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Bambine testimoni o vittime di violenza: il rischio raddoppia nell’età adulta

Bambine testimoni o vittime di violenza: il rischio raddoppia nell’età adulta

Tra le italiane che dichiarano di aver subito violenza fisica grave, l’autore più frequente è il padre o il patrigno

ROMA – Le mura di casa possono diventare un incubo. Succede alle donne, di ogni età, che in famiglia si scontrano con il peso della violenza maschile, subìto direttamente o “assistito” : sono le stesse donne che, vittime da bambine, sono più esposte a essere tali anche da adulte.

Violenza sulle donne, il peso delle esperienze vissute nell’infanzia

La fotografia dell’Istat che emerge dall’ultimo rapporto “Violenza contro le donne dall’infanzia all’età adulta – si tratta della terza edizione che indaga su donne dai 16 ai 75 anni, le precedenti risalgono al 2006 e al 2014 – racconta di vittime giovanissime e di padri aguzzini che invece di garantire serenità alle figlie, la distruggono per sempre.

Tra le donne intervistate che dichiarano di aver subito violenza fisica prima dei 16 anni (9,2%), gli autori più frequentemente indicati, infatti, sono il padre o il patrigno (27,3%). Dato che peggiora di molto se si parla di forme di violenza fisica grave (colpite violentemente, prese a calci, percosse con oggetti, bruciate o ferite con oggetti): in questo caso è circa il 40% delle giovani a essere stata vittima del padre.

Violenza fisica e sessuale prima dei 16 anni, i dati

Per comprendere l’effettivo peso di questo dato bisogna allargare lo sguardo e trovare dei numeri che sono ancora decisamente allarmanti: sono circa tre milioni (oltre il 15%) le donne tra i 65 e i 75 anni che dichiarano di aver subito almeno una forma di violenza fisica o sessuale prima dei 16 anni e tra queste circa l’8% colloca il primo evento traumatico subito addirittura prima dei 6 anni di età.

Sebbene questi dati siano in lieve miglioramento rispetto alle risultanze del 2014 (solo relativamente al tema di violenza sessuale prima dei 16 c’è un calo quasi del 3% dei casi), l’Italia rimane ancora sopra la media europea. Sono state oltre un milione e 600 mila le bambine e ragazze costrette a subire o compiere atti sessuali contro la loro volontà: dallo stupro fino all’obbligo di posare nude. E la cosa più allarmante è che oltre il 58% di queste vittime, da piccola, non ha parlato con nessuno delle violenze subite. Il doppio peso di una molestia in questa età: il senso della colpa derivato dal sentirsi sbagliata e il torto subito dal proprio corpo.

Il rischio di subire violenza anche in età adulta

Così gli autori delle violenze “rompono” per sempre la serenità fisica e mentale delle bambine, che rischiano più frequentemente di tornare nella condizione di vittima anche da adulte: tra loro il numero di chi ha subito questo tipo di ingiustizia raddoppia proprio per chi è stata già coinvolta in episodi violenti da giovanissima (il 31,9% contro il 57,2%).

La violenza, specie quando irrompe tra le mura di casa, pianta radici profonde e dure da sradicare nel tempo. Oltre a subire violenze fisiche e sessuali, le donne su cui l’indagine si focalizza possono essere state anche testimoni della violenza agita in famiglia. La cosiddetta “violenza assistita” che costituisce un importante fattore di rischio per quella subita da piccole e da adulte.

Violenza assistita, i figli testimoni degli episodi in famiglia

Tra le donne italiane in età adulta che hanno subito violenze da parte dei loro mariti e compagni, il 62,1% ha dichiarato che i loro figli hanno assistito a tali episodi.

Prima dei 16 anni, il 6,9% delle donne italiane dichiara di aver assistito a episodi di violenza nei confronti dei fratelli e il 6,6% di aver assistito ad almeno una forma di umiliazione o di attaco fisico da un genitore all’altro. In particolare, il 6,6% delle donne ha assistito alla violenza verbale tra i genitori e il 2,1% a quella fisica. Le umiliazioni rivolte dalla madre verso il padre sono il 2,6% e quelle del padre verso la madre il 5,6%. Per la violenza fisica prevalgono le situazioni in cui è il padre a usarla verso la madre (2% contro lo 0,4% del contrario).

Essere testimoni di violenza aumenta il rischio di subirla

Essere testimoni di violenza aumenta il rischio di subirla. I dati evidenziano una chiara associazione tra il clima familiare e le esperienze negative subite prima dei 16 anni. In particolare, tra le donne che non hanno assistito a episodi di violenza o umiliazione tra i genitori, la quota di coloro che riferiscono di aver subito atti fisici o sessuali da parte di questi è molto contenuta (1,1%). La percentuale aumenta in modo significativo tra le donne che hanno assistito (25,5%) a umiliazioni tra i genitori e arriva al 34,8% quando sono state perpetrate violenze fisiche.

Violenza sessuale, il ruolo degli uomini nella sfera familiare

Una dato è limpido, specie quando si parla di violenza sessuale: gli autori sono quasi esclusivamente uomini e afferenti alla sfera familiare e relazionale. Conoscenti, amici di famiglia, compagni di scuola sono i primi colpevoli nel caso della costrizione a un rapporto sessuale. La statistica dà man forte, purtroppo, a un dato di fatto culturale: per combattere la violenza di genere è necessario – forse prima di ogni cosa – educare e rieducare gli uomini a scardinare le dinamiche di potere e abuso che agiscono contro donne, figlie, conoscenti. Perché non si tratta di un caso isolato, ma di un preciso modello di famiglia: violento, maschile e patriarcale.