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L’Ars si ferma dopo le amministrative e partono le accuse sulla crisi del centrodestra 

L’Ars si ferma dopo le amministrative e partono le accuse sulla crisi del centrodestra 

Ancora calda la disfatta in alcuni comuni, si è forse preferito fumare il calumet della pace prima di un confronto.

Il dopo amministrative ha lasciato la deputazione regionale convalescente con strascichi evidenti. Sala d’Ercole vuota, nel pomeriggio, dopo che il già scarno programma delle commissioni al mattino ha visto disdire una delle sole due commissioni convocate. La discussione del disegno di legge stralcio esaminato dalla IV commissione, contenente norme in materia di energia e tutela dell’ambiente, è stata rinviata per indisponibilità del relatore e presidente della relativa commissione, l’autonomista Giuseppe Carta. Ma di componenti della commissione Ambiente, territorio e mobilità ce n’erano davvero pochi come pochi erano i deputati in aula. La discussione sarebbe stata comunque rinviata o quantomeno sarebbe stata rinviata la votazione per mancanza di numero legale.

Ars, l’assessore Marcello Caruso chiede rinvio caso assunzioni Cefpas

Disdetta la commissione Attività produttive, all’Ars è stata esperita soltanto la commissione Salute, servizi sociali e sanitari, dove comunque un rinvio c’é stato. L’assessore alla Salute, Marcello Caruso, ha chiesto di rinviare un ordine del giorno non avendo ancora completa relazione sul caso delle assunzioni in Cefpas. Per il resto della fiacca giornata parlamentare un grande silenzio ed un’Aula durata 45 minuti con comunicazioni di servizio ed interventi ex articolo 83, quindi non sull’ordine di quei lavori che non si sono di fatto svolti. Le segreterie siciliane sono ancora in pieno fermento, ed i pronostici erano chiari su eventuale attività all’Ars meno di 24 ore dopo la chiusura delle urne. Anche i previsti vertici sono stati rinviati, forse a data da destinarsi.

Ancora calda la disfatta in alcuni comuni, si è forse preferito fumare il calumet della pace prima di un confronto.

L’ex presidente Miccichè rompe il ghiaccio all’Ars

Il silenzio però, nel centrodestra, è stato rotto già oggi dall’ex presidente dell’Ars – ed ex forzista – Gianfranco Micciché: “Le elezioni amministrative confermano un dato politico ormai evidente: mentre a livello nazionale il centrodestra continua a dimostrare solidità e capacità di vittoria, in Sicilia la coalizione attraversa una crisi profonda che non può più essere sottovalutata”. Micciché lancia quindi un veto su qualunque idea di tirare a campare che potrebbe farsi strada nel centrodestra, sposando la linea già annunciata dal capogruppo di Fratelli d’Italia all’Ars Giorgio Assenza nel corso dei lavori d’Aula in cui l’opposizione si è fatta ancora una volta maggioranza approvando la “blocca assunzioni”.

La frammentazione politica al centrodestra illustrata dal deputato di Mpa-Grande Sicilia

La frammentazione con cui il centrodestra si è presentato alle amministrative, con divisioni ed addirittura voti contrari alle candidature d’area, è per il deputato di Mpa-Grande Sicilia “una situazione che evidenzia una totale mancanza di gestione politica della coalizione e l’assenza di una leadership autorevole capace di tenere insieme partiti”. Se manca la leadership autorevole, come afferma l’ex forzista e co-fondatore di Forza Italia in Sicilia, oppure manca la volontà di averne una da parte delle varie correnti interne alla coalizione di maggioranza è un problema che probabilmente dovrà affrontare Renato Schifani, cui è presumibilmente rivolto il messaggio.

Nel frattempo Micciché guarda già avanti aprendo una nuova partita in vista delle prossime regionali che, di fatto, allo stato attuale non è più dato sapere quanto possano essere prossime. “Se non si correrà immediatamente ai ripari il rischio concreto è quello di compromettere già da oggi le prossime elezioni regionali siciliane”, ha affermato il deputato regionale puntando il dito in una direzione chiara e facendo nomi e cognomi: “E tanto per cominciare non si può sottovalutare il risultato ottenuto da Cateno De Luca e dal suo movimento, con cui va aperto subito un confronto che lo possa vedere protagonista, magari insieme a una figura forte e credibile del centrodestra”.

Nel più grande tra i comuni chiamati al voto domenica e lunedì appena trascorsi, Cateno De Luca ha riconfermato sindaco il suo piazzato vincente Federico Basile. Altrove, in altre province lontane dalla sua roccaforte elettorale, ha invece sostenuto candidati di diverse coalizioni in rispettivi comuni. La sua posizione rimane quindi all’asta per il migliore offerente ed il risultato alle amministrative rende adesso obbligatorio un esame per entrambe le coalizioni che si sfideranno alle regionali.

Il risultato elettorale viene quindi freneticamente letto dalle segreterie alla ricerca di ottimistici esiti da annunciare e bicchieri mezzi pieni da esporre. Qualcuno fatica di più, altri meno.

Le situazioni su Enna e Agrigento

Ad Enna, territorio dell’attuale assessore regionale all’Energia, l’autonomista Francesco Coliani si congratula con il vincente nuovo sindaco Mirello Crisafulli sottolineando che il Mpa sarà la prima forza politica rappresentata all’opposizione del nuovo Consiglio comunale. Ad Agrigento, dove il leader di Controcorrente ha avuto il suo primo candidato sindaco in un capoluogo di provincia con l’ex pentastellato Michele Sodano sostenuto da tutto il campo progressista, Ismaele La Vardera vanta l’aver sfiorato l’elezione al primo turno con un ballottaggio imposto da appena 256 voti.

Sala d’Ercole in silenzio tra strascichi delle amministrative e nuovi accordi politici per i ballottaggi

Tra strascichi di amministrative e nuovi, urgenti ed ineludibili accordi politici in vista dei ballottaggi, Sala d’Ercole rinvia però le proprie attività con la prossima discussione di un disegno di legge – ancora lo stralcio di quarta commissione della finanziaria di fine 2025 – al 10 giugno e mette in agenda attività ispettive e mozioni. Oggi è prevista attività ispettiva della rubrica Turismo con l’assessore Elvira Amata. Il 9 giugno si discutono le mozioni, ed una, di censura, è stata presentata proprio nei confronti dell’assessore al Turismo di Fratelli d’Italia rinviata a giudizio per l’ipotesi di corruzione.

Il caso di Serradifalco: il dulcis in fundo di queste amministrative 2026

Dulcis in fundo, in questa tornata elettorale dai mille risvolti, lo strano caso di Serradifalco. Nel comune del nisseno, malgrado la riforma degli enti locali all’Ars ha visto bocciare la possibilità del terzo mandato in autonomie locali con popolazione inferiore ai 15.000 abitanti, il sindaco uscente Leonardo Burgio si è comunque candidato.

La sua, tra l’altro, è stata l’unica lista presentata a Serradifalco e sul 35,13% di aventi diritto che si sono recati alle urne ha preso il 100% dei voti. Un caso oggetto di studio per molti aspetti, ma anche di intervento ineludibile perché le vigenti norme non consentono l’investitura ma prevedono – o non vietano – la candidatura. Serradifalco potrebbe quindi restare senza un sindaco. 

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