Milano, 11 ott. (askanews) – L’Armenia si sta facendo strada tra le nuove destinazioni del turismo internazionale. Nel 2025 ha accolto oltre 2,26 milioni di visitatori, il 2,5% in più rispetto all’anno precedente, mentre nel primo semestre del 2026 gli arrivi sono cresciuti del 14,8%. In questo contesto arriva la prima Guida Verde del Touring Club Italiano interamente dedicata all’Armenia, un viaggio tra monasteri medievali, montagne del Caucaso, villaggi rurali e una capitale, Yerevan, che sta sviluppando una vivace scena culturale e gastronomica.
L’interesse riguarda anche il mercato italiano. Nel 2025 i visitatori dall’Italia sono stati 22.669, con un aumento del 40,7% rispetto all’anno precedente. A favorire i viaggi contribuiscono anche i collegamenti aerei diretti con Yerevan da Roma, Milano e Venezia. L’offerta turistica del Paese si sta ampliando: ai tradizionali itinerari religiosi e archeologici si affiancano trekking, escursioni nella natura, percorsi enogastronomici e nuove strutture ricettive. Il governo armeno punta a raggiungere tre milioni di turisti all’anno, attraverso investimenti nelle infrastrutture e nella promozione internazionale. L’Armenia cerca così di valorizzare un patrimonio storico e paesaggistico rimasto a lungo ai margini dei grandi circuiti turistici, anche a causa delle tensioni regionali.
La Guida Verde accompagna il lettore alla scoperta di questo territorio partendo dalla sua storia millenaria. Dall’antico regno di Urartu alla cristianizzazione, dal genocidio del 1915 all’indipendenza dall’Unione Sovietica, fino ai conflitti con l’Azerbaigian per il Nagorno-Karabakh, il volume ricostruisce le vicende che hanno segnato l’identità armena e il rapporto del Paese con i suoi vicini.
L’Armenia è considerata il primo Stato ad aver adottato ufficialmente il cristianesimo, all’inizio del IV secolo, e conserva una straordinaria rete di chiese e monasteri medievali. La guida racconta anche la nascita dell’alfabeto armeno, creato nel 405 da Mesrop Mashtots, che ha avuto un ruolo fondamentale nella conservazione della lingua e della cultura nazionale.
Ma la nazione caucasica non è solo monasteri. Gli itinerari sono articolati in quattro grandi aree: Yerevan e dintorni, le foreste del Nord, il territorio del lago Sevan e i paesaggi del Sud. La capitale viene esplorata attraverso piazze, musei, mercati e quartieri animati da ristoranti e locali. Nei dintorni si incontrano alcuni dei luoghi più conosciuti del Paese: il tempio ellenistico di Garni, il monastero rupestre di Geghard e Khor Virap, da cui si apre una delle vedute più celebri sul monte Ararat, oggi in territorio turco ma ancora simbolo dell’identità armena.
Più a sud, il monastero di Noravank sorge tra le pareti rocciose rossastre della regione di Vayots Dzor, mentre le montagne, le foreste e le rive del lago Sevan offrono itinerari naturalistici e occasioni per conoscere la vita dei villaggi. La guida dedica spazio anche alle tradizioni artigianali e alle attività agricole che continuano a caratterizzare le comunità rurali.
Un capitolo specifico è riservato alla sorprendente enogastronomia armena. Accanto al pane lavash, ai piatti tradizionali e ai prodotti locali, emerge la riscoperta della viticoltura armena. Nella regione di Vayots Dzor, dove sono state individuate testimonianze antichissime – seimila anni – della produzione vinicola, nuove cantine e piccoli produttori stanno valorizzando i vitigni autoctoni, contribuendo alla nascita di itinerari dedicati al vino.
A firmare i testi della guida è Nadia Pasqual, che dal 2007 si occupa della promozione turistica dell’Armenia sul mercato italiano e collabora con l’Armenia Tourism Committee, l’ente nazionale per il turismo. Il volume nasce dunque da quasi vent’anni di frequentazione del Paese da parte dell’autrice, che ha già collaborato con il Touring Club Italiano alla Guida Verde dedicata a Romania e Moldova.
Nella sezione “Percorsi d’autore” compare “Piccole storie da una patria ritrovata”, racconto inedito di Antonia Arslan, scrittrice e traduttrice di origine armena, autrice del romanzo “La masseria delle allodole”, dedicato alla memoria del genocidio armeno e portato sullo schermo dai fratelli Taviani. Arslan ricorda il suo primo viaggio in Armenia, compiuto con un’amica italiana poco dopo il conflitto con l’Azerbaigian dei primi anni Novanta. All’aeroporto incontra altri viaggiatori di origine armena, arrivati da diverse regioni d’Italia, che come lei conoscevano il Paese soprattutto attraverso i racconti dei familiari. Per la scrittrice è l’incontro con una terra fino ad allora soltanto immaginata, che prende forma nei paesaggi montani, nell’ospitalità degli abitanti e nei sapori della cucina locale.
Le 176 pagine del volume offrono anche gli strumenti per organizzare il viaggio: cartografia Touring, piante delle città, itinerari, informazioni sui trasporti e oltre 200 indirizzi utili tra alberghi, ristoranti e locali. Fotografie e mappe accompagnano la descrizione dei luoghi, mentre un codice QR consente di consultare aggiornamenti e contenuti aggiuntivi.
Armenia, Guide Verdi d’Europa e del Mondo, Touring Club Italiano, 176 pagine, 24 euro.

