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“Aricò riferisca in aula”. Interrogazione del Pd dopo l’articolo del QdS sull’incarico alla società dell’esponente di Fdi

“Aricò riferisca in aula”. Interrogazione del Pd dopo l’articolo del QdS sull’incarico alla società dell’esponente di Fdi

Il gruppo dem, con in primis il deputato Dario Safina, ha presentato un’interrogazione parlamentare chiedendo al governo Schifani di chiarire in aula

“Appare difficilmente sostenibile la tesi di una scarsità di operatori specializzati nel settore della gestione social media a Palermo e in Sicilia, tale da giustificare la deroga alla rotazione in favore del medesimo operatore”. A intervenire sul caso del rinnovo alla Up Project Italia dell’affidamento da parte del servizio di gestione dei canali social è il Partito Democratico. Nei giorni scorsi il Quotidiano di Sicilia aveva raccontato di come la società, che ha tre soci di cui uno assistente parlamentare di Fratelli d’Italia e attualmente candidato alle Comunali di Carini proprio con il partito di Giorgia Meloni, tra giugno del 2025 e la fine del 2026 incasserà quasi 95mila euro dall’assessorato che fa capo ad Alessandro Aricò. Quest’ultimo, tra i principali esponenti di Fdi nell’isola, aveva replicato specificando che la scelta di tornare a rivolgersi alla Up Project Italia era stata fatta dagli uffici e non su propria indicazione. Aricò aveva aggiunto anche dal dipartimento erano state fatte valutazioni che consentivano di derogare al principio di rotazione previsto dal codice dei contratti. Tesi che però il Pd non condivide. Ed è per questo che il gruppo dem, con primo firmatario il deputato Dario Safina, ha presentato un’interrogazione parlamentare chiedendo al governo Schifani di chiarire in aula.

Motivi troppo generici

“La giurisprudenza amministrativa e gli orientamenti Anac chiariscono che tale divieto opera già al primo rinnovo, imponendo una motivazione rafforzata circa l’assenza di alternative sul mercato, la particolare qualità della prestazione e l’effettiva unicità dell’operatore”. È quanto si legge nel testo depositato dal deputato trapanese. “La motivazione addotta dall’amministrazione – prosegue Safina – appare fondata su elementi generici (numero limitato di operatori, continuità del servizio), non supportati da evidenze istruttorie pubbliche né da una reale comparazione concorrenziale”. Il motivo sta anche nella natura delle prestazioni che la Up Project Italia fornirà all’assessorato di Aricò. “Il servizio riguarda attività di creazione contenuti, gestione social media, interazioni e monitoraggio, riconducibili a prestazioni standardizzate e ampiamente diffuse nel mercato dei servizi digitali”, scrive Safina, sottolineando che le ragioni di “urgenza e speditezza” a cui ha fatto riferimento l’assessorato nella replica a questa testata per spiegare perché si è scelto l’affidamento sono poco comprensibili. “La comunicazione social è un’attività ampiamente programmabile e non un’emergenza imprevedibile”, si legge nell’interrogazione.

Costi aumentati

L’interrogazione interessa anche la quantificazione delle risorse destinate alle attività di informazione. “Il capitolo di spesa dal quale le relative risorse sono attinte ha registrato nell’ultimo quinquennio un incremento estremamente significativo, passando da 310mila euro spesi nel 2023 a un milione e 320mila euro spesi nel 2025. Tale dinamica appare difficilmente giustificabile alla luce della natura dei servizi (comunicazione social istituzionale), caratterizzati da costi generalmente contenuti e da ampia offerta sul mercato”, scrive l’esponente dell’opposizione. Per Safina, dunque, “emergono potenziali profili di criticità sotto il profilo dell’opportunità amministrativa, in relazione all’assenza di procedure comparative, anche semplificate, e alla limitata evidenza dei risultati conseguiti in rapporto alla spesa sostenuta”. In merito a ciò, il deputato dem afferma che “il numero di contenuti prodotti nel periodo contrattuale (circa 30 post su Facebook e attività limitata su altre piattaforme) appare non proporzionato rispetto all’importo complessivo corrisposto”.

“Rispettare criteri di legalità”

Raggiunto dal Quotidiano di Sicilia, Safina dichiara: “Ho presentato un’interrogazione per fare piena luce sugli affidamenti diretti del servizio di comunicazione social dell’assessorato per le Infrastrutture e la Mobilità. Questo tipo di affidamenti, pur formalmente legittimi sotto soglia, rischia di compromettere i principi di trasparenza, concorrenza e rotazione previsti dal codice degli appalti”. Per Safina è necessario che tanto il presidente della Regione Renato Schifani quanto l’assessore Aricò si pronuncino sul tema. “Chiedo all’Amministrazione di spiegare quali siano state le motivazioni tecnico-economiche, come siano stati misurati i risultati ottenuti e se non sia più corretto ricorrere a procedure ad evidenza pubblica, anche semplificate. I fondi pubblici devono essere gestiti con trasparenza e responsabilità. La comunicazione istituzionale sui social network è un servizio importante, ma – conclude il deputato regionale – deve essere gestita nel pieno rispetto dei criteri di legalità e buon andamento dell’amministrazione”.

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