Aria irrespirabile, eccesso di malformazioni e tumori, lo studio “Sentieri” conferma i mali dei nostri “Sin” - QdS

Aria irrespirabile, eccesso di malformazioni e tumori, lo studio “Sentieri” conferma i mali dei nostri “Sin”

Rosario Battiato

Aria irrespirabile, eccesso di malformazioni e tumori, lo studio “Sentieri” conferma i mali dei nostri “Sin”

giovedì 20 Giugno 2019 - 00:00
Aria irrespirabile, eccesso di malformazioni e tumori, lo studio “Sentieri” conferma i mali dei nostri “Sin”

In Sicilia quattro Siti di interesse nazionale (Biancavilla, Gela, Priolo e Milazzo) che però non interessano alle istituzioni

PALERMO – Mortalità e malformazioni congenite in eccesso, incidenza oncologica superiore alla media regionale e nazionale, e altre evidenze problematiche. Il quadro siciliano e nazionale che emerge dal V Rapporto del Progetto Sentieri, coordinato dall’Istituto superiore di sanità e relativo allo stato di salute della popolazione residente in 45 siti di interesse nazionale per le bonifiche (4 in Sicilia), è stato presentato nei giorni scorsi e fa riferimento a un periodo di studio lungo otto anni (2006-2013).

L’Italia è stato il primo Paese europeo a dotarsi di questa stima per volontà del ministero della Salute, un percorso particolarmente apprezzato dall’Organizzazione Mondiale della sanità che ha raccomandato l’adozione di progetti di questo tipo a tutti i paesi della Regione europea.

I DATI NAZIONALI
Lo studio rivela che nel giro di otto anni, cioè tra il 2006 e il 2013, nella popolazione generale sono state rilevate 5.267 morti in eccesso rispetto all’atteso nel genere maschile per tutte le cause (+4%), e 3.375 per tutti i tumori maligni (+3%), rispettivamente 6.725 (+5%) e 1.910 (+2%) nel genere femminile. Sempre secondo il rapporto, considerando i 22 siti che hanno attivato il Registro Tumori, sono stati stimati in 5 anni (periodi diversi a seconda dei registri nell’arco temporale 2006-2013) 1.220 casi di tumori maligni in eccesso nel genere maschile, 1.425 nel genere femminile (popolazione generale).

Nei 28 siti che sono serviti dai 22 Registri Tumori e dagli 8 Registri Tumori infantili (periodi diversi a seconda dei registri nell’arco temporale 2006-2013) è stato osservato un eccesso di 1.050 casi di tumori maligni in bambini, adolescenti e giovani adulti.

PRECISAZIONI SULLE CAUSE
Lo studio Sentieri sottolinea che “non tutti gli eccessi osservati nello studio sono attribuibili alla contaminazione ambientale” in quanto molte delle patologie studiate “riconoscono un’eziologia multifattoriale, all’interno della quale giocano un ruolo fattori socioeconomici, stili di vita, disponibilità e qualità dei servizi sanitari”.

Inoltre, “sebbene le conoscenze disponibili sul profilo tossicologico degli agenti chimici presenti supportano l’ipotesi in alcuni siti che la documentata contaminazione dell’ambiente abbia giocato un ruolo causale nel determinare alcuni di questi eccessi, la disponibilità di dati di esposizione della popolazione ai contaminanti ambientali è un fattore determinante per poter quantificare le stime di rischio attribuibili alle sorgenti di emissione”.

CRITICITÀ GENERALI
Un eccesso di malformazioni congenite è stato osservato nel 50% dei 15 Siti indagati sul periodo 2002-2015: Gela, Laghi di Mantova, Livorno, Manfredonia, Milazzo, Piombino e Taranto, che sono per lo più caratterizzati dalla presenza di attività industriali complesse. Si tratta di patologie molto rare che comunque possono derivare da più cause.

