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Banche, forti utili fino al 2029

Banche, forti utili fino al 2029
Unicredit Banca – foto da Imagoeconomica

Impotenza dei consumatori

L’UniCredit, per bocca del suo amministratore delegato, Andrea Orcel, ha dichiarato che nel prossimo quadriennio l’Istituto distribuirà intorno a trenta miliardi di cedole.

Dal suo canto, Intesa Sanpaolo, per bocca del suo amministratore, Carlo Messina, ha rialzato l’obiettivo indicando la distribuzione degli utili per i prossimi quattro anni in cinquanta miliardi.

Le due comunicazioni hanno fatto felici i possessori delle azioni e inducono altri ad acquistare quelle azioni proprio in virtù delle ricche cedole promesse.

La questione è se poi i piani saranno realizzati. La probabilità è alta in quanto i due Amministratori, fino a oggi, hanno dimostrato notevoli capacità e soprattutto di essere in condizione di mantenere gli impegni assunti con i propri azionisti.

Altri istituti, a cominciare dal Banco Popolare di Milano, hanno programmi quadriennali con distribuzioni di utili notevoli, il che dimostra che tutto il settore bancario nel nostro Paese è solido e funziona bene.

La natura degli utili bancari: solidità del sistema e benefici per risparmiatori e Stato

Fatto questo debito scenario, bisogna tentare di capire la natura di questi utili eccellenti, che, ribadiamo, sono estremamente positivi sia per i risparmiatori che per il mercato. Infatti la solidità del sistema bancario è anche conseguente e precedente alla solidità del sistema economico, sia quello manifatturiero che distributivo e dei consumi.

Com’è noto, gli utili sono la differenza fra i costi e i ricavi di gestione. Evidentemente i ricavi sono tali che, dedotti i costi, gli utili prima indicati possono essere destinati agli azionisti.

C’è da aggiungere che le banche, prima di distribuire gli utili, devono corrispondere all’Erario le relative imposte. Quindi, ad alti utili corrispondono alte imposte, il che è positivo anche per lo Stato.

Interessi sui prestiti e bassi rendimenti per i risparmiatori: il rovescio della medaglia

Tutto bene, dunque? Sì, però bisogna mettere in evidenza una questione non secondaria e cioé che quando vi sono cospicue differenze fra costi e ricavi, significa che, da un canto, i costi sono tenuti sotto controllo per un’ottima gestione, che li riduce al minimo, e, dall’altro, che il mercato consente di avere alti ricavi. Ci spieghiamo meglio di seguito.

Quali sono i ricavi delle banche? Gli interessi sui prestiti e tutti i servizi prestati. La concorrenza limita il costo di questi servizi, per cui vi è un beneficio per i clienti. Dove, invece, vi è possibilmente un aggravio è per i ricavi, basati sugli interessi che chi ottiene prestiti dalle banche deve corrispondere.

Dall’altra parte vi è l’approvvigionamento delle risorse che gli istituti di credito ottengono dal mercato e in particolare dai risparmiatori, ai quali corrispondono interessi che sono i più bassi possibili.

Vi sono miliardi che restano senza compensi nei conti bancari dei privati e delle famiglie e altrettanti miliardi nei conti di chi non sa come investire o per il periodo in cui non investe. Ma anche quando gli istituti bancari corrispondono interessi ai risparmiatori, cercano di contenerli il più possibile.

L’ABI e la bassa concorrenza: chi ha più bisogno di credito paga di più

Il quadro che descriviamo è lecito e attuale in quanto tutti gli istituti di credito, in fondo, agiscono quasi di concerto e con una bassa concorrenza, confluendo nell’Abi (Associazione bancaria italiana).

Quello che vi descriviamo denota impotenza da parte dei consumatori e anche delle imprese che hanno bisogno di risorse finanziarie per le loro attività. Paradossalmente pagano meno interessi quei gruppi imprenditoriali che hanno meno bisogno di finanziamenti bancari, secondo la regola: “Le banche prestano quando c’è il sole, mentre, quando si apre l’ombrello, chiedono la restituzione dei prestiti”. Non sempre è così, però questo detto popolare è ancora presente nella mente di chi ha bisogno di credito e non lo ottiene facilmente.

Certo, vi sono finanziamenti pubblici che aiutano il sistema delle imprese e finanziamenti di gruppi che vengono incontro alle necessità dei cittadini. Ma, come sempre accade, i tassi sui prestiti li fanno loro, anche se sono trasparenti e quindi, chi riceve denaro, sa cosa paga.

Questa è una rapida fotografia di tutto il comparto, che dovrebbe migliorare il rapporto tra finanziatori e finanziati.