Home » Fatti dall’Italia e dal mondo » Guerra in Iran con USA e Israele, ultime notizie e news in diretta | Il G7 chiede “stop immediato e incondizionato ad attacchi Teheran”

Guerra in Iran con USA e Israele, ultime notizie e news in diretta | Il G7 chiede “stop immediato e incondizionato ad attacchi Teheran”

Guerra in Iran con USA e Israele, ultime notizie e news in diretta | Il G7 chiede “stop immediato e incondizionato ad attacchi Teheran”
Guerra in Iran (Adnkronos)

Guerra in Iran, LIVE sul QdS: tutte le ultime news e gli aggiornamenti in diretta sulle azioni di Usa e Israele, Iran e Paesi del Golfo di sabato 21 marzo 2026.

Guerra in Iran, le ultime news in diretta

Guerra in Iran, le ultime notizie sul conflitto USA-Iran-Israele del 21 marzo 2026
Le ultime notizie sulla guerra tra Iran, USA e Israele del 21 marzo 2026: aggiornamenti su attacchi, morti e feriti, e approfondimenti in tempo reale su quanto sta succedendo nell’area del Golfo.
Inizio diretta: 21/03/26 07:00
Fine diretta: 22/03/26 00:00
Capo Idf: "Siamo a metà della campagna, ma direzione è chiara"

“Siamo a metà della campagna, ma la direzione è chiara”. Lo ha dichiarato il capo di Stato Maggiore israeliano, Eyal Zamir, in un messaggio video di aggiornamento sull’operazione militare in corso contro l’Iran. “Tra circa una settimana, in occasione della Pasqua ebraica, la festa della libertà, continueremo a combattere per la nostra libertà e il nostro futuro”, ha aggiunto.

G7 chiede subito "stop immediato e incondizionato attacchi Teheran". Gli aggiornamenti

I Paesi del G7 chiedono la “cessazione immediata e incondizionata di tutti gli attacchi da parte del regime iraniano”. Lo affermano in una dichiarazione congiunta pubblicata dalla presidenza francese e sottoscritta dai ministri degli Esteri di Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti d’America, nonché l’Alto rappresentante dell’Unione europea.

Teheran rivendica l'attacco a Dimona: "Risposta per Natanz e Bushehr"

L’Iran ha rivendicato l’attacco missilistico contro una zona residenziale nella città israeliana di Dimona, che ha causato circa 20 feriti, per lo più lievi. In una dichiarazione diffusa dall’agenzia Tasnim, Teheran ha affermato di aver colpito “in risposta agli attacchi di Stati Uniti e Israele” contro il sito nucleare di Natanz e la centrale di Bushehr. Le autorità iraniane sostengono che “il nemico ha ricevuto ancora una volta una lezione indimenticabile” e che l’attacco su Dimona rappresenta “un chiaro segnale che nessuna area è al sicuro dai missili iraniani”. Teheran ha inoltre avvertito che “il nemico deve arrendersi prima che sia troppo tardi”. Lo riporta Adnkronos.

Il vertice USA-Cina con Trump e Xi Jinping resta in sospeso

Il vertice tra il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il leader cinese Xi Jinping, inizialmente previsto per fine marzo in occasione della visita di Stato in Cina, resta in sospeso mentre prosegue il conflitto con l’Iran. Secondo fonti informate citate da Politico, l’amministrazione americana avrebbe indicato che nuove date saranno proposte solo dopo la fine della fase più intensa della guerra. La Casa Bianca ha però smentito un legame diretto tra il rinvio e il conflitto, parlando di “discussioni produttive” con Pechino per riprogrammare l’incontro.

Iran, pasdaran: sono possibili delle ritorsioni nel Mar Rosso se Usa attaccano isola Kharg

Il Corpo dei Guardiani della Rivoluzione, attraverso l’agenzia Tasnim, ha avvertito che un eventuale attacco statunitense contro l’isola di Kharg potrebbe innescare una forte escalation regionale. Secondo una fonte militare citata dall’agenzia, Teheran sarebbe pronta a rispondere come misure “senza precedenti”, inclusa la destabilizzazione della sicurezza nel Mar Rosso e nello Stretto di Bab el-Mandeb.