 

FOCUS SICILIA

 

Ecco i principali risultati emersi dai capitoli dedicati ai quattro Sin siciliani


BIANCAVILLA (CATANIA)
Qui il rischio si chiama “Fluoro-edenite”
Nel sito di Biancavilla è stata segnalata “la presenza di cava di materiale lapideo contaminato da fluoro-edenite, una fibra asbestiforme”, un materiale in grado di provocare mesoteliomi e classificato come quelli con presenza di amianto, sebbene non sia da considerarsi amianto in senso stretto.

Nell’area si osserva un “eccesso della mortalità generale e della mortalità per malattie dell’apparato circolatorio in entrambi i generi”. Per quanto riguarda l’incidenza oncologica è “presente un eccesso dell’incidenza in entrambi in generi per il mesotelioma della pleura”, neoplasia che secondo gli studiosi è associata strettamente, con sufficienza di prove, all’esposizione dei cittadini alle fonti inquinanti presenti nel sito.

Nelle donne, seppure con qualche incertezza della stima, si nota l’eccesso dell’incidenza del tumore del polmone, patologia con limitata associazione all’amianto, “fonte di esposizione ambientale nel sito”.

 

GELA (CALTANISSETTA)
200 bimbi malformati in cinque anni
Cosa c’è nel sito di Gela che appesta aria e falde acquifere? È noto: impianti chimici, petrolchimici, discariche di rifiuti e la raffineria, che va detto negli ultimi anni è stata al centro di un’opera di riconversione in green refinery, una vera e propria boccata d’ossigeno – è il caso di dirlo – per l’area nissena.

Nel capitolo dedicato al profilo di mortalità (2006-2013) si registra “una generale tendenza all’eccesso delle stime di rischio. Un eccesso di rischio si osserva in entrambi i generi per tutte le cause, l’insieme dei tumori, le malattie dell’apparato urinario e, solo tra le donne, per le malattie del sistema circolatorio”.

Altro aspetto da considerare riguarda l’analisi dei nati residenti nel periodo 2010-2015. Questi ultimi sono stati 4.606 e “sono stati osservati complessivamente 200 casi con malformazione congenita (MC), con una prevalenza pari a 434,2 per 10.000 nati”. Questi casi risultano “superiori al numero di casi attesi definito su base regionale”.

 

PRIOLO (SIRACUSA)
Mesotelioma, un male mai estirpato
Nel Polo indistriale aretuseo viene segnalata, all’interno del cosiddetto “decreto di perimetrazione”, la presenza di impianti chimici, un polo petrolchimico, portuale, nonché di amianto e discariche. In questo caso, però, si evidenzia che la “mortalità generale nella popolazione del sito risulta in linea con la media regionale”.

Quello che invece desta preoccupazione è la mortalità per malattie dell’apparato digerente, “in eccesso in entrambi i generi”, così come quella per malattie dell’apparato urinario, “anche se per queste ultime l’eccesso negli uomini è basato su una stima incerta”.

Tra le patologie con un’evidenza a priori “Limitata” o “Sufficiente” di associazione con esposizioni ambientali nel sito, il “mesotelioma della pleura risulta in eccesso, quale causa di decesso, in entrambi i generi” ed è “in eccesso la mortalità per il tumore del polmone tra le donne, basato su una stima incerta, e per malattie respiratorie acute tra gli uomini”. Restano in eccesso le patologie asbesto-correlate, come già emerso nei precedenti studi Sentieri.

 

MILAZZO (MESSINA)
Se il mare non basta per respirare bene
A Milazzo l’odore dell’aria salmastra è “rotto” dal lezzo velenoso che arriva dagli impianti per la produzione di apparecchiature elettriche, dalla raffineria e dalla centrale elettrica. Nell’area peloritana la “mortalità generale e per le principali cause di decesso non si discosta dalla media regionale, tranne che per le malattie dell’apparato urinario, in eccesso in entrambi i generi”.

