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L’Ars torna al lavoro dopo la pausa elezioni. In arrivo la manovrina estiva da 400 milioni

L’Ars torna al lavoro dopo la pausa elezioni. In arrivo la manovrina estiva da 400 milioni
La seduta a Sala d’Ercole

Numerosi ddl trasmessi alle commissioni, mentre l’assessore Dagnino lavora alla variazione di bilancio

PALERMO – All’indomani della dichiarazione di crisi partita dalle stesse file della maggioranza, il Parlamento siciliano ricomincia a lavorare – dopo la pausa per le amministrative – con tanta carne al fuoco, tutte le commissioni convocate e un assalto frontale in Aula sul campo dell’assessorato guidato da Luca Sammartino, con le mozioni a prima firma dei dem Michele Catanzaro e Antonello Cracolici. Assessorato di competenza dei due nuovi bandi previsti dal Piano strategico Pac 23-27, e della graduatoria definitiva dell’avviso che metteva a disposizione 11,3 milioni per il sostegno a interventi di creazione e valorizzazione di agriturismi, agricoltura sociale, attività educative e didattiche.

Mozioni Pd sull’agricoltura: in gioco 76,5 milioni del Psp 23-27 e la soglia minima di spesa

Oltre le mozioni sull’agenda di Sala d’Ercole, con cui il Pd chiede il ritiro o la riformulazione di note del dipartimento all’Agricoltura relative a 76,5 milioni della programmazione Psp 23-27 e la revisione della soglia minima di spesa ammissibile, gli ordini del giorno delle commissioni variavano dalla finanza per gli Enti locali fino alla compravendita illegale di alloggi di edilizia residenziale pubblica, passando da una teorica continuazione del confronto sulla riforma del regolamento interno dell’Ars. Un tema, quest’ultimo, di cui si è fatto carico il presidente Gaetano Galvagno, che alla luce della crisi di maggioranza attende ormai soltanto l’ufficializzazione di binario morto. In qualunque modo si intenderà portare avanti la legislatura, la lotta interna alla maggioranza è motivo di assoluta tutela dello strumento del voto segreto, sul quale l’opposizione ha già a suo tempo assicurato richiesta di voto segreto nel caso in cui dovesse approdare a Sala d’Ercole per la discussione.

Fonti rinnovabili, acqua e reddito di cittadinanza

Sulla carta l’attività legislativa non si ferma. All’Assemblea sono stati presentati, e trasmessi alle competenti commissioni, una serie di disegni di legge con cui si metterà alla prova la tenuta della maggioranza. La sola commissione Affari istituzionali ne riceve tre di iniziativa parlamentare che costituiscono un test inequivocabile per il centrodestra. Tra questi, la proposta di istituzione di un fondo regionale di compensazione destinato ai Comuni portuali di transito, che costringerà la maggioranza a fare nuovamente i conti con vantaggi e svantaggi basati sul colore politico degli Enti locali beneficiari.

Sul tavolo ci sono poi questioni che la Sicilia non può non affrontare in maniera risolutiva. In commissione Attività produttive, con richiesta di parere della commissione Ambiente, approda il ddl di iniziativa parlamentare per la creazione di un Istituto regionale delle fonti di energia rinnovabili. Di iniziativa governativa è invece la proposta per l’istituzione di un’Autorità idrica siciliana. Testo che propone una “regolazione unitaria del Servizio idrico integrato“. Sulla questione idrica però la maggioranza aveva già sbattuto contro il voto segreto sul riordino dei Consorzi di bonifica, e l’unificazione del servizio idrico appare disegno assai più impegnativo. All’esame della commissione Cultura vanno invece altri due ddl che, con quello depositato dal M5s, diventano un tris di proposte per un reddito regionale (di dignità, di cittadinanza o di inclusione) per un sostegno alle persone in condizione di povertà.

Manovrina estiva da 400 milioni

La commissione Bilancio ha audito, tra gli altri, anche il presidente dell’Anci Sicilia Paolo Amenta. L’associazione dei Comuni ha ribadito la necessità di aiuti alle autonomie locali. La variazione di bilancio estiva cui l’assessore all’Economia Alessandro Dagnino sta lavorando ammonterà a circa 400 milioni di euro, e di questi l’Anci ha chiesto lo sforzo di un 20% da destinare agli Enti locali per sostenere servizi come Asacom ma anche le spese per i disabili psichici. In atto un confronto dei dati tra il 2025 e il 2026 per definire le reali esigenze dei Comuni, ma fermo sul tavolo del dialogo tra Anci e Regione resta la questione Pnrr, con gli asili nido finanziati dal fondo e per i quali le autonomie locali non si possono permettere il personale, rischiando tante nuove cattedrali nel deserto.