PALERMO – La giornata politica regionale vede al centro dell’attività odierna “l’incontro sistemico” voluto da Renato Schifani, in formato conferenza dei capigruppo allargata al presidente della Regione siciliana. Schifani intende confrontarsi con i presidenti dei gruppi parlamentari all’Ars sull’agenda dei lavori, e probabilmente sul metodo con cui far procedere i lavori parlamentari fermi al palo ormai da diverso tempo. Da inizio anno Sala d’Ercole ha varato poco o nulla, complici la mobilitazione per il referendum sulla riforma della giustizia, le emergenze da calamità naturali della costa ionica siciliana e di Niscemi, le elezioni amministrative che soltanto adesso iniziano a rivelare i contorni degli accordi che i partiti dell’uno e dell’altro schieramento stanno concordando in ognuno dei 71 comuni al voto a fine maggio.
Del poco fatto, ancora meno è andato in porto. Il decreto che destinava somme regionali a sostegno delle aree e delle attività colpite dal ciclone Harry è stato impugnato dal governo nazionale. Il resto sono i disegni di legge per Comiso città della Pace e quel che alla fine è sopravvissuto del testo sugli enti locali. Oggi quindi si parte dalla riunione di maggioranza con Schifani e ci si sposterà poi alla capigruppo con il governatore che nel pomeriggio intende presenziare ai lavori d’Aula.
“A volte la mia presenza non può essere garantita perché sono a Roma per impegni istituzionali”, ha detto Schifani sul finire della scorsa settimana a margine di un convegno. E di impegni a Roma in questo periodo ne ha parecchi Renato Schifani. Questa settimana infatti la capitale lo vedrà tornare per altri confronti e ricerche di relative soluzioni. Sul tavolo del presidente della Regione sono ancora dossier caldi l’impugnativa sugli aiuti alle aree colpite dal ciclone e le obiezioni mosse dal ministero della Salute al riordino della rete ospedaliera proposta dall’assessorato regionale di Daniela Faraoni dopo il parere favorevole della VI commissione.
Sanità, norme bloccate e aula vuota: i nodi dell’attività legislativa siciliana
Su quello del presidente dell’Ars invece ci sono tutti i nodi da sciogliere circa il proseguo dell’attività legislativa arenata. Sala d’Ercole è stata convocata oggi con all’ordine del giorno le norme in materia di sanità e politiche socioassistenziali che la scorsa settimana non hanno visto deputati con cui venire discusse. Ad Aula vuota, anche questo stralcio di disegno di legge rimaneggiato e riproposto è tornato indietro per un ritorno a Sala d’Ercole, si spera, questa volta con il numero legale per procedere. Ipotesi più che realistica, perché questo accade quando Palazzo d’Orleans si sposta a Palazzo dei Normanni e le componenti esecutiva e legislativa della Regione siciliana si confrontano.
La discussione sulle norme stralcio in materia di sanità saranno precedute dalla formale attuazione della legge 30/94, conseguenza dell’ultima nota dolente della politica regionale siciliana in materia giudiziaria. Michele Mancuso, deputato regionale del gruppo Forza Italia, è stato sospeso da ogni carica a seguito dell’inchiesta che lo ha visto finire agli arresti domiciliari con l’accusa di corruzione. Al suo posto, in qualità di deputato supplente, la niscemese Rosetta Cirrone Cipolla che già la scorsa settimana si era recata a Palazzo dei Normanni per il fatidico giorno del suo giuramento da deputata regionale e aveva trovato il nulla e le porte chiuse. Una mera formalità non esperita ha negato alla consigliera comunale di Niscemi, prima dei non eletti in Forza Italia, l’emozione che era pronta a condividere con la schiera di parenti armati di smartphone per le rituali foto del primo giorno.
Rimpasto, caro gasolio e la Lega che chiede chiarezza: la maggioranza sotto pressione
Confronti quotidiani, continui. Il segretario regionale forzista Marcello Caruso siede ai tavoli sulle scelte dei candidati del centrodestra alle amministrative. Il presidente Schifani a quelli sulle soluzioni per ciò che regioni insulari come Sicilia e Sardegna pagano in particolar modo in questo periodo di caro gasolio: i trasporti marittimi. La questione del caro carburanti, dovuto alle conseguenze della guerra in Medio Oriente, tra navigazione dello Stretto di Messina e collegamenti con le isole minori – con ormai alle porte la stagione turistica e il timore che la crisi possa portare a riduzione dei voli per costi troppo elevati – è stata affrontata ieri da Renato Schifani e l’assessore al ramo Alessandro Aricò.
Da una crisi all’altra, Schifani partecipa ma le richieste aumentano. Il deputato regionale leghista Vincenzo Figuccia ha chiesto, ieri, convocazione di un incontro con il presidente della Regione esteso a tutti i deputati della maggioranza. Alla vigilia di una nuova seduta di lavori d’Aula, Figuccia anticipa gli incontri all’Ars di Renato Schifani in programma oggi chiedendo il confronto definitivo prima che la campanella di Sala d’Ercole cominci a suonare: “Abbiamo bisogno di capire, senza ambiguità, se esistono ancora le condizioni per andare avanti in maniera coesa e responsabile. Al di là di alcune imboscate in Aula, francamente di cattivo gusto, è arrivato il momento che ciascuno dica chiaramente cosa intende fare”.
Secondo il deputato regionale della Lega serve una riunione “schietta in cui si possa verificare concretamente come proseguire il percorso politico e amministrativo, con ogni singolo deputato chiamato a prendere posizioni ufficiali sulle attività svolte e su quelle da programmare nell’ambito del governo Schifani“. Ma il rischio che tale schiettezza non arriverà si fa concreto nell’istante stesso in cui sul tavolo finiscono ancora una volta le deleghe assessoriali che ancora, ormai a metà aprile, il presidente della Regione non ha riassegnato per quel fatidico rimpasto che non avverrà prima di fine aprile.

