuna informazione di intelligence per dire che è stato coordinato. Detto questo, non ci sono dubbi che Hezbollah lavori per i Guardiani della rivoluzione in Iran. È un’ala dei Guardiani della rivoluzione in Iran”, ha spiegato.
Il Segretario di Stato americano Marco Rubio e il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani hanno parlato al telefono e hanno discusso dei recenti sviluppi in Iran e nel Medio Oriente in generale. Lo ha comunicato Tommy Pigott, portavoce principale del Dipartimento di Stato americano, aggiungendo che “i leader hanno ribadito la forte partnership tra Stati Uniti e Italia”.
Nel corso del colloquio telefonico con il segretario di Stato americano Marco Rubio, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha “voluto confermare il deciso sostegno dell’Italia ai Paesi amici del Golfo, partner politici ed economici del nostro paese”. Lo ha reso noto il vicepremier in un post su X.
Il ministro ha anche reso noto di aver “espresso la preoccupazione del Governo italiano per il fatto che l’Iran stia allargando il conflitto in Medio Oriente, arrivando a colpire tutti i paesi arabi del Golfo Persico”. Preoccupazione anche sulla chiusura di Hormuz che, se prolungata, “potrebbe provocare effetti duramente negativi sulle economie internazionali“, ha evidenziato Tajani.
Due droni sono stati abbattuti nei pressi dell’aeroporto internazionale di Baghdad: lo riferiscono all’Afp fonti della sicurezza irachena, secondo cui non si sarebbero registrati “vittime o danni materiali”. L’aeroporto comprende una base militare che ospita una sede diplomatica statunitense e in passato ha ospitato le truppe della coalizione guidata dagli USA.
Blackout totale in Iraq: lo conferma una nota del Ministero dell’Elettricità iracheno nel mezzo dell’escalation di violenza e raid nella regione. L’ambasciata Usa a Baghdad sollecita i cittadini statunitensi a “lasciare il Paese non appena possibile farlo in sicurezza e a rimanere al riparo fin quando non ci saranno condizioni sicure per la partenza”.
Nelle scorse ore – secondo i media iraniani – le forze dei Guardiani della Rivoluzione avrebbero colpito con missili tre basi in Iraq usate da gruppi curdi iraniani che si oppongono al governo di Teheran.
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha reso noto in un punto stampa l’imminente colloquio telefonico con il capo della diplomazia statunitense, il segretario di Stato Marco Rubio.
Sono più di 83.000 gli sfollati in Libano registrati ufficialmente. Lo ha confermato il Ministero per gli Affari sociali. I dati ufficiali parlano di 83.847 sfollati, circa 30mila in più rispetto a ieri. Ci sarebbero 399 centri aperti per accoglierli.
Nuova riunione della Task Force Golfo con le ambasciate italiane nella regione per fare il punto sulle operazioni di assistenza ai connazionali nelle aree interessate dalla crisi. La Farnesina ha deciso un ulteriore rafforzamento del personale in Oman ed Emirati Arabi Uniti. Negli Emirati Arabi Uniti è previsto a stretto giro il rientro di 1.250 connazionali. Nello specifico, nella notte è partito un volo Emirates per Milano; in mattinata un volo FlyDubai per Bergamo; nel pomeriggio un volo Etihad per Milano; in serata due aerei diretti a Roma e in tarda nottata un ulteriore charter FlyDubai.
Un post del Centcom conferma che le forze Usa “hanno colpito o affondato negli abissi dell’Oceano più di 20 imbarcazioni del regime iraniano”. E ancora: “La notte scorsa il Centcom ha aggiunto all’elenco una nave da guerra classe Soleimani”.
L’Iran “non ha avuto scelta”, poiché le operazioni di Israele e Stati Uniti dallo scorso sabato non hanno lasciato alla Repubblica islamica altra scelta “se non quella di difenderci”. Lo scrive su X il presidente iraniano Masoud Pezeshkian.
