Assenteismo in una partecipata del Comune di Palermo. La polizia ha sorpreso nove dipendenti accusati a vario titolo di truffa aggravata e peculato. Quest’ultimo contestato esclusivamente a due degli indagati.
Nei loro confronti la Digos della questura del capoluogo siciliano ha eseguito un’ordinanza di obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Un decimo lavoratore è stato invece iscritto nel registro degli indagati e ha ricevuto un’informazione di garanzia.
L’inchiesta ha portato alla luce il sistema
L’inchiesta, coordinata dal procuratore Maurizio De Lucia e dal sostituto Eugenio Faletra, ha portato alla luce un collaudato sistema di complicità. Grazie a pedinamenti e telecamere nascoste piazzate nei punti strategici, gli investigatori hanno filmato le quotidiane condotte di assenteismo degli indagati, che riuscivano a risultare presenti grazie a colleghi compiacenti che strisciavano il badge al loro posto.
Coinvolto anche un rappresentante sindacale
Tra i profili più pesanti emersi dall’indagine del gip Emanuela Carrabotta c’è quello di un capo squadra, con il ruolo di rappresentante sindacale: l’uomo abbandonava sistematicamente il posto di lavoro per sbrigare faccende private. E utilizzava, secondo i riscontri del giudice per le indagini preliminari, anche l’auto di servizio della società (da qui l’accusa di peculato mossa a lui e a un altro collega).
Il tribunale ha già disposto la comunicazione delle misure cautelari al datore di lavoro per i relativi provvedimenti disciplinari.
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