Assegno unico, gli effetti della riforma in busta paga - QdS

Assegno unico, gli effetti della riforma in busta paga

Marco Carlino

Assegno unico, gli effetti della riforma in busta paga

martedì 19 Aprile 2022 - 05:31

Studio della Fondazione Consulenti del Lavoro: “Sostegno alla genitorialità ma luci ed ombre”. “Situazione patrimoniale non fotografa correttamente la ricchezza di una famiglia”

ROMA – Con l’arrivo della busta paga di marzo e dell’assegno unico e universale sul conto corrente, si fanno i conti con gli effetti di una riforma della tassazione che ha finora soltanto riordinato i sussidi in favore dei nuclei familiari con figli a carico. Ora che l’assegno è entrato pienamente in vigore, è arrivata la conferma che la riforma delle prestazioni per le famiglie con figli va a vantaggio di alcune fasce di popolazione e a sfavore di altre. Secondo uno studio condotto dalla Fondazione studi consulenti del lavoro, questa fase di prima applicazione dell’assegno sta, infatti, generando confusione, false aspettative e delusione in capo a molti di quei nuclei familiari che avrebbero dovuto essere i principali beneficiari della nuova misura.

“Una riforma tra luci e ombre che deve ancora dimostrare il suo potenziale sostegno alla genitorialità”, così la definisce la Fondazione che sottolinea come la determinazione dell’Isee familiare tenga conto, non solo della situazione reddituale che, sino ad oggi, ha caratterizzato tutte le forme di sostegno alla famiglia, ma anche della situazione patrimoniale che non necessariamente fotografa la ricchezza di un nucleo familiare.

Gli unici a trarre benefici le famiglie con Isee molto basso

In parole povere – si evince dall’analisi – gli unici a trarre benefici dalla nuova misura sembrano essere i nuclei in possesso di un Isee particolarmente basso (sotto la media) o le famiglie che, avendo redditi e Isee significativamente alti, in passato non hanno mai beneficiato di assegno per nucleo familiare.

Secondo quanto rilevato dall’Istat, il 68% delle famiglie trarrà vantaggio dal nuovo assegno unico universale, tra cui i lavoratori autonomi e i disoccupati, che non potevano beneficiare delle precedenti misure, ma non per i lavoratori dipendenti, con il 30% di questi che registrerà un saldo negativo.

Alcuni casi concreti per spiegare meglio la riforma

I consulenti del lavoro spiegano con che cinque casi concreti, le criticità riscontrate nell’applicazione dell’Assegno e le differenze in busta paga prima e dopo la misura:

Primo caso: Coppia sposata, lui operaio con moglie a carico e 2 figli minorenni

Primo caso: “una coppia sposata, lui operaio metalmeccanico con moglie a carico e 2 figli minori di 3 anni, a fronte di un Isee è pari a 6.400 euro ha percepito a marzo un assegno di 350 euro al posto del precedente assegno al nucleo familiare di 199,83 euro più detrazioni per figli a carico di 125. “Differenza apparentemente positiva”, notano i consulenti. “Bisogna tener presente, però, che a luglio 2021, vista l’impossibilità di rendere da subito operativo l’Assegno unico, era stata introdotta la misura temporanea, ovvero la maggiorazione ANF pari a 37,50 euro per ogni figlio. Considerando anche tale importo, il sig. Rossi avrebbe una perdita mensile di quasi 50 euro“.

Secondo caso: Coppia convivente con figlia minorenne

Secondo caso: “coppia convivente con una figlia minorenne maggiore di 3 anni e un Isee di 11.537 euro. Ha percepito un assegno di 205 euro in luogo di un assegno al nucleo familiare di 91,78 e detrazioni per figlia a carico di 61,58. In questo caso, sommando anche la maggiorazione ANF pari a 37,50 si riscontra un piccolo guadagno. Ci perdono molto, invece, un lavoratore dipendente con moglie a carico e quattro figli maggiori di 3 anni più uno più piccolo. Con un Isee di 24.900 euro hanno ricevuto un assegno di 716. Ma molto meno rispetto ai 432,72 euro che prendevano di assegno al nucleo, detrazioni per figli a carico di 298,45 euro e per famiglie numerose di 100 euro. Sommando anche la maggiorazione temporanea, che ora viene meno, il gap negativo è di 264,57 euro, circa un 26% in meno.

Terzo caso: Madre separata con due figli minorenni

Terzo caso: “una madre separata con due figlie minorenni maggiori di 3 anni e Isee pari a 15.298 euro ha percepito un assegno unico di 410 euro. “Anche in questo caso si tratta di un importo ben lontano dalla somma dei precedenti assegni familiari di 357,72 euro, detrazioni figli di 134,12 e maggiorazione temporanea pari a 75”. Un guadagno sensibile lo registra solo la famiglia di un dirigente con moglie a carico e due figli minorenni maggiori di 3 anni, con un reddito pari a 98.258 euro. Finora avendo un Isee alto non percepiva assegni ma solo detrazioni per figli a carico, pari a 16,91 mensili. Oggi facendone richiesta beneficia comunque di 50 euro per ogni figlio. Ben 83,09 euro in più ogni mese”.

Per i consulenti del lavoro “di positivo c’è che per la prima volta percepiscono assegno per figli minorenni i lavoratori autonomi, che ovviamente ne abbiano i requisiti Isee. E questo è un ottimo segnale di attenzione, forse il primo, per i lavoratori indipendenti che stanno pagando a carissimo prezzo la doppia criticità di pandemia e aumenti incontrollati di energia e materie prime ma riforma necessita di correttivi, necessari per evitare di penalizzare qualcuno.

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