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All’Ars banchi semivuoti, fuori dall’Aula il “nodo” del rimpasto e l’attesa per le elezioni

All’Ars banchi semivuoti, fuori dall’Aula il “nodo” del rimpasto e l’attesa per le elezioni

In Parlamento meno di un quarto della deputazione regionale impegnata nelle interrogazioni in materia di sanità. L’autonomista Giuseppe Castiglione “riprende” il seggio dopo la revoca della misura cautelare.

La vuota Aula del parlamento siciliano ha avviato ieri i lavori con la lettura della nota trasmessa dall’avvocato del deputato Giuseppe Castiglione, ex capogruppo del Mpa, che non è più sottoposto a ordine restrittivo. L’Aula è presieduta da Luisa Lantieri, tra i banchi decisamente meno di un quarto della deputazione regionale. Quasi tutti di opposizione. La rubrica interrogazioni e interpellanze in materia di Sanità invece che discussioni su disegni di legge si presta al via libera per attività prioritarie tra i partiti che devono chiudere le liste per le amministrative entro domani (mercoledì 28 aprile), quindi a Sala d’Ercole c’è solo Daniela Faraoni per il governo e gli interroganti (ma neanche tutti).

Lantieri segue il regolamento e, data lettura della nota dell’avvocato di Castiglione, ricorda che con la revoca della misura cautelare a carico dell’ex capogruppo lombardiano, secondo il decreto del presidente del Consiglio dei ministri del 16 aprile 2025 “cessa la sospensione di diritto dell’onorevole” e quindi il deputato supplente Alessandro Porto dovrà lasciare il posto all’Ars per il ritorno dell’autonomista eletto nel 2022 e arrestato nel febbraio dello scorso anno con l’accusa di voto di scambio politico-mafioso.

I temi in aula, ad assistere anche una scolaresca del Messinese: c’è stato il minuto di silenzio per la sparatoria di Monreale

In Aula una scolaresca che arriva da Patti, in provincia di Messina, per assistere ai lavori parlamentari in una giornata di rubrica con il parlamento quasi deserto. Ma è anche la ricorrenza della sparatoria di Monreale e tutti si alzano per onorare la memoria delle giovani vittime con un minuto di silenzio. Nel corso della mattina il presidente della Regione aveva ricevuto a Palazzo d’Orleans i familiari delle vittime. Si parlerà anche di Sanità, ma i temi si incrociano inevitabilmente come un filo invisibile che lega le attività politiche e parlamentari.

La situazione sull’inchiesta del servizio di elitrasporto 118

Sempre oggi, al mattino, la commissione Antimafia e Anticorruzione del parlamento siciliano ha votato e approvato la relazione che chiude l’inchiesta sul servizio di elitrasporto 118.

La conclusione cui è giunta la commissione presieduta dal deputato del Partito democratico Antonello Cracolici, e della quale era componente anche l’autonomista Giuseppe Castiglione, è che nell’affidamento del servizio di elisoccorso ci sono gravi opacità e che – come ha detto il presidente della commissione – “la Centrale unica di committenza istituita per legge non è mai stata messa in condizione di operare, determinando una perenne incertezza su chi fa cosa” e favorendo quindi “processi di corruzione, come accade nel settore della sanità, oggetto di altra indagine”.

Alcuni rilievi della commissione Antimafia siciliana sono stati evidenziati anche dall’Autorità nazionale anticorruzione che ha avviato una procedura di vigilanza sull’affidamento degli incarichi a soggetti esterni senza bando. La relazione è stata quindi inviata anche alla stessa Anac, oltre che alla Procura di Palermo, alla Corte dei conti, al presidente della Regione siciliana, all’assessore regionale per la Salute, all’assessore regionale per l’Economia e all’assessore regionale per la Funzione pubblica e le autonomie locali che è ancora ad interim il presidente della Regione.

Il capitolo Sanità, Faraoni risponde a interrogazioni del passato

Sala d’Ercole ha ripreso il dibattito sulle rubriche interrogazioni e interpellanze in occasione di quella sulla Sanità di oggi. Daniela Faraoni risponde a interrogazioni del 2023. Si parla di ispezioni, di liste d’attesa, di Cup aggirati con prenotazioni inserite in registri cartacei, ma con due anni di ritardo. L’assessore non ci sta e replica alle accuse sottolineando che molte risposte erano già state fornite per iscritto anticipando l’Aula con le risposte orali calendarizzate per oggi. Ma l’opposizione carica nuovamente definendo quello delle interrogazioni una disfunzione da rivedere all’Ars.

Qualcosa di fatto non funziona. I tempi sono troppo dilatati tra la trasmissione dell’interrogazione urgente e la risposta in Aula, magari con un assessore già diverso da quello cui era stata rivolta la richiesta di chiarimenti. Inoltre il meccanismo non consente una vera discussione, probabilmente utile una volta che deputati e assessore riescono a trovare occasione per confrontarsi. Daniela Faraoni ha risposto al deputato Pd Fabio Venezia sulla questione del contributo da parte dell’Asp alle autonomie locali per disabili psichici ricoverati in comunità. Il deputato ha replicato con rituale formula di soddisfazione o insoddisfazione per la risposta, e nello specifico motivando l’insoddisfazione con la contestazione di inesattezze offerte dall’assessore che però non può replicare.

Tra qualche scintilla in Aula, il dem Mario Giambona che chiede lumi sulle interrogazioni mai inserite in rubrica pur rientrando nel periodo affrontato ieri e di garantita importanza e una “difesa d’ufficio” della presidenza di turno – forzista – al presidente della Regione, Sala d’Ercole ha esperito la rubrica sulla Sanità e ha rinviato i lavori al 6 maggio con lo stesso ordine del giorno ormai in agenda da settimane. Niente Aula domani, nessun disegno di legge in discussione fino al prossimo mercoledì come concordato nella conferenza dei capigruppo. Nel frattempo ci sono le liste da chiudere per le amministrative, i negoziati in corso per la ricomposizione della giunta regionale, le attività di diplomazia politica tra le coalizioni e su tutto aleggia un tema fisso ormai all’ordine del giorno: la presidenza della Regione nella prossima legislatura.

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