Convalidato l’arresto, il gip Riccardo Ghio ha disposto – accogliendo la richiesta della procura di Alessandria – la custodia cautelare in carcere per la donna russa accusata di aver ucciso la figlia di poco più di tre anni in casa a Tortona (Alessandria). La trentenne è rinchiusa a Vercelli dalla giornata di venerdì. La piccola Alessandra Lucia è stata accoltellata, nella notte tra il 22 e 23 ottobre, nell’alloggio di co-housing sociale nel centro storico della città, dove viveva con la mamma Viktorija, separata dal compagno italiano. Oggi durante l’udienza di convalida la donna si è avvalsa della facoltà di non rispondere.
La donna avrebbe provato a togliersi la vita
Dopo aver accoltellato la figlia, la donna avrebbe anche provato a togliersi la vita. A riferirlo è il legale di Viktorija: “La signora – fa sapere l’avvocata Federica Tartara, del foro di Alessandria – non è in condizioni psicofisiche per sostenere un interrogatorio. Valuteremo, successivamente, se presentare istanza al pubblico ministero per essere sentiti. Si tratta di una tragedia nata in una situazione di grande solitudine e disperazione: il gesto estremo contro la figlia è stato rivolto da Viktorija, quella notte, anche verso sé stessa. Chi è intervenuto in casa l’altra notte – è stata lei a chiamare i soccorritori, telefonando al 112 – ha trovato un manoscritto, in lingua russa. Purtroppo, la donna non parla neanche bene l’italiano e le conservazioni con lei, compresi i miei colloqui, richiedono l’interprete”.
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