Home » Economia » Assegno di inclusione, arriva il momento delle domande di rinnovo: chi potrà presentarle, quando e come fare

Assegno di inclusione, arriva il momento delle domande di rinnovo: chi potrà presentarle, quando e come fare

Assegno di inclusione, arriva il momento delle domande di rinnovo: chi potrà presentarle, quando e come fare
Immagine di repertorio, di Cosmix da Pixabay

Niente mese di stop e una nuova domanda da presentare: ecco cosa cambierà nelle prossime settimane per i beneficiari

Notizie importanti per i beneficiari dell’assegno di inclusione: dall’1 agosto 2026 sarà possibile presentare domanda di rinnovo per coloro che hanno usufruito anche delle dodici mensilità aggiuntive della misura disposte dal Governo Meloni.

Assegno di inclusione, le date per la domanda di rinnovo

Con il messaggio numero 2437 del 22 luglio 2026, l’Inps precisa che potranno presentare una nuova domanda per continuare a beneficiare dell’assegno di inclusione (ADI) coloro che hanno percepito l’ultima delle mensilità previste dalla normativa a luglio 2026. Attenzione: l’Istituto ricorda che possono presentare l’istanza esclusivamente a partire dal mese successivo all’ultimo pagamento ricevuto. Non prima.

Di conseguenza, chi a luglio ha ricevuto l’ultima mensilità potrà richiedere il rinnovo solo dall’1 agosto. Se presentata prima dei tempi previsti, la domanda non sarà accolta. A presentare l’istanza all’Inps può essere sia lo stesso richiedente della domanda “terminata” sia un diverso componente della famiglia, purché maggiorenne e appartenente al nucleo originario.

Due casi: nuclei con variazione e rinnovi senza cambiamenti

In occasione della domanda di rinnovo dell’assegno di inclusione si possono presentare due condizioni diverse. Il nucleo familiare richiedente può aver subìto delle variazioni nella composizione – pur mantenendo i requisiti di accesso alla misura – o essere rimasto identico rispetto al momento di presentazione della precedente domanda.

Nel primo caso (nessuna variazione del nucleo familiare), specifica l’Inps, l’ADI viene riconosciuto a decorrere dal mese di presentazione della domanda. Nel secondo caso (variazioni del nucleo), secondo le disposizioni del messaggio n. 2052/2025 dell’Inps, il richiedente è obbligato a una nuova iscrizione al SIISL (Sistema di Inclusione Sociale e Lavorativa, ndr) e alla sottoscrizione di un nuovo Patto di attivazione digitale (PAD) nucleo.

Per quanto riguarda i pagamenti: per la prima mensilità l’Inps riconosce il 50% dell’importo spettante. Non c’è più il mese di interruzione obbligatorio, quindi i pagamenti partono dal mese successivo a quello in cui è stato disposto l’ultimo pagamento.

Come presentare la domanda

Il modello per la domanda rimane lo stesso rispetto ai precedenti. L’istanza può essere presentata:

  • online attraverso il portale dedicato dell’Inps;
  • tramite i patronati;
  • con l’ausilio dei Centri di Assistenza Fiscale.

Rimane l’obbligo per i beneficiari di presentarsi al primo appuntamento con i servizi sociali entro 120 giorni dalla sottoscrizione del PAD.

Rinnovo assegno di inclusione, i requisiti

Questi i requisiti principali per continuare a beneficiare dell’assegno di inclusione:

  • avere nel nucleo familiare almeno un componente: con disabilità, minorenne, over 60 o in condizione di svantaggio socio-economico;
  • cittadinanza italiana, diritto di soggiorno permanente o status di protezione internazionale o status di apolide;
  • residenza in Italia da almeno 5 anni (con almeno gli ultimi due in modo continuativo);
  • ISEE familiare in corso di validità non superiore a 10.140 euro;
  • valore del reddito familiare inferiore alla soglia 6.500 euro annui moltiplicata per il corrispondente parametro della scala di equivalenza ADI che dipende dalle caratteristiche del nucleo;
  • patrimonio immobiliare (in Italia e all’estero) non superiore a 30.000 euro (esclusa casa di abitazione);
  • patrimonio mobiliare non superiore a 6mila euro (per nuclei con un solo componente), 8mila (per nuclei con due componenti) o 10mila euro (per nuclei con 3 o più componenti, con un aumento di 1.000 euro per ogni figlio a partire dal terzo). I massimali sono incrementati per ogni componente con disabilità e/o in condizioni di non autosufficienza.

Segui tutti gli aggiornamenti di QdS.it sui canali WhatsApp Telegram