Il missile balistico che l’Iran ha lanciato verso lo spazio aereo della Turchia sarebbe stato abbattuto da un cacciatorpediniere della Marina americana nel Mar Mediterraneo, secondo la CNN.
La Cina mobilita il suo inviato speciale per il Medio Oriente per tentare una mediazione sulla questione Iran. Lo ha annunciato il capo della diplomazia cinese, Wang Yi, che avrebbe parlato della missione durante un colloquio telefonico con il ministro degli Esteri saudita, Faisal bin Farhan Al Saud.
Forte preoccupazione nel governo regionale del Kurdistan, alimentata dalla potenziale scelta dell’Iraq di usare la regione come base di partenza per milizie curde iraniane. Un funzionario della regione, intervenuto alla Cnn, commenta: “È molto pericoloso, ma cosa possiamo fare? Non possiamo opporci all’America. Siamo molto spaventati”. Anche se i curdi – sottolinea il funzionario – “si sono sempre sentiti amici e alleati degli Usa”, “la storia curda porta anche con sé ricordi dolorosi di promesse infrante” e l’incertezza sugli obiettivi a lungo termine degli USA e la “politica non chiara” di Trump non aiutano.
L’attacco sferrato da Usa e Israele contro l’Iran sta provocando un “aumento dei costi dei trasporti“: è l’allarme lanciato dal commissario europeo ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas, in conferenza stampa a Bruxelles. La Commissione Europea starebbe effettuando le dovute valutazioni, in considerazione del fatto che “l’intera area” (del Golfo Persico) è stata dichiarata “zona rossa” e quindi “i costi di assicurazione saliranno di molto”.
Complessivamente, per Tzitzikostas, si sta determinando una “situazione molto difficile da gestire“, ma le autorità europee sono già al lavoro per gestirla.
Continua ad aggravarsi il bilancio delle vittime iraniane dall’inizio dell’operazioni militare israelo-americana. Secondo quanto riferito dalla Fondazione dei Martiri e dei veterani, citata da Irna e da Adnkornos, sarebbero per adesso circa/almeno 1.045 i morti tra civili e militari. Il precedente bilancio ufficiale della Mezzaluna Rossa era di 787 vittime.
È stato un sottomarino USA ad affondare, al largo dello Sri Lanka, una nave da guerra iraniana “che pensava di essere al sicuro in acque internazionali”. Lo ha dichiarato in questi minuti proprio il capo del Pentagono Pete Hegseth. “. “È il primo affondamento di una nave nemica con un siluro dai tempi della Seconda guerra mondiale”.
Emirates estende la sospensione di tutti i voli di linea regolarmente programmati fino alle 23:59 di sabato, posticipando di altri tre giorni il calendario per la ripresa delle sue operazioni. Secondo il “Wall Street Journal”, la compagnia opererà in maniera limitata per alcune operazioni di rimpatrio e cargo.
La Nato ha condannato il lancio del missile balistico da parte dell’Iran verso la Turchia, affermando di essere fermamente al fianco di tutti i suoi alleati.
La fine della guerra in Iran non sembra vicina. L’esercito israeliano, secondo il Times of Israel, starebbe infatti pianificando una o due settimane aggiuntive di operazioni contro l’Iran, con l’obiettivo di colpire migliaia di obiettivi e mettere in ginocchio le infrastrutture strategiche della Repubblica islamica.
I media israeliani riferiscono che stanno suonando le sirene dell’allarme antiaereo nel centro di Israele e a Gerusalemme. Nel frattempo, la Turchia comunica che un frammento del missile antiaereo delle forze Nato che ha intercettato il missile lanciato dall’Iran sarebbe caduto nella regione di Hatay, nel sud del Paese. Non ci sarebbero vittime o feriti.
Presenti, oltre alla premier Giorgia Meloni, il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini (collegato da remoto), il ministro della Difesa Guido Crosetto, il ministro dell’Economia e delle Finanze Giancarlo Giorgetti, i sottosegretari alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, e i vertici dell’intelligence.
