Dopo un’attesa lunga quasi 33 anni, lo scorso 12 luglio è entrata in vigore la disciplina della procedura prevista fin dal 1993 dall’articolo 142 del Codice della strada. Il decreto, pensato e voluto dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, arriva anche due anni dopo l’ordinanza della Corte di Cassazione che aveva definitivamente stabilito che solo gli autovelox omologati e non soltanto autorizzati (e quindi nessuno prima della data dell’11 luglio) possono essere riconosciuti come prova della violazione dei limiti di velocità.
L’avvocato Carmanello parla al QdS: “Ecco cosa cambia in Sicilia”
L’avvocato Andrea Carmanello, noto legale nell’hinterland etneo con studio a Paternò, si è occupato negli scorsi mesi proprio delle multe inflitte ad automobilisti a Catania e provincia attraverso autovelox autorizzati ma non omologati ufficialmente. Abbiamo deciso di interpellarlo proprio sul nuovo decreto che sancisce l’obbligatorietà degli strumenti di misurazione della velocità lungo le arterie stradali dell’Isola: “Questo provvedimento del ministro Salvini sana la grave mancanza del requisito dell’obbligatorietà dell’omologazione di tutti gli strumenti che risultavano fino a due domeniche fa totalmente irregolari, compresi quelli contestati a Catania lungo la circonvallazione – spiega l’Avv.Carmanello – Adesso, dal 12 luglio, è arrivata la sanatoria: dall’entrata in vigore del decreto, gli autovelox che presentano entrambi i requisiti dell’autorizzazione e dell’omologazione sono diventati pienamente operativi”.
“Il decreto non ha l’effetto della retroattività: multe possono essere ancora contestate”
Il legale catanese sottolinea, ai nostri microfoni, un aspetto importante: il decreto, infatti, non ha valenza retroattiva. Ciò significa che coloro i quali abbiano ricevuto multe in date antecedenti allo scorso 12 luglio possono presentare ricorso per ottenerne l’annullamento: ” Sì, il provvedimento non possiede valore di retroattività: gli accertamenti eseguiti con autovelox non omologati prima del 12 luglio risultano irregolari e quindi possono essere contestati, presentando e probabilmente vincendo il ricorso che comporterà l’annullamento di multe e sanzioni elevate nei confronti dei cittadini. Parlando di dati, in tutta Italia sono stati spenti definitivamente circa 800 autovelox, che non possono essere sanati e quindi non verranno più utilizzati e dovranno essere sostituiti: in Sicilia, nel dettaglio, ne sono stati disattivati ben 8”.
“Ulteriori ricorsi non sono da escludere: vi spiego il perchè”
Attenzione, però, perchè secondo l’Avvocato, in termini prettamente giuridici, non sono da escludere ulteriori ricorsi anche in seguito alla sanatoria. “Questa sanatoria – conclude il legale – secondo l’orientamento seguito da molti giudici di pace non risolve il problema perché una procedura amministrativa, a norma di legge, non può sanare un aspetto tecnico come l’omologazione. Quindi, in sostanza, mi aspetto ulteriori ricorsi a prescindere dalla sanatoria contro multe registrate dai nuovi autovelox”.
Cosa fare se arriva una multa
In definitiva, dunque, dall’entrata in vigore del Decreto si aprono due possibilità per le multe per eccesso di velocità arrivate prima e dopo il 12 luglio 2026:
- prima del 12 luglio 2026: Tutti i verbali possono essere impugnati per violazione accertata con apparecchiatura non omologata; si hanno 30 giorni di tempo dalla notifica del verbale per presentare il ricorso al giudice di pace e 60 se il ricorso è presentato al prefetto
- dopo il 12 luglio 2026: L’accertamento della violazione può essere considerato validosolo se ricorrono quattro condizioni:
- violazione accertata con apparecchio omologato
- l’apparecchio è registrato nella specifica banca dati del Ministero dei Trasporti
- l’apparecchio è stato sottoposto a taratura iniziale prima della messa in esercizio e, successivamente, a taratura periodica con cadenza almeno annuale
- l’apparecchio stato impiegato rispettando le norme di impiego. Se l’autovelox è impiegato dove non si può, il verbale può essere impugnato anche se lo strumento è omologato, registrato e tarato.
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