C’è un filo rosso che collega la Sicilia a una città dall’altra parte del mondo: Paraná, nella provincia di Entre Ríos, in Argentina. In questa realtà multiculturale e vivace dell’America latina si coltiva perfino il sogno di creare una “federazione siciliana“, un ente che possa consolidare, celebrare e manifestare al mondo la presenza dell’Isola nel contesto argentino e la connessione socioculturale esistente tra la Sicilia e lo Stato americano. A portare in alto il nome della comunità siciliana in quell’affascinante città che sorge sulla riva di un fiume omonimo è quella l’Associazione Culturale e Ricreativa Famiglie Siciliane, conosciuta anche come associazione Familias Sicilianas de Paraná.
Proprio in questi giorni si è conclusa la Settimana Siciliana, un’iniziativa dedicata alla storia, alla cultura e all’identità dell’isola nel territorio di Paraná. E su QdS.it cogliamo l’occasione per presentare al popolo siciliano una realtà che non rinnega, anzi celebra e apprezza il bagaglio storico-culturale legato alla Sicilia.
Sicilia e Argentina, la comunità isolana a Paraná e il legame indissolubile
L’associazione non ha tanti soci: si parla di 140-150 persone, come conferma al QdS.it José Prestifilippo, membro del Direttivo. Questo non vuol dire, però, che le persone che hanno un legame con la Sicilia in quella parte di Argentina siano poche. “I discendenti di siciliani qui sono migliaia. Per lo più sono arrivati da Leonforte, provincia di Enna, e si calcola che i discendenti di questa cittadina ennese, solo nella nostra città, possono arrivare a 50.000 o più. C’è un gemellaggio tra i due Comuni (da 35 anni, ndr)”, spiega l’associazione. “In questa citta si possono trovare due piazze che si chiamano una Sicilia, l’altra Leonforte. Anche alcune strade del Paese portano i nomi di siciliani che hanno lasciato traccia nella nostra città”, afferma José Prestifilippo.
Gran parte della comunità siciliana a Paraná è discendente di seconda o terza generazione. “La maggior parte sono nipoti o pronipoti di chi è emigrato qui dalla Sicilia. Non rimangono, crediamo, molti siciliani vivi che sono arrivati come immigrati qui. Anche i figli diretti, adesso, sono pochi”, spiega Prestifilippo. Gli interessi della comunità oggi sono soprattutto legati a informazioni sulla cittadinanza o alle opportunità di studio e lavoro, ma tanti hanno interesse a imparare l’italiano o a venire in contatto con le tradizioni culinarie e culturali della terra siciliana, che è comunque una parte di loro.
L’importanza della cultura
Se è vero che la maggior parte dei siciliani di Paraná sono discendenti di seconda o terza generazione dei primi immigrati siciliani in Argentina, è semplice capire perché la tutela della storia e del retaggio culturale siciliano sia così importante per l’associazione e i suoi membri. Le attività, infatti, sono principalmente culturali.
Oltre alla già citata Settimana siciliana a Paraná, quest’anno giunta alla sua diciannovesima edizione, l’associazione cura la rivista Eco Siciliano online e un programma radio con lo stesso nome che va in onda tramite Radio Nazionale Argentina. E, per non perdere la tradizione linguistica e culturale, ci sono poi gli accordi con associazioni come la Dante Alighieri locale per l’insegnamento della lingua italiana.
Anche il web aiuta ad avvicinare Paraná all’Isola. In passato – spiega Prestifilippo – si sono organizzati webinar con esponenti culturali di spicco. Ed è forte anche il legame con il resto della comunità italiana locale. Infine, fondamentale risulta il lavoro in sintonia con il Consolato Generale d’Italia a Rosario e con altre istituzioni italiane.
Il progetto della federazione siciliana
Istituzioni che l’associazione di Paraná, però, a volte vorrebbe sentire più vicine. “Abbiamo un’idea di fare una federazione siciliana in Argentina – rivela Prestifilippo al QdS.it -. Ci sono alcuni che tentano o hanno tentato di farlo, ma ci sono delle difficoltà”.
“L’appoggio della Regione sarebbe importantissimo, innanzitutto economicamente – aggiunge -. Facciamo fatica a mantenere tutte le attività. Se arrivasse un aiuto economico, potremmo fare tantissime cose, e sarebbe un sollievo per noi. Tutto si fa ad honorem, e le quote dei soci non ci permettono di sviluppare altre attività. La rivista e il programma di radio si mantengono con le pubblicità e questo per noi è faticoso. Altre associazioni italiane ricevono un contributo economico che permette loro di fare più cose, come affittare una casa per le proprie attività. Essendo noi siciliani la maggioranza della comunità italiana qui, a maggior ragione avremmo bisogno di soldi”.
“Anche una visita delle autorità regionali sarebbe ben vista per la comunità siciliana all’estero”, aggiunge l’associazione, facendo trasparire l’importanza di un legame con la comunità siciliana argentina non solo economico ma anche concreto.
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