Bagheria, uccise la zia per una lite, arrestata con i sicari africani - QdS

Bagheria, uccise la zia per una lite, arrestata con i sicari africani

redazione web

Bagheria, uccise la zia per una lite, arrestata con i sicari africani

venerdì 24 Aprile 2020 - 07:23

Il corpo di Angela Maria Corona, chiuso in un sacco nero, venne gettato in un dirupo tra Bagheria e Casteldaccia, nel Palermitano. Lo scempio da parte degli animali selvatici: non si troverebbe la testa. L'assassina confessa e si giustifica, "mi maltrattava"

Ha confessato Maria Francesca Castronovo, di 39 anni, arrestata oggi dai Carabinieri in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip del Tribunale di Termini Imerese nei confronti di tre persone ritenute responsabili, in concorso morale e materiale tra loro, dell’omicidio di Angela Maria Corona 48 anni e del successivo occultamento del cadavere.

La Castronovo è la nipote della vittima che, addetta alle pulizie in uno studio professionale, era scomparsa qualche giorno prima della scoperta del delitto dalla sua casa di Bagheria.

La donna era stata assassinata nei giorni a ridosso di Pasquetta e il corpo, chiuso in un sacco nero per l’immondizia, era stato gettato in un dirupo nei pressi della provinciale 16 che collega Bagheria e Casteldaccia.

Il compagno – non convivente – Enrico Di Bono, oltre a denunciare la scomparsa aveva chiesto aiuto per le sue ricerche anche a un’associazione sportiva di cui fa parte.

“Femminicidio” sui generis

Dalle indagini, fin da subito era apparso chiaro come si trattasse di un “femminicidio” sui generis, per via di una lite familiare fra donne che aveva preceduto il ritrovamento del cadavere.

Maria Francesca Castronovo, quando venne interrogata per la prima volta dai Carabinieri si trovava infatti ricoverata nel Centro grandi ustioni dell’ospedale Civico di Palermo dopo avere riportato delle bruciature di secondo grado.

Una pentola d’acqua bollente sulle gambe

A quanto pare le scottature sarebbero state causate proprio dalla zia, che le avrebbe gettato una pentola con dell’acqua bollente sulle le gambe.

Ai medici, però, Maria Francesca Castronovo aveva raccontato di avere riportato le ustioni per l’incendio dalla sua auto, andata a fuoco mentre percorreva una strada vicino al cimitero di Bagheria.

Invece, secondo quanto accertato dai militari dell’Arma, coordinati dalla Procura della Repubblica di Termini Imerese, probabilmente per vendicarsi, la nipote avrebbe assoldato due sicari per aiutarla a uccidere Angela Maria Corona e a nasconderne il corpo.

“Mi maltrattava” ha detto oggi, confessando il delitto, la Castronovo.

I sicari sarebbero due africani: Guy Morel Diehi, ivoriano di 23 anni, e Toumani Soukouna, maliano di 28 anni.

Quindicimila euro per uccidere la zia

Maria Francesca Castronovo avrebbe consegnato quindicimila euro ai due complici per uccidere la zia. I soldi sono stati trovati in casa di Guy Morel Diehi.

L’uccisione di Angela Maria Corona, secondo quanto ricostruito dai Carabinieri della compagnia di Bagheria, sarebbe avvenuto martedì 14 aprile.

Ho deciso di farla uccidere perché mi maltrattava

“Ho deciso di fare uccidere mia zia perché da sempre mi ha maltrattato. Sin da bambina mi faceva mangiare gli scarafaggi e mi faceva lavare i denti dopo aver bagnato lo spazzolino nell’acqua del water”.

Questo il racconto di Maria Francesca Castronovo ai Carabinieri nel confessare, dal letto dell’ospedale Civico di Palermo dov’è ricoverata, di avere organizzato il delitto della parente.

Non si trova ancora la testa della donna

Angela Maria Corona sarebbe stata dunque strangolata e poi fatta a pezzi, infilata in un sacco e gettata nel dirupo.

Tra l’altro, poiché il corpo è stato preda degli animali selvatici, forse maiali, non è stato possibile effettuare l’autopsia perché ne mancano dei pezzi, a cominciare – a quanto si apprende – dalla testa.

La nipote non avrebbe partecipato o assistito all’omicidio

All’omicidio, a suo dire, Maria Francesca Castronovo non avrebbe né partecipato né assistito: avrebbe visto la zia soltanto dopo che era stata strangolata e chiusa in sacco e, con uno dei due presunti sicari, avrebbe caricato il corpo della zia sulla sua Citroen per poi gettarlo nel dirupo.

L’avvocato, “Castronovo si pentì e tentò il suicidio”

“La mia assistita – dice l’avvocato Francesca Maria D’Amico – si sarebbe pentita di avere ucciso la zia tanto da tentare il suicidio”.

Dopo l’omicidio Maria Francesca Castronovo avrebbe infatti chiesto ad uno dei due giovani arrestati di ucciderla.

Una bombola di gas e una tanica di benzina sarebbero state messe in un’auto con dentro la donna, che, secondo il suo racconto, sarebbe stata salvata dall’intervento del fidanzato.

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