Home » Askanews » AssoParchi partecipa alle celebrazioni per i 60 anni di Zamperla

AssoParchi partecipa alle celebrazioni per i 60 anni di Zamperla

AssoParchi partecipa alle celebrazioni per i 60 anni di Zamperla

Dal made in italy del divertimento a un’industria turistica italiana da 8 mld

Roma, 15 set. (askanews) – Un comparto che conta 21 milioni di visitatori l’anno, genera 306 milioni di euro dalla sola vendita dei biglietti e attiva un indotto stimato in circa 8 miliardi di euro tra ospitalità, ristorazione, commercio, trasporti e servizi. Un’industria che impiega 25-30 mila addetti diretti, tra personale fisso e stagionale, e coinvolge almeno 60 mila lavoratori nell’indotto, investendo ogni anno circa 100 milioni di euro in innovazione, prevalentemente con risorse proprie.

È la fotografia del settore tracciata da AssoParchi in occasione delle celebrazioni per i 60 anni di Zamperla, tra i principali produttori mondiali di attrazioni, che lo scorso 12 settembre ha riunito nell’head-quarter di Altavilla Vicentina operatori, industria, istituzioni e mondo accademico per una giornata dedicata al futuro della filiera italiana del divertimento, culminata nel reveal mondiale di Hypnosiz, la nuova attrazione sviluppata dall’azienda.

Nel corso di una tavola rotonda dedicata all’analisi della filiera del divertimento, il presidente AssoParchi Luciano Pareschi ha tracciato un bilancio provvisorio della stagione in corso: “Tracceremo il bilancio ufficiale dell’estate nel corso del Meeting AssoParchi di novembre. Al momento possiamo comunque stimare una crescita nei parchi acquatici e un andamento in linea con il 2025 negli altri parchi. Le presenze non sono diminuite anche grazie all’adozione di una politica di pricing prudente, nonostante l’aumento di tutti i costi ed in particolare dell’energia. L’aspetto più importante è che in questi anni, anche in Italia, i parchi divertimento sono diventati veri e propri driver in grado di contribuire allo sviluppo di sistemi economici integrati e generare importanti flussi turistici, al pari di altri attrattori come i monumenti e i centri termali”.

Un valore che non nasce soltanto all’interno dei parchi, ma coinvolge un’intera filiera industriale fatta di progettazione, ingegneria, tecnologia, manifattura e servizi. Proprio Zamperla rappresenta uno degli esempi più evidenti di questo rapporto. Fondata nel 1966, l’azienda vicentina oggi conta circa 450 collaboratori nel mondo, di cui 300 in Italia, realizza oltre 100 attrazioni ogni anno e ha superato le 7.000 installazioni a livello internazionale. Nel solo 2025 ha collaborato con 1.242 fornitori, generando 67 milioni di euro di acquisti, l’85% dei quali destinato a imprese italiane: considerando personale, materiali, servizi e attività collegate, l’indotto prodotto sul territorio viene stimato in circa 100 milioni di euro.

“Non si può più descrivere il settore limitandosi al calcolo di ingressi e fatturato della biglietteria – prosegue Pareschi – il comparto si sta indirizzando verso un modello più evoluto, in cui la crescita si misura nella capacità di migliorare il valore dell’esperienza offerta al visitatore. L’ospite desidera essere coinvolto, sorprendersi, trovare ambientazioni immersive, qualità nell’accoglienza e nella ristorazione, servizi efficienti, tecnologia e una crescente attenzione alla sostenibilità. Siamo in Italia: la creatività certo non manca per rispondere a queste aspettative, se non superarle! Si potrebbe fare di più, se anche le imprese italiane potessero contare sul supporto che altri Paesi rivolgono al settore, ben consapevoli del ritorno dei loro investimenti. La Francia, ad esempio, pur disponendo già di una straordinaria capacità attrattiva, considera l’industria dei parchi una componente strategica per completare e diversificare l’offerta. Ci aspettiamo che, con l’entrata di AssoParchi in Federturismo, si possa presto lavorare a progetti ambiziosi anche in Italia, a cominciare dalla necessità di sviluppare una rete più capillare di parchi sul territorio nazionale”.

Uno dei nodi principali riguarda la distribuzione digitale dei biglietti. In Italia, infatti, ai parchi divertimento vengono impropriamente applicate le norme nate per contrastare il bagarinaggio nello spettacolo dal vivo. Il risultato è una limitazione nella possibilità di distribuire i biglietti attraverso le grandi piattaforme internazionali, oggi utilizzate da milioni di consumatori e tour operator e sempre più spesso indicate anche dagli assistenti basati sull’intelligenza artificiale. Rispetto ai competitor stranieri, questo significa rinunciare a uno dei principali canali strategici di accesso alla domanda internazionale.

Ultimo, ma non meno importante, resta aperto il tema del riconoscimento istituzionale del settore. “L’Italia possiede una filiera del divertimento con competenze riconosciute in tutto il mondo, ma paradossalmente i parchi continuano a essere poco visibili nelle statistiche e nelle politiche pubbliche – osserva Maurizio Crisanti, direttore di AssoParchi – Federturismo – il comparto non dispone ancora di una propria identità nella contabilità turistica nazionale. Eppure, genera occupazione e rappresenta per migliaia di giovani anche un primo accesso strutturato al mercato del lavoro. Serve un approccio più organico: per questo proponiamo un tavolo permanente sull’industria del divertimento che coinvolga i Ministeri della Cultura, del Turismo e delle Imprese”.