“Sulla base dell’analisi delle ultime immagini satellitari disponibili, l’Aiea non rileva danni alle strutture che contengono materiale nucleare in Iran e quindi non sussiste alcun rischio di rilascio radiologico in questo momento”. Lo ha reso noto l’Agenzia internazionale per l’energia atomica in un post su X.
“Nei pressi del sito nucleare di Isfahan, sono visibili danni a due edifici. Non sono stati rilevati ulteriori impatti a Natanz dopo i danni precedentemente segnalati agli ingressi, né impatti in altri siti nucleari, compresa la centrale nucleare di Bushehr”, si legge.
Il direttore dell’agenzia Onu Rafael Grossi “ribadisce l’invito alla massima moderazione per contribuire a evitare qualsiasi pericolo di incidenti radiologici” e l’Aiea mantiene sotto stretto controllo la situazione.
Secondo il Ministero della Difesa dell’Arabia Saudita, un drone avrebbe tentato di colpire la raffineria di petrolio Ras Tanura della Saudi Aramco, ma non avrebbe causato né danni materiali né vittime. Questo sarebbe il secondo tentativo di colpire la raffineria da lunedì.
Il ministero della Difesa del Qatar ha reso noto di aver intercettato 10 droni e due missili da crociera lanciati dall’Iran.
Rinviato a Teheran l’inizio dei funerali in onore della Guida Suprema, Ali Khamenei, ucciso nei raid statunitensi e israeliani sabato mattina. Lo ha riferito l’agenzia di stampa Tasnim, precisando che il nuovo programma sarà annunciato in seguito.
Le cerimonie sarebbero dovute iniziare stasera nella Mosalla di Teheran alle 22 ora locale e protrarsi per tre giorni
Era in vacanza a Dubai quando l’incubo della guerra in Iran è iniziato e ha travolto i Paesi del Golfo, lasciandola bloccata all’estero con la madre. Su QdS.it la drammatica testimonianza dell’avvocato catanese Dalila Tomaselli in un articolo a cura di Gabriele D’Amico.
LEGGI L’INTERVISTA COMPLETA DELLA SICILIANA BLOCCATA A DUBAI
Almeno 101 dispersi e 78 feriti in seguito all’attacco condotto da un sottomarino a una nave iraniana al largo delle coste dello Sri Lanka. Lo hanno riferito fonti della marina militare di Colombo. La marina militare dello Sri Lanka ha risposto a una richiesta di soccorso proveniente dalla nave iraniana, ha affermato un portavoce della difesa. Non è chiaro da dove sia partito l’attacco.
Una petroliera è stata colpita al largo delle coste di Fujairah, uno degli Emirati Arabi Uniti. Lo ha segnalato l’Autorità marittima britannica (Ukmto). Sul ponte della nave sarebbero stati trovati “detriti di un proiettile sconosciuto” e fortunatamente tutti i membri dell’equipaggio risultano al sicuro.
La guerra in Iran rischia di causare un nuovo shock energetico per l’agroalimentare. Dai costi energetici a quelli per i fertilizzanti, il conflitto rischia di mettere in ginocchio un settore già delicato. A denunciarlo è la Coldiretti, che in una nota scrive: “La difficile congiuntura internazionale rischia, infatti, di pesare sulle imprese già colpite dalla concorrenza sleale delle importazioni selvagge dall’estero, con prodotti di bassa qualità coltivati con sostanze vietate in Europa che arrivano a tonnellate nei porti italiani, a partire proprio da quello di Napoli, per essere italianizzate grazie a lavorazioni anche minime, sfruttando l’attuale normativa comunitaria”.
“Noi siamo ancora qui”, così in una storia sui social la giovane cantante BigMama (Marianna Mammone), rimasta bloccata a Dubai a causa delle tensioni e degli attacchi scatenati dalla situazione iraniana.
