Apicoltura a rischio, “Vietare l’uso di erbicidi” - QdS

Apicoltura a rischio, “Vietare l’uso di erbicidi”

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Apicoltura a rischio, “Vietare l’uso di erbicidi”

sabato 07 Dicembre 2019 - 00:00
Apicoltura a rischio, “Vietare l’uso di erbicidi”

Mozione della deputata regionale Angela Foti (M5s) che impegna il Governo Musumeci a proteggere gli insetti impollinatori. La Sicilia è la terza regione in Italia per numero di apicoltori e miele prodotto

PALERMO – “Stop all’uso di erbicidi a base di glifosato da parte degli enti locali, promozione della cooperazione tra agricoltori e apicoltori, attraverso la promozione di un modello agricolo in grado di preservare la biodiversità del paesaggio agricolo e di garantire la sostenibilità e ancora un’azione di moral suasion affinché l’Anas cessi di praticare il diserbo chimico per il contenimento delle erbe infestanti lungo le sponde dei canali di scolo delle acque e lungo i margini delle strade e autostrade”.

È quanto chiede al governo regionale la deputata Ars Angela Foti, vice presidente della Commissione alle attività produttive che, con una mozione, impegna la giunta Musumeci a mettere in atto misure di protezione degli insetti impollinatori e di riduzione del rischio legato all’impiego dei fitosanitari.

Dagli apicoltori siciliani – spiega Angela Foti – dipende la sopravvivenza di un settore portante dell’agricoltura siciliana: la serricoltura. Ogni anno tra 90.000 e 120.000 strutture protette (tunnel e serre) sono dagli apicoltori rifornite di api per la produzione di primizie. L’apicoltura siciliana con le sue 1200 aziende apistiche che conducono oltre 126.000 alveari, è la terza in Italia per numero di apicoltori, famiglie d’api allevate e miele prodotto. Morale, in questi anni gli apicoltori, proteggendo e allevando le api, stanno sopperendo, dove possibile, al declino degli impollinatori selvatici. Il declino degli impollinatori è dovuto, in ordine di importanza, all’uso massiccio di pesticidi, alla diffusione delle monocolture, all’utilizzo di specie vegetali sempre meno pollinifere e nettarifere, alla rapidità dei cambiamenti climatici, alla sistematica distruzione di ogni residuo ecosistema naturale come i bordi dei fossi, le siepi di confine e interpoderali, i pascoli spontanei, le rive dei corsi d’acqua, il sovra pascolo, l’inerbimento dei suoli, i bordi stradali e autostradali”.

“La Regione deve a nostro avviso – spiega la deputata – promuovere azioni atte a mantenere la biodiversità e salvaguardare la nostra apicoltura e applicare principio di precauzione, sancito dall’articolo 191 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea. A tal proposito, ci sono già alcuni comuni siciliani che lo stanno già facendo, vietando come raccomanda il Pan l’uso di erbicidi al glifosato nelle aree comunali”.
“La Regione – continua – potrebbe inoltre promuovere iniziative educative e di sensibilizzazione, anche presso le istituzioni scolastiche, finalizzate all’adozione di comportamenti alimentari sani ed un consumo consapevole del cibo, alla comprensione del legame sussistente fra api, ambiente, agricoltura e uomo, alla conoscenza delle modalità di produzione e delle caratteristiche nutrizionali dei prodotti derivati dall’apicoltura, allo sviluppo di modelli di business che mirino allo sviluppo della produzione locale e al contrasto alle frodi attraverso la blockchain”.

“Anche il Movimento 5 stelle all’Ars ha fatto la sua parte, avendo presentato tra l’altro, un disegno di legge che favorisce e incentiva l’agroecologia e la protezione delle acque superficiali indispensabili per passare dalle parole ai fatti in tema di desertificazione dei suoli. Dalla salute dei nostri ecosistemi naturali – conclude la deputata – dipende la salute dei nostri concittadini. Se a questo governo regionale sta a cuore la salute dei siciliani, deve solo metterci la volontà politica” – conclude Angela Foti.

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