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Non solo influenza K, il norovirus mette K.O. una nave da crociera. Bassetti: “Molto contagioso”

Non solo influenza K, il norovirus mette K.O. una nave da crociera. Bassetti: “Molto contagioso”

Dopo il caso della Rotterdam e l’influenza ancora dominante in Italia, l’esperto mette in guardia i cittadini.

Mentre buona parte d’Italia è o è stata di recente a letto con l’influenza, la “mini epidemia” di norovirus che ha messo letteralmente K.O. i passeggeri di una nave da crociera nel Mar dei Caraibi ricorda quanti virus potenzialmente pericolosi esistono e come focolai imprevisti e contagi possano essere rapidi e capaci di mandare in tilt i sistemi ospedalieri.

A fare il punto sull’argomento virus, passando dalla dominante variante K alla vicenda norovirus, è il professor Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive dell’Irccs ospedale policlinico San Martino di Genova.

Il focolaio di norovirus sulla nave da crociera

La piccola epidemia a cui fa riferimento Bassetti per parlare di norovirus è quella registrata sulla Rotterdam, nave della compagnia Holland America Line che ha viaggiato dal 28 dicembre 2025 al 9 gennaio 2026 da Fort Lauderdale (Florida) a diverse destinazioni caraibiche. I dati dei Centers for Disease Control and Prevention statunitensi rivelato che su 2.593 passeggeri, quasi cento persone tra passeggeri ed equipaggio (94 in totale, per l’esattezza) si sarebbero ammalate durante la vacanza di Capodanno (il 3,3% dei passeggeri e lo 0,9% dello staff) manifestando importanti sintomi gastrointestinali. L’8 gennaio scorso, la Rotterdam ha notificato l’epidemia e avviato tutte le procedure previste per la pulizia e la sanificazione, la disinfezione e le dovute analisi di rito.

L’allarme di Bassetti: “Contagi veloci, basta poco”

“Il norovirus è un agente virale estremamente contagioso ed è riconosciuto a livello globale come una delle principali cause di gastroenterite acuta soprattutto in ambienti chiusi e ristretti come navi da crociera e scuole”, è il commento di Bassetti sulla vicenda. “Bastano poche particelle virali per innescare l’infezione in un ospite sano”, aggiunge, sottolineando come il contagio sia veloce e per questo difficile da controllare.

Anche Scott Weisenberg, direttore medico NYU (New York University) Langone Infectious Disease Associates e NYU Travel Medicine Program, ha spiegato a “Fox News Digital” che il norovirus è altamente contagioso e che buona igiene e attenta prevenzione sono fondamentali per evitare la sua diffusione. “Se le persone soffrono di vomito acuto – ha sottolineato l’esperto – dovrebbero evitare i luoghi pubblici perché anche senza toccare nulla il virus può diffondersi nell’aria”.

Norovirus: cos’è, sintomi e prevenzione

I norovirus – si legge sul sito dell’Istituto Superiore di Sanità – “rappresentano uno tra gli agenti più diffusi di gastroenteriti acute di origine non batterica” e sono spesso legati al consumo di “frutti di mare crudi, insalate, frutti di bosco, acqua contaminata, cibi freddi, germogli, erbe e spezie”. L’infezione – spiega Bassetti – “si trasmette principalmente per via oro-fecale, attraverso il contatto diretto con persone infette, il consumo di acqua o alimenti contaminati e la persistenza del patogeno su superfici inerti”. I sintomi più comuni sono quelli delle gastroenteriti, ovviamente: nausea, vomito, diarrea acquosa, crampi addominali.

Le misure di prevenzione, come già specificato, includono rigorose misure di igiene, soprattutto nella manipolazione e nella distribuzione di cibi e bevande, e nell’evitare contatti stretti con soggetti infetti. I pazienti indisposti dovrebbero rimanere il più possibile in isolamento fino a tre giorni dopo la guarigione, ma anche disinfettare eventuali superfici e materiali utilizzati costantemente.

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