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Ars, ok a esercizio provvisorio con attacco M5s a presidente Musumeci

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Ars, ok a esercizio provvisorio con attacco M5s a presidente Musumeci

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mercoledì 19 Gennaio 2022 - 18:10

Ora c’è tempo fino ad aprile per approvare la manovra finanziaria. Claudio Fava: “A me viene in mente il comandante Schettino”

PALERMO – Alla fine il Parlamento siciliano ce l’ha fatta. Via libera al disegno di legge relativo all’esercizio provvisorio. Il testo ‘sblocca’ 100 milioni di euro, in variazione al bilancio 2021 e allinea il sistema contabile della Regione a quello nazionale.

Tutti gli emendamenti

Con un emendamento aggiuntivo, presentato dall’assessore al Territorio Toto Cordaro, sono state inoltre recepite le osservazioni dello Stato sul bando per l’assunzione di 46 agenti nel Corpo forestale.
Con altri aggiuntivi sono stati assegnati 133 mila euro a TaoArte, oltre un milione ai talassemici con un emendamento del governo, un milione per il personale dei Consorzi di bonifica che avevano chiuso i contenziosi.

Per votare solo il primo articolo ci sono volute ben due ore di dibattito e, nonostante le polemiche di martedì e le accuse lanciate al governo regionale di voler allungare senza motivo i tempi, non è passato l’emendamento – a firma Pd – che limitava al 28 febbraio l’autorizzazione all’esercizio provvisorio. “Fare una questione sulla data mi sembra inutile – aveva detto prima del voto il presidente dell’Assemblea Gianfranco Miccichè – Non è che avere l’esercizio a 4 mesi è un obbligo a non fare la finanziaria, serve solo ad evitare di dover tornare in Aula fra qualche settimana. Non c’è dubbio che il governo non si presenterà fra 4 mesi in Aula con la finanziaria”. La proposta di Miccichè di ritirare l’emendamento è però caduta nel vuoto. A bocciarlo è stata l’Aula con voto segreto.

Il presidente Musumeci assente in Aula

Tra polemiche e dubbi, i deputati sono riusciti a scongiurare il rischio del blocco di pagamenti e stipendi ma per ovvi motivi non è passata inosservata l’assenza in Aula del Presidente della Regione, Nello Musumeci. Presenza che invece era stata richiesta a gran voce dalle stesse opposizioni nel corso di una conferenza congiunta che si è svolta on line, prima dell’inizio dell’Aula e che si è concentrata sulla crisi nella maggioranza, aperta dal governatore dopo l’elezione dei tre grandi elettori del Capo dello Stato: “A me viene in mente il comandante Schettino. Qualcuno dica a Musumeci di tornare in aula, caz… Non si abbandona il confronto politico in questo modo – ha detto Claudio Fava – è un presidente che non ha più la maggioranza ed è un presidente che tratta la maggioranza come un giardino zoologico. Li abbiamo sentiti chiamare in ogni modo. Musumeci si comporta come se fosse il gerarchetto di Militello Val Di Catania e tratta i suoi assessori come fossero i suoi domestici. Tratta l’opposizione come un fastidio e tratta il parlamento come un bivacco di manipoli”.

L’attacco del M5s

Alla videoconferenza era presente anche il capogruppo del M5s, Nuccio Di Paola: “Ci preoccupa il futuro della legislatura. -ha detto – Siamo in stallo perché c’è un presidente ferito nell’orgoglio mentre i siciliani stanno vivendo sulla loro pelle una crisi sanitaria, economica ed anche dei rifiuti. è una cosa che non possiamo accettare”.

“Il nostro voto contrario all’esercizio provvisorio, al di là del mero documento contabile, vuole esprimere il dissenso netto e la totale disapprovazione verso l’operato dell’esecutivo, che giudichiamo fallimentare” – continua Di Paola. “Il presidente Musumeci – prosegue – al quale come abbiamo visto soprattutto in questi giorni è mancata l’umiltà ma non certo l’orgoglio, ha perso credibilità e ha stracciato quella dei suoi assessori. Sta cercando di ricucire gli strappi andando a mendicare attenzioni da parte dei big della sua presunta maggioranza. Tuttavia, non era necessario aggiungere queste scene impietose ad anni di agonia del governo, cronicamente sprovvisto di numeri in Parlamento (dove è stato quasi sempre assente), e incapace di una visione e di una programmazione per il futuro dei siciliani. I risultati, lo ribadiamo, sono sotto gli occhi di tutti: si è navigato a vista e male, con una Regione che in cinque anni di gestione Musumeci/Armao non ha mai avuto un bilancio approvato entro il 31 dicembre, una crisi pandemica gestita all’insegna dell’assoluta improvvisazione, nessun risultato concreto per dare sollievo all’emergenza economica che attanaglia la nostra terra di Sicilia e adesso persino una crisi politica, che esplode nel peggiore dei modi. L’esercizio provvisorio non modificherà le sorti nefaste di questa esperienza di governo, ormai agli sgoccioli e che speriamo non causi ulteriori, vistosi danni per i siciliani”, conclude Di Paola.

La posizione del Pd

Il capogruppo del Pd Giuseppe Lupo ha detto di trovare scandalosa in Musumeci la subordinazione dell’attività di governo all’obiettivo della ricandidatura a Palazzo d’Orléans: “Piegare gli interessi della Sicilia a un interesse personale è inaccettabile – ha detto Lupo – Noi insistiamo che questa crisi abbia tempi certi. Abbiamo urgenza di capire se questa crisi si può risolvere e se non si può risolvere Musumeci rassegni le dimissioni. è un ragionamento che va fatto in parlamento che è la casa dei siciliani”.

La seduta ieri mattina si era aperta con il ricordo di Antonio Borrometi, ex assessore regionale alla Sanità e deputato regionale e nazionale, morto all’età di 68 anni la scorsa notte. L’Aula ha osservato un minuto di silenzio.

Raffaella Pessina

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