Roma, 28 apr. (askanews) – Dall’agricoltura all’allevamento, dalle foreste alle industrie forestali e ai mangimi, fino agli oli vegetali e alle farine proteiche, molti settori chiedono alle istituzioni dell’UE e agli Stati membri di “prendersi il tempo necessario” per affrontare le loro persistenti preoccupazioni in merito al Regolamento UE sulla deforestazione (EUDR). “Pur essendo animato da buone intenzioni – sottolieano in una nota congiunta – l’EUDR rischia di compromettere la competitività, la resilienza e l’autonomia di importanti settori europei se la sua attuazione non viene attentamente rivista e semplificata”.
“Esortiamo la Commissione europea, il Parlamento europeo e il Consiglio a dare priorità alla semplificazione, per evitare duplicazioni e agevolare la conformità, nonché a chiarire i requisiti chiave – si legge nella nota – È inoltre importante garantire una tempistica di attuazione realistica, affinché gli operatori possano adattarsi senza rischiare interruzioni della catena di approvvigionamento, e mantenere un dialogo continuo e costruttivo con le parti interessate per sviluppare congiuntamente soluzioni praticabili che bilancino gli obiettivi ambientali con le realtà economiche e operative”.
A firmare la nota e lanciare l’allarme sono APAG – Oleochemicals Europe, AVEC – La voce del settore avicolo europeo, CEI-Bois – Confederazione europea delle industrie del legno, CESIO – Comitato europeo dei tensioattivi organici e dei loro intermedi, Coceral – Associazione europea per il commercio di cereali, semi oleosi, riso, legumi, olio d’oliva, oli e grassi, mangimi e prodotti agroalimentari, il Copa Cogeca, EOS – Organizzazione europea dell’industria delle segherie, FEDIOL – Associazione europea dell’industria degli oli vegetali e delle farine proteiche, FEFAC – Federazione europea dei produttori di mangimi, FEFBEP – Federazione europea dei produttori di pallet e imballaggi in legno e UECBV – Unione europea dei commercianti di bestiame e carne.
Da gennaio 2026, le parti interessate hanno evidenziato difetti fondamentali nella progettazione e nell’attuazione dell’EUDR, tra cui la mancanza di certezza giuridica, requisiti di conformità irrealistici e oneri amministrativi, anche per la presentazione di informazioni nel deposito centrale dei dati, che colpiscono in modo sproporzionato gli operatori.
Le semplificazioni mirate decise alla fine di dicembre 2025 e il rinvio di un anno dell’attuazione del Regolamento UE sulle emissioni (EUDR) hanno offerto “un certo sollievo, ma molte questioni rimangono irrisolte. La prossima revisione della semplificazione, prevista entro il 30 aprile 2026, rappresenta un’opportunità cruciale – spiegano – per affrontare le preoccupazioni sollevate dalle nostre organizzazioni negli ultimi mesi e introdurre adeguamenti legislativi mirati”.

