Un confronto su questioni strutturali e non contingenti: ospite di questo Forum con il QdS, alla presenza del vice presidente di Ediservice, Filippo Anastasi, il comandante della Polizia municipale di Palermo, Angelo Colucciello.
Quali sono le criticità maggiori con cui la città deve fare i conti?
“I principali problemi riguardano la gestione delle attività commerciali e le risorse umane insufficienti per il Corpo di Polizia municipale. Le attività commerciali si sono concentrate nel tempo in poche e ristrette aree, creando delle sacche in cui zone che hanno difficoltà a sostenerle. Occorrerebbe un maggiore controllo da parte del nostro Comando, ma emerge il secondo problema: la presenza limitata delle risorse umane. Ogni anno ci sono trentacinque vigili che vanno in pensione, perciò se non si assumono presenze stagionali poi da stabilizzare ci si ritrova senza personale. Nel Piano di rientro finanziario la Polizia municipale ha l’incarico di recuperare i tributi e le sanzioni amministrative, i cui introiti hanno una forte importanza per il Comune, ma ho trovato arretrati di anni. Quello che ho assunto è un incarico con sfide importanti: le stiamo affrontando con l’obiettivo di migliorare questa città”.
Sul fronte dei rifiuti, date un supporto anche contro l’abbandono irregolare…
“La Rap funziona, ma su questo versante abbiamo deciso di contribuire mettendo in azione trenta fototrappole nei luoghi di raccolta in via sperimentale. Queste hanno prodotto già novemila contestazioni in quarantacinque giorni, con tanto di foto delle targhe dei mezzi che hanno scaricato i rifiuti in modo irregolare. Stiamo pensando di aumentare il numero di questi dispositivi. Auspico che i cittadini che non rispettano le regole, così come sta succedendo, comincino a ricevere le contestazioni con il pagamento di multe che vanno da centosessanta euro a salire, piuttosto che gli atti relativi alla loro denuncia penale. Mi dispiace agire con un’azione repressiva, ma occorre far nascere una coscienza che faccia comprendere che l’immondizia non si butta più quando, dove e come si vuole, ma si smaltisce dalle diciassette alle ventidue nel periodo invernale e dalle diciotto alle ventidue nel periodo estivo. Da questo punto di vista, i palermitani devono ancora migliorare”.
Il problema è solo civico o ci sono anche dei limiti del sistema che non consentono ai cittadini di operare come si dovrebbe?
“È una questione di cattiva educazione civica. I servizi funzionano. Il problema, spesso, è non accettare per principio una regola che può cambiare le nostre abitudini. Per questo c’è bisogno del controllo, ma non si può stare a controllare i comportamenti di tutti. La voglia di fare c’è e tentiamo di migliorare sempre, arrivando anche a raggiungere grandi risultati. Quando sono arrivato a Palermo, la percentuale di multe pagate non arrivava al tredici per cento. Oggi siamo al trentasette ed è un dato che è costantemente in salita. Abbiamo cambiato operatore e, adesso, siamo in PagoPA. Quindi, c’è un sistema che fa arrivare le multe a casa. Oggi gli introiti per il Comune sono aumentati di novecentomila euro, anche perché tante multe vengono notificate in maniera veloce con la striscetta sotto il parabrezza, che permette di leggere il QR code e pagare immediatamente”.
Quali sono gli obiettivi che si pone da qui alla fine del suo incarico?
“Tenterò di fare tutto quello che è possibile per il miglioramento di questa città, perché il mio compito è contribuire alla sicurezza e al decoro urbano. Continuerò a combattere ancora più aspramente la guerra contro gli abusivi. Continuerò a tentare di dare un ordine alle borgate marinare, perché sono una risorsa per la città, soprattutto d’estate. Continuerò e, se possibile, aumenterò, la lotta all’abusivismo edilizio. Con il sindaco, condividiamo tutti i processi decisionali. Tenderò a migliorare in maniera costante le condizioni di decoro di tutta la città, ma non con un’attenzione a un quartiere piuttosto che a un altro, perché non ci sono cittadini di serie A e di serie B. Il cittadino che ha un livello di istruzione più alto, spesso sa come approcciare un problema, ma il cittadino che vive in periferia, magari con meno servizi attivi, va supportato in maniera maggiore”.