La Commissione Europea è “pronta ad agire” per difendere gli interessi dell’Ue, in “piena solidarietà” con “tutti gli Stati membri”, inclusa la Spagna. Questa la risposta del vice portavoce capo dell’esecutivo Ue Olof Gill, dopo che il presidente degli Usa Donald Trump ha minacciato di tagliare gli scambi commerciali con la Spagna in seguito al rifiuto del governo spagnolo di autorizzare l’uso delle basi sul suo territorio per attaccare l’Iran.
“Gli scambi commerciali tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti – afferma Gill – sono profondamente integrati e reciprocamente vantaggiosi. Salvaguardare queste relazioni, soprattutto in un momento di crisi globale, è più importante che mai ed è chiaramente nell’interesse di entrambe le parti. L’Ue e gli Stati Uniti hanno concluso un importante accordo commerciale lo scorso anno. La Commissione Europea si aspetta che gli Stati Uniti onorino pienamente gli impegni assunti nella nostra dichiarazione congiunta”.
La Commissione “garantirà la piena tutela degli interessi dell’Unione Europea. Siamo pienamente solidali con tutti gli Stati membri e tutti i suoi cittadini e, attraverso la nostra politica commerciale comune, siamo pronti ad agire, se necessario, per salvaguardare gli interessi dell’Ue. Continueremo a sostenere relazioni commerciali transatlantiche stabili, prevedibili e reciprocamente vantaggiose, a vantaggio di tutti”.
Allerta aerea a Cipro dopo la segnalazione di un velivolo sospetto diretto verso l’isola. L’allerta è scattata intorno alle 9.30 e rientrata dopo prima delle 10 (ora locale). Il personale dell’ambasciata Usa è stato fatto scendere nei locali sotterranei in via precauzionale. Il portavoce del governo, Konstantinos Letymbiotis, ha dichiarato che una possibile minaccia è stata individuata “nello spazio aereo vicino al Libano”.
Le forze militari israeliane riferiscono che un F-35I dell’Aeronautica israeliana avrebbe abbattuto poco fa un caccia iraniano Yak-130 di fabbricazione russa sopra Teheran.
Nuovi raid israeliani contro il Libano. Le vittime, secondo i media statali, sarebbero almeno 11. Proseguono le tensioni sul piano geopolitico e commerciale. I Pasdaran hanno annunciato di avere il “controllo totale” dello Stretto di Hormuz, USA e Israele sostengono che andranno avanti – se necessario – anche per settimane e l’Iran, che ora ha una nuova Guida Suprema, lancia un monito all’Europa.
La situazione iraniana e le tensioni nell’area del Golfo avranno “conseguenze inevitabili sul porto di Genova come sul porto di Savona“. A riferirlo il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale, Matteo Paroli.
Una criticità “che condivideremo con tutti i porti del sistema nazionale alla quale siamo ovviamente purtroppo incapace di dare una risposta in termini di proposte attive”.
“Abbiamo già assistito a una crisi simile poco più di un anno fa, una crisi che ha impattato moltissimo sulla logistica mondiale – ha sottolineato -. Ci attendiamo una congestione di traffici per le prime settimane, che probabilmente registreremo già nei prossimi giorni, soprattutto per il settore petrolifero e gas naturale“.
“I porti non hanno competenze sulla politica internazionale. Possiamo soltanto efficientare il nostro sistema di accoglienza delle navi”, conclude Paroli.
Nuovi raid dell’Aeronautica israeliana contro strutture chiave del regime iraniano. Le forze militari israeliane, secondo quanto riporta l’emittente Canale 12, hanno riferito di aver attaccato decine di sedi dei Basij (forza paramilitare legata ai Pasdaran iraniani, ndr) e della Sicurezza interna iraniana. Bersagliati anche obiettivi militari delle forze di terra, tra cui unità di rifornimento e logistica, lanciamissili e sistemi di difesa.
