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Auto, Anfia: Vavassori, accordo Francia-Germania buon punto di partenza

Auto, Anfia: Vavassori, accordo Francia-Germania buon punto di partenza

Made in Europe, salvaguardare il 70% di componentistica europea

Milano, 22 ott. (askanews) – L’intesa politica raggiunta da Francia e Germania sulla regolamentazione delle emissioni di CO2 e sul Made in Europe “rappresenta un buon punto di partenza per i negoziati in Consiglio”, soprattutto alla luce delle precedenti distanze tra i due Paesi. Lo afferma il presidente dell’Anfia, Roberto Vavassori, commentando i dati del mercato auto europeo di settembre.

“Sul tema CO2 diversi punti dell’accordo convergono con le nostre posizioni, mentre altri devono senza dubbio essere ridiscussi e meglio specificati. Apprezziamo anche il cambio di rotta della Germania sul Made in Europe”, sottolinea Vavassori. Per l’Anfia resta fondamentale “salvaguardare soprattutto il 70% di componentistica europea e mantenere il perimetro geografico circoscritto ai 27 Paesi UE+UK”. L’associazione prosegue intanto il lavoro di coordinamento con il Governo italiano.

Sul fronte del mercato, Vavassori prevede una chiusura del 2026 con una crescita delle immatricolazioni nell’Unione europea compresa tra il 5% e il 6%, dopo il +5,7% registrato nei primi nove mesi.

A sostenere la crescita sono soprattutto i costruttori cinesi. Secondo l’Anfia, dei circa 82.500 veicoli aggiuntivi immatricolati nell’Ue a settembre rispetto a un anno prima, quasi il 60% è riconducibile ai principali gruppi cinesi. Nei nove mesi, il loro contributo sale a quasi tre quarti delle circa 461mila immatricolazioni aggiuntive. Il calcolo considera Geely, Byd, Saic, Chery e Leapmotor.

Prosegue inoltre l’espansione delle auto elettriche, che a settembre hanno raggiunto il 29,9% del mercato Ue. L’Italia, con una quota dell’8% nei nove mesi, resta l’unico dei cinque principali mercati europei sotto il 10%. Vavassori sottolinea che il nostro Paese è anche l’unico attualmente privo di programmi di incentivazione all’acquisto, ritenuti fondamentali per sostenere la domanda, purché accompagnati da misure di salvaguardia delle produzioni europee.