Il ruolo della tecnologia e l’Intelligenza artificiale
In che modo le nuove tecnologie stanno migliorando il vostro lavoro?
“La tecnologia ci assiste tanto. In occasione delle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina è stata realizzata una Centrale operativa come quella di Palermo, dove era operativa già due anni e mezzo fa, completamente strutturata con intelligenza artificiale. Non a caso, stiamo aumentando notevolmente il numero delle telecamere attive a novecento circa. A giorni ne entreranno in funzione altre duecentoventi su viale Regione Siciliana per osservare costantemente tutto l’asse. Altre centonovantacinque verranno installate allo Zen, altre quattrocentosessanta saranno attivate nel centro città. Queste installazioni porteranno praticamente al raddoppio delle telecamere che abbiamo grazie ai fondi Poc e Pon legalità, quindi risorse ministeriali. Queste telecamere possono essere strutturate per fare più cose contemporaneamente, perché con l’intelligenza artificiale creiamo dei flussi dati che possiamo sfruttare per capire se si è verificato un incidente o un furto. Questo è il valore dell’Ia: possiamo creare un flusso dati per qualsiasi esigenza si presenti. Non c’è bisogno di guardarle h24, perché il reato amministrativo non richiede un intervento immediato e si può sanzionare anche il giorno seguente. Ogni giorno, ho personale delle Forze di polizia in Caserma per acquisizione dati. Queste immagini sono ancora più facilmente consultabili da parte delle Forze di polizia, perché loro possono avere interesse a vederle immediatamente, piuttosto che acquisirle il giorno dopo”.
Il dialogo e la mediazione fondamentali per migliorare il rapporto con la gente
Come giudica il rapporto tra Corpo di Polizia municipale e cittadini?
“Al contrario di quello che si potrebbe pensare, non si tratta di un rapporto compromesso, anzi. Per esempio, si stanno realizzando dei lavori in piazza San Francesco Saverio all’Albergheria, che era normalmente invasa dal mercato. Se occorre fare dei lavori il mercato va ovviamente gestito: per questo mi sono riunito con gli ambulanti e abbiamo trovato un punto d’incontro. I lavori stanno procedendo perfettamente, perché con le persone occorre parlare. Minacciare di fare una sanzione spesso non aiuta, così come spesso non aiuta elevare multe perché si sta venti centimetri fuori dalla striscia bianca. La Pubblica amministrazione non deve sottomettere il cittadino, deve aiutarlo. E questo deve fare anche il Corpo di Polizia municipale”.
La mediazione è quindi fondamentale all’interno della vostra attività…
“Sì, anche per costruire un rapporto sempre migliore. Le segnalazioni che, normalmente, arrivavano dalla Polizia municipale si sono quasi triplicate negli ultimi due anni. Noi svolgiamo controlli nel settore dell’edilizia abusiva che è competenza, non dico esclusiva ma strutturata dalla Polizia municipale. Noi abbiamo numeri di interventi fatti per segnalazioni che salgono costantemente e ne sono contento, anche se è aumentato il lavoro. Dobbiamo fare le multe, ma vanno fatte con un ragionevole buonsenso. Ci mettiamo sempre la faccia, ma bisogna far funzionare il cervello, perché, altrimenti, l’opinione resta negativa sul Corpo dei vigili urbani. È un processo che è difficile da gestire, ci vuole del tempo e ci vogliono una serie di comportamenti virtuosi da mantenere costante. Altrimenti, la considerazione che la città ha del Corpo, diventa negativa”.

