Prima l’inchiesta per assenteismo, ora la sospensione. I finanzieri hanno dato esecuzione a un’ordinanza del giudice per le indagini preliminari che ha disposto altrettante misure cautelari personali, nella fattispecie, appunto, la sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio o servizio fino a un massimo di tre mesi e l’obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria nei confronti di cinque dipendenti del Comune di Palermo con mansioni di messo notificatore e di nove addetti della Reset, società partecipata, impiegati come giardinieri.
Le indagini avrebbero portato alla luce oltre 550 episodi irregolari, tra questi anche alcuni in cui i dipendenti, che pur risultando in servizio, erano a pesca o coltivavano terreni con tempi che raggiungevano anche le 5 ore.
I reati per cui si procede sono truffa aggravata ai danni di ente pubblico e falsa attestazione della presenza in servizio.
Le indagini, “Chi andava al bar o faceva compre”
Le indagini condotte dal nucleo di polizia economico finanziaria di Palermo coordinate dalla procura si sono sviluppate attraverso vari pedinamenti e appostamenti, attività di videosorveglianza, analisi documentali e verifiche dei tabulati delle timbrature dei badge di servizio.
Gli accertamenti così svolti hanno consentito di rilevare che, in particolare i messi notificatori, dopo aver timbrato regolarmente l’inizio del turno di lavoro e l’uscita dagli uffici per “servizio esterno”, erano “soliti recarsi a casa piuttosto che presso outlet, centri commerciali, bar, negozi, centri scommesse e mercatini rionali, attestando, in più occasioni, di aver esperito tentativi di notifica di atti in realtà non eseguiti, con potenziale nocumento per gli ignari cittadini”.
Per i dipendenti della società partecipata, in modo analogo, sono state rilevate condotte di falsa attestazione di presenza, mediante timbratura dei badge personali, in entrata o in uscita, da parte di colleghi compiacenti.
Tale sistema fraudolento, basato su uno scambio reciproco di “favori”, consentiva agli indagati di giungere più tardi sul luogo di lavoro o di allontanarsi dallo stesso in anticipo. Nel complesso, sono oltre 550 gli episodi di falsa attestazione di presenza ricostruiti nel corso delle indagini.
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