Nella sezione malformazioni, il rapporto rileva che il “numero di nati da madri residenti nel sito nel periodo 2010- 2015 è stato di 2.235; nel periodo in studio sono stati osservati complessivamente 117 casi di malformazioni congenite (MC), con una prevalenza di 523,5 per 10.000 nati, superiore alla prevalenza media regionale”. In particolare, sono risultate “superiori al numero di casi attesi le MC del cuore, dei genitali e degli arti”.

Più in generale, spiegano gli esperti, “alcune patologie con evidenza a priori di associazione con esposizioni ambientali del sito mostrano eccessi che meritano di essere evidenziati, visti anche i risultati di studi precedenti”. In particolare, gli eccessi osservati di “patologie a carico dell’apparato respiratorio, riscontrati in massima parte nella popolazione femminile”.

 

Nel quadrilatero dei veleni
“Bonifica e messa in sicurezza rilento”
La settimana scorsa, in occasione della conferenza dell’Ona (Osservatorio nazionale amianto) sul rischio amianto e altri patogeni, che si è tenuta ad Augusta, sono state messe in evidenza alcune evidenze problematiche, nell’area del quadrilatero del sin di Priolo che comprende Augusta, Melilli, Priolo e Siracusa, legate a una più alta incidenza di neoplasie, di malformazioni congenite, di patologie degenerative.

Secondo quanto riportato dal presidente dell’Ona Ezio Bonanni, si assiste a un drammatico innalzamento del numero di mesoteliomi, più di 100 all’anno, “con una incidenza complessiva di circa 600 decessi ogni anno, nella maggior parte dei casi provocati da tumori del polmone e degli altri organi bersaglio dell’amianto, spesso in sinergia con altri cancerogeni presenti negli ambienti lavorativi”.

Per Bonanni “nelle aree interessate dal Sin di Priolo (4 Comuni per 179.797 abitanti nel 2011), abbiamo una più alta incidenza di tumori, in particolare mesotelioma, tumore del polmone, leucemie mieloidi acute in età pediatrica, ed eccesso di linfomi ‘non Hodgkin’, ragione per la quale occorre portare a termine la decontaminazione, la bonifica e messa in sicurezza, che invece va molto a rilento”.

Numeri che trovano conferma, si legge in una nota dell’Ona, nel rapporto Sentieri che, con riferimento al Sin di Priolo, rileva “un eccesso di mortalità per mesotelioma pari a più del triplo del resto della regione, che già di per sé ha una incidenza più elevata (40 casi tra gli uomini e 8 tra le donne nel solo Sin di Priolo)”.

Un discorso similare vale per “quanto riguarda le malattie respiratorie acute, tra gli uomini soprattutto (incidenza di 136, riferita ai 66 casi degli uomini, rispetto al 100 delle attese), e ancora un’incidenza di 138 per gli uomini e 148 per le donne per quanto riguarda le malattie dell’apparato urinario”.

 

L’allarme del commissario europeo Vella
Italia prima per morti a causa dello smog
L’inquinamento uccide 400 mila persone all’anno in Europa, senza considerare i costi sociali e sanitari che l’inquinamento provoca. Lo ha specificato, all’inizio di giugno, il commissario europeo per Ambiente, Affari marittimi e Pesca, Karmenu Vella, nel corso del Clean Air Dialogue di Torino. In riferimento all’Italia, Vella ha spiegato che “detiene il triste primato del più alto numero di decessi per inquinamento ambientale”. In Sicilia, sul tema dell’inquinamento atmosferico, ci sono anche due procedure di infrazione Ue.

Servono misure adeguate: “La Commissione europea fa quello che può. La responsabilità in tutta Europa ricade sui ministri dell’ambiente, ma anche gli altri ministeri, come ad esempio quello dell’industria, devono mettere in atto misure adeguate per avere dei risultati. L’Italia se continua su questa strada e passa a decisioni concrete può ben sperare”.

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