Il dipartimento di Stato americano ha disposto l’evacuazione parziale dei consolati statunitensi di Lahore e Karachi, in Pakistan, a causa della minaccia di attacchi con droni e missili e per le ripercussioni che lo scoppio della guerra in Medio Oriente sta avendo sul traffico aereo commerciale. Lo ha riferito il Wall Street Journal, precisando che l’ordine riguarda il personale non essenziale e i loro familiari, mentre l’ambasciata Usa a Islamabad continua le sue attività normalmente.
Una famiglia molisana, di Agnone, bloccata a Dubai, dovrà attendere ancora per il suo rimpatrio. “È un vero casino – spiega il manager agnonese Enrico Rusi – ci stanno arrivando diverse comunicazioni, ma non ufficiali”.
Il professionista agnonese è rimasto bloccato a Dubai in seguito all’attacco di un drone che ha colpito proprio l’aeroporto internazionale della città. La sua famiglia, moglie e tre figli, era in procinto di partire, quando è arrivato l’attacco e i voli sono stati cancellati.
Da giorni la famiglia vive in albergo, con i continui allarmi per missili e droni che tolgono il sonno e aumentano l’ansia. “Ieri dalla Farnesina ci hanno inviato una comunicazione con la quale ci consigliavano di raggiungere in autobus l’Oman, a spese nostre, un viaggio di oltre dieci ore di percorrenza, per poi lì trovare un eventuale volo per l’Europa”, spiega il manager Enrico Rusi. Un’ipotesi che non convince affatto: troppo rischiosa e troppo lunga la tratta, senza tra l’altro avere la sicurezza di trovare un volo disponibile. Notizie frammentarie e confuse arrivano anche dal Consolato, ma l’idea di Rusi è di attendere qualche giorno ulteriore, in modo che la situazione bellica si calmi.
Una forte esplosione ha scosso pochi minuti fa la zona orientale di Teheran. Lo ha riferito l’agenzia di stampa Isna.
Gli Stati Uniti hanno annunciato di aver “autorizzato” il personale non essenziale a lasciare Cipro, dove una base militare britannica è stata colpita da un attacco iraniano nella notte tra domenica e lunedì, nel quadro del conflitto in corso in Medio Oriente.
Il dipartimento di Stato “ha autorizzato i dipendenti governativi statunitensi non essenziali e le loro famiglie a lasciare Cipro per motivi di sicurezza”, ha dichiarato l’Ambasciata degli Stati Uniti.
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato oggi di aver lanciato circa 40 missili contro obiettivi statunitensi e israeliani, nel quinto giorno di guerra in Medio Oriente.
“Diverse ore fa, è stata condotta la 17a ondata dell’operazione Honest Promise 4 con il lancio di 40 missili da parte delle forze aerospaziali del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, verso obiettivi americani e sionisti”, si legge in una dichiarazione trasmessa dalla TV di Stato.
Il ministero della Salute del Kuwait ha annunciato oggi che una bambina di 11 anni è morta dopo essere stata colpita da schegge di granata cadute in seguito alle ondate di attacchi iraniani nel Golfo.
“La rianimazione è stata eseguita in ambulanza mentre la bambina veniva trasportata in ospedale e i tentativi sono continuati per quasi mezz’ora dopo l’arrivo all’ospedale Al-Amiri. Tuttavia, è deceduta a causa delle ferite riportate”, ha dichiarato il Ministero in una nota pubblicata su X.
Le Forze di Difesa israeliane hanno annunciato l’avvio di un’ondata di attacchi contro le infrastrutture di Hezbollah a Beirut.
Prima dell’inizio i militari hanno diffuso ordini di evacuazione relativi a due edifici della capitale libanese. A riferirne è il Times of Israel.
Chiunque venga nominato dal regime iraniano per sostituire Ali Khamenei nel ruolo di leader “sarà inequivocabilmente un bersaglio da eliminare”. Ad annunciarlo è stato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz.
Il ministro aggiunge: “Qualsiasi leader nominato dal regime terroristico iraniano per continuare a guidare il piano per distruggere Israele, minacciare gli Stati Uniti, il mondo libero e i paesi della regione e opprimere il popolo iraniano, sarà un bersaglio inequivocabile da eliminare”, afferma Katz in una dichiarazione.