La fonte ha indicato che, tra le opzioni allo studio, vi è anche il possibile coinvolgimento di altre rotte strategiche e infrastrutture energetiche nella regione, con il rischio di ripercussioni sui mercati globali. Un attacco a Kharg Island – snodo cruciale per l’export petrolifero iraniano – potrebbe interrompere temporaneamente la produzione di greggio e provocare ritorsioni contro impianti energetici. Lo riporta Adnkronos.
Salgono a 22 Paesi "pronti a contribuire a sforzi" per riapertura Hormuz

“Condanniamo con la massima fermezza gli attacchi iraniani e la chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz”. È la presa di posizione congiunta di oltre venti Paesi, tra cui Italia, Regno Unito, Francia e Germania – già firmatari di una dichiarazione analoga diffusa il giorno precedente, a cui si sono aggiunti altri Stati europei – insieme a Emirati Arabi Uniti e Bahrain. Nel testo, diffuso dal ministero degli Esteri di Abu Dhabi, si denunciano le azioni di Teheran contro navi commerciali e infrastrutture civili. I firmatari, tra cui anche Giappone, Canada e Corea del Sud, esprimono “profonda preoccupazione per l’escalation” e chiedono all’Iran di cessare immediatamente “minacce, piazzamento di mine, attacchi con droni e missili e ogni tentativo di bloccare il traffico commerciale”, esortando al rispetto della risoluzione 2817 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu.

Iran, Pasdaran rivendicano attacco contro F-16 israeliano

I Pasdaran hanno rivendicato di aver abbattuto un F-16 israeliano che stava sorvolando alle prime ore di oggi l’Iran centrale. Lo rende noto l’ufficio stampa del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, come riporta l’agenzia di stampa Irna. Si tratterebbe, secondo l’Irna, del ”terzo aereo da combattimento nemico abbattuto”. Lo riporta Adnkronos

Iran, capo Centcom: "Colpiti oltre 8mila obiettivi, nostri progressi evidenti"

Le forze militari americane hanno colpito oltre 8mila obiettivi in Iran dall’inizio della guerra. Ad annunciarlo è stato il capo del Us Central Command (Centcom), l’ammiraglio Brad Cooper, osservando che al contrario gli attacchi iraniani sono andati costantemente diminuendo. “Finora abbiamo colpito oltre 8mila bersagli militari, tra cui 130 imbarcazioni iraniane, il che rappresenta la più ampia eliminazione di unità della marina in un periodo di tre settimane dalla seconda guerra mondiale”, ha affermato in un video in cui fa il punto delle operazioni. Lo riporta Adnkronos.

Russia, attacco a Natanz viola diritto internazionale

La Russia ha condannato l’attacco degli Stati Uniti e di Israele all’impianto di arricchimento nucleare di Natanz. “Si tratta di una palese violazione del diritto internazionale”, ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova.

L'accusa dell'esercito iraniano a Usa e Israele: "Prendono di mira navi private e navi passeggere nel Golfo"

Le forze armate iraniane sostengono che Stati Uniti e Israele hanno iniziato a colpire navi civili nel Golfo Persico. “I nemici americano-sionisti, a causa delle continue sconfitte e dell’incapacità di contrastare la potente offensiva delle forze armate della Repubblica Islamica dell’Iran, stanno prendendo di mira navi private e navi passeggeri nel Golfo Persico”, ha dichiarato un portavoce delle forze armate citato da SkyNews.

“Avvertiamo che, se questa vile aggressione si ripeterà, verranno intraprese azioni severe e di rappresaglia”. Giovedì, raid aerei statunitensi e israeliani hanno colpito il porto iraniano di Bandar Lengeh, situato nella parte orientale del Golfo, secondo quanto riportato dalla società di sicurezza marittima Ambrey.

L’agenzia di stampa statale iraniana Tasnim ha riferito successivamente che almeno 16 navi commerciali sono state distrutte nell’attacco.

Londra, attacchi iraniani minacciano interessi britannici

Il ministero della Difesa britannico ha criticato gli attacchi iraniani definendoli “una minaccia per gli interessi britannici” dopo le notizie relative al lancio di due missili balistici contro una base militare anglo-americana nell’isola di Diego Garcia, nell’Oceano Indiano.

“Gli attacchi sconsiderati dell’Iran, che si estendono in tutta la regione e tengono in ostaggio lo Stretto di Hormuz, rappresentano una minaccia per gli interessi britannici e per gli alleati del Regno Unito”, ha dichiarato un portavoce. “I jet della RAF e altri mezzi militari britannici continuano a difendere il nostro personale e i nostri cittadini nella regione. Questo governo ha autorizzato gli Stati Uniti a utilizzare le basi britanniche per operazioni difensive specifiche e limitate”.

