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Australia, Leone d’Oro alla danza First Nations

Australia, Leone d’Oro alla danza First Nations

Bangarra premiata a Venezia, viaggio nelle culture aborigene

Milano, 27 lug. (askanews) – Il Leone d’Oro alla carriera della Biennale Danza, quest’anno, è arrivato dall’altra parte del mondo. È andato a Bangarra Dance Theatre, compagnia nata a Sydney nel 1989 e formata da performer aborigeni e delle Isole dello Stretto di Torres.

È un premio australiano, certo. Ma soprattutto è un riconoscimento a un’arte che porta sul palco storie molto più antiche del palco. La Biennale parla di un patrimonio culturale lungo 65.000 anni. Una cifra enorme, quasi impossibile da maneggiare evitando lo slogan. Bangarra la riporta al corpo: piedi, braccia, respiro, terra.

La compagnia ha ricevuto il Leone d’Oro nell’ambito della 20ª edizione del Festival Internazionale di Danza Contemporanea, a Venezia dal 17 luglio al 1° agosto 2026. In programma c’è anche Terrain, lavoro di Frances Rings, donna Mirning e direttrice artistica della compagnia. L’opera guarda a Kati Thanda-Lake Eyre, il grande lago salato dell’Australia interna. Sale, acqua, secco, ritorni della memoria. La geografia entra in scena e costringe la danza a rispondere.

Il punto interessante sta qui. Questo premio europeo, consegnato in una città piena di pietra, acqua e turismo culturale, apre una finestra su un’Australia che spesso il visitatore incontra di rado, o sfiora appena. Prima dei grattacieli di Sydney, prima delle spiagge da cartolina, c’erano popoli, lingue, percorsi, cerimonie, un modo di abitare il territorio in cui canto, danza e racconto servivano anche a orientarsi, ricordare, tramandare.

Nelle culture aborigene e delle Isole dello Stretto di Torres la danza è una forma di conoscenza. Il Dreaming, tradotto spesso con Dreamtime, riguarda le storie della creazione e il legame tra persone, antenati, animali e luoghi. Ogni gruppo ha i propri canti e i propri segni. Per questo parlare di “cultura aborigena” al singolare aiuta poco: l’Australia delle First Nations è fatta di molte culture, ciascuna con il suo Country.

Country, in Australia, significa terra, acqua, lingua, memoria, responsabilità. Un luogo abitato da relazioni. In molte danze gli animali compaiono attraverso il movimento: emù, canguri, serpenti, uccelli. In alcune tradizioni possono essere legati al totem, quindi a un rapporto di cura e obbligo. Il gesto, allora, racconta il corpo e insieme il posto che occupa nel mondo.

Bangarra lavora su questa materia con strumenti contemporanei. Porta gli spettacoli nei teatri internazionali, ma mantiene il centro nelle storie delle comunità First Nations. La sua forza viene anche da questa tensione: stare in scena evitando la decorazione esotica, usare il linguaggio del teatro tenendolo attaccato alla terra che lo alimenta.

Per chi arriva in Australia, Bangarra è anche una porta alternativa di ingresso. A Sydney esiste un percorso dietro le quinte della compagnia, inserito tra le Cultural Attractions of Australia. Si entra nello spazio di lavoro, si possono seguire prove o spettacoli, incontrare artisti, ascoltare racconti sulle culture aborigene e delle Isole dello Stretto di Torres. È una visita organizzata, con i suoi confini. Però sposta lo sguardo dal souvenir alla pratica viva.

Da lì il viaggio può allargarsi. Sempre a Sydney, la Burrawa Aboriginal BridgeClimb porta sul Sydney Harbour Bridge con una guida aborigena e rimette dentro la città la sua storia Gadigal. Nel Kimberley, Mabu Buru Tours lavora con i Pintirri Dancers in performance legate ai canti Karajarri. Sulla Gold Coast, il Jellurgal Aboriginal Cultural Centre accompagna i visitatori ai piedi della montagna sacra di Jellurgal, tra cammino, racconto e danza.

Poi ci sono i festival. Yabun, a Sydney, riunisce ogni gennaio musica e cultura aborigena in una giornata molto partecipata. Parrtjima, ad Alice Springs, usa la luce per portare arte e narrazioni delle comunità locali sulle MacDonnell Ranges. A Melbourne, Yirramboi lavora sulle arti performative indigene contemporanee. A luglio, la NAIDOC Week attraversa il Paese con iniziative dedicate alla storia e ai risultati dei popoli aborigeni e delle Isole dello Stretto di Torres. Nel nord-est dell’Arnhem Land, il Garma Festival raccoglie cerimonie, dibattiti e pratiche Yol?u.

Il punto delicato è questo: quelle esperienze oggi sono accessibili anche ai viaggiatori, ma arrivano da pratiche nate dentro le comunità. Il premio a Bangarra riporta l’attenzione sugli artisti: una compagnia nata a Sydney, legata alle comunità First Nations, che lavora su storie trasmesse attraverso danza, musica e Country.

Venezia riconosce quella forza. L’Australia la tiene attaccata alla terra. Chi parte da quel Leone d’Oro per seguire la traccia fino a Sydney, al Kimberley, alla Gold Coast o all’Arnhem Land dovrebbe farlo con curiosità e un po’ di pazienza. Alcune danze si possono vedere. Per capirle bisogna restare un passo indietro.

Foto: © Bangarra Dance Theatre Daniel Boud