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Auto, AlixPartners: Cina in calo, corre l’export. Europa sotto pressione

Auto, AlixPartners: Cina in calo, corre l’export. Europa sotto pressione

Brand cinesi visti al 30% del mercato globale nel 2030

Milano, 15 ott. (askanews) – La frenata della domanda interna spinge l’industria automobilistica cinese a cercare profitti all’estero. AlixPartners stima per il 2026 vendite in Cina in calo del 15% a 23,2 milioni di auto e veicoli commerciali leggeri, mentre le esportazioni di nuovi veicoli, inclusi i commerciali, saliranno del 41% a 10 milioni.

Nell’aggiornamento del Global Automotive Outlook, i marchi cinesi sono previsti al 30% del mercato mondiale nel 2030, dal 21% del 2025, Cina compresa. In Europa esclusa la Russia la quota passerebbe dal 6% al 16%. In Italia ha raggiunto l’11,6% nel progressivo 2026, pur mostrando un lieve rallentamento nel terzo trimestre.

La spinta all’estero poggia anche sul sostegno pubblico: nel 2025 il 48% dei veicoli nuovi esportati dalla Cina proveniva da gruppi statali. Dario Duse, responsabile Automotive Emea e delle attività italiane di AlixPartners, ricorda che pochi produttori guadagnano e prevede un “consolidamento brutale”, da alcune centinaia di costruttori a 15-20.

Per i gruppi cinesi l’Europa resta più remunerativa del mercato interno. Dazi e maggiori costi della produzione locale, osserva Duse, “riducono il margine aggiuntivo ma non lo cancellano”, ricordando che i “costruttori cinesi mantengono inoltre un vantaggio di costo del 35% nella produzione di auto elettriche e tempi di sviluppo dimezzati rispetto ai concorrenti tradizionali2.

Critico il giudizio di Duse sull’intesa Ue-Cina: “Stiamo parlando di poco”, ha affermato, confrontando il tetto di 350mila auto ibride con i 10 milioni di veicoli che la Cina dovrebbe esportare quest’anno. Le importazioni europee di ibride prodotte in Cina sono stimate a circa 800mila unità nel 2026, più del doppio del limite previsto dal 2027.

Intanto cresce la pressione sulla liquidità dei costruttori, penalizzati dal calo dei margini e dagli ingenti investimenti nella transizione elettrica e nelle nuove tecnologie. Duse ha avvertito che “le riserve di cassa accumulate negli anni di elevata redditività iniziano a ridursi, mentre la capacità di finanziare nuovi investimenti si indebolisce. La gestione della liquidità diventerà quindi una delle principali sfide per il settore”.

Cresce invece l’usato. AlixPartners prevede in Italia transazioni da 3,2 milioni nel 2025 a circa 3,6 milioni nel 2030, con una crescita media annua del 2%, contro l’1% del nuovo. Per Gianluca Di Loreto, partner e managing director, è “un’opportunità soprattutto per le reti distributive, per ridurre la dipendenza dalle oscillazioni del nuovo”.