“Non importa come si chiama o dove si nasconde”, afferma. “Continueremo ad agire con tutta la forza, insieme ai nostri partner americani, per smantellare le capacità del regime e creare le condizioni affinché il popolo iraniano possa rovesciarlo e sostituirlo”, aggiunge Katz, citato dal Times of Israel.
Lo Sri Lanka ha soccorso e fornito assistenza medica a 30 marinai che si trovavano a bordo di una fregata iraniana che stava affondando vicino alle sue acque territoriali. A dichiararlo è stato il ministro degli Esteri dello Sri Lanka Vijitha Herath.
Intervenendo in Parlamento, Herath ha spiegato che i 30 marinai feriti sono stati trasportati in un ospedale nel sud dell’isola dopo essere stati soccorsi sulla fregata Iris Dena, che ha un equipaggio di 180 persone e aveva lanciato una richiesta di aiuto all’alba.
Un attacco israeliano ha colpito un edificio residenziale di quattro piani nella città libanese di Baalbek, uccidendo almeno cinque persone e ferendone altre 15. A riferirne sono i media statali nel Paese: le squadre di soccorso sono al lavoro per cercare superstiti tra le macerie, riporta l’agenzia Nna.
In precedenza, il ministero della Salute libanese aveva riferito di un attacco aereo ad Aramoun, a sud della capitale Beirut, che aveva ucciso almeno sei persone. La Nna ha anche segnalato attacchi contro un hotel a Hazmieh, vicino a Beirut, e nel Libano meridionale.
L’esercito israeliano ha pubblicato un nuovo ordine di evacuazione per oltre una dozzina di villaggi e città libanesi, avvertendo di imminenti attacchi per questa mattina. L’elenco include luoghi situati principalmente nel Libano meridionale, dove l’esercito israeliano ha preso di mira le postazioni di Hezbollah.
L’Assemblea di Esperti incaricata di scegliere la nuova Guida Suprema dell’Iran avrebbe scelto il figlio dell’ayatollah Ali Khamenei, morto nei raid USA-Israele di sabato: Mojtaba Khamenei, ritenuto molto vicino al Corpo dei Guardiani della rivoluzione islamica e la sua forza paramilitare Basij.
Pedro Sanchez
Cosa sta succedendo in Iran, le ultime notizie
La guerra in Iran è arrivata a un primo punto di svolta. La prima novità? Ѐ stato scelto il successore dell’ayatollah Ali Khamenei, ucciso nei raid di USA e Israele in Iran lo scorso sabato. Si tratta del figlio secondogenito Mojtaba Khamenei. Una figura che indica continuità e che negli anni ha sviluppato un profondo legame con il Corpo dei Guardiani della rivoluzione islamica, nonché con la sua forza paramilitare Basij.
La seconda notizia di rilievo delle ultime 24 ore è l’espansione del conflitto e l’apertura del fronte del Libano. Le truppe israeliane sono entrate nel sud del Libano, con l’intenzione dichiarata di creare una zona cuscinetto lì. Ci sono stati, poi, gli attacchi di droni iraniani contro le ambasciate e ai consolati statunitensi (a Riyadh prima, a Dubai dopo) e le operazioni in diversi Paesi del Golfo e non solo (si pensi al caso Cipro). Attacchi ai quali non si escludono risposte pesanti.
C’è anche una questione che riguarda tutto il globo ed è di natura commerciale. Il timore di uno shock energetico dopo la chiusura dello Stretto di Hormuz e gli aumenti già evidenti dei prezzi del petrolio, del gas e degli idrocarburi è reale e diffuso. E, infine, rimane la questione umana e umanitaria, quella più preoccupante. Sono già centinaia le vittime del conflitto. E il bilancio è e rimarrà probabilmente parziale, troppo per rendere l’idea dalla violenza mortale scatenata dalle operazioni degli ultimi giorni.