 Emirati Arabi Uniti: "Da stamani intercettati 3 missili e 8 droni"

Gli Emirati Arabi Uniti rendono noto che solo oggi i sistemi di difesa aerea sono stati attivati per attacchi con “tre missili balistici e otto droni lanciati dall’Iran”. Su X il ministero della Difesa precisa che “dall’avvio della palese aggressione iraniana”, dopo l’inizio delle operazioni di Usa e Israele contro l’Iran lo scorso 28 febbraio, negli Emirati la difesa aerea è stata attivata per “attacchi con 341 missili balistici, 15 missili da crociera e 1.748 droni”.

Il bilancio parla sempre di otto morti, tra i quali due uomini delle Forze Armate. In precedenza in un post su X il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, si rivolgeva ai Paesi islamici e vicini dell’Iran definendoli “fratelli”, ribadendo che l’Iran non cerca il conflitto con loro.

Katz: "Armi usate da Teheran costituiscono crimine di guerra"

”È assolutamente chiaro che le armi utilizzate dall’Iran costituiscono un crimine di guerra, ma questo non sorprende trattandosi di un regime terroristico”. Lo ha dichiarato il ministro della Difesa Israel Katz che questa mattina ha tenuto una valutazioneche della situazione insieme al vice capo di Stato Maggiore delle Forze di Difesa Israeliane Tamir Yadai, al capo dell’Intelligence Militare Shlomi Binder, al direttore generale del ministero della Difesa Amir Baram e ad altri alti funzionari

L'Iran rivendica attacchi a depositi di carburante per aerei militari all'aeroporto di Tel Aviv

L’Iran ha rivendicato di aver attaccato depositi di carburante per aerei militari all’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv e di aver “gravemente compromesso” il loro rifornimento. In una nota l’esercito iraniano ha affermato che gli attacchi condotti dal Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche contro obiettivi militari hanno costretto Israele a evacuare un certo numero di militari.

Gli attacchi “continueranno con forza” finché la minaccia per l’Iran non sarà “eliminata”, si legge nel comunicato. L’aeroporto Ben Gurion, situato a pochi chilometri a sud-est di Tel Aviv, ospita unità speciali dell’esercito israeliano e si trova accanto a strutture di manutenzione e riparazione per i caccia israeliani.

Katz: "Attacchi aumenteranno in modo significativo da domani"

Gli Stati Uniti e Israele intensificheranno in modo significativo gli attacchi contro l’Iran la prossima settimana, a partire da domani. Lo ha annunciato il ministro della Difesa israeliano Israel Katz.

La prossima settimana ”l’intensità degli attacchi che saranno condotti dalle Forze di Difesa Israeliane e dall’esercito statunitense contro il regime terroristico iraniano e le infrastrutture su cui si basa aumenterà in modo significativo”, ha dichiarato Katz in un comunicato diffuso dal ministero della Difesa israeliano.

“Le Idf sono forti e il fronte interno israeliano è forte, e non ci fermeremo finché non saranno raggiunti tutti gli obiettivi di guerra”, ha aggiunto Katz.

Baghdad, attacco con droni, 1 morto e 1 ferito tra ufficiali iracheni

Un ufficiale iracheno è stato ucciso nell’attacco con droni che ha preso di mira il quartier generale del Servizio di intelligence nazionale in un quartiere residenziale di Baghdad.

“Un ufficiale è stato martirizzato”, ha dichiarato l’intelligence irachena in un comunicato, condannando “un attacco terroristico perpetrato da elementi deviati”. Un funzionario delle forze di sicurezza e una fonte dei servizi di emergenza iracheni hanno riferito che un altro ufficiale è rimasto ferito.

 

Media, con Soleimani ucciso il suo vice Esmaili

Azim Esmaili, alto esponente del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane e dell’organizzazione paramilitare Basij, è stato ucciso in un attacco a Teheran il 17 marzo. A riferirne sono i media iraniani e quelli in lingua araba precisando che Esmaili, vice comandante delle forze Basij, è stato ucciso nei raid israelo-americani a Teheran assieme al comandante in capo dell’organizzazione Gholamreza Soleimani.

Baghdad, quartier generale servizio di intelligence bersaglio di attacco con droni

L’edificio preso di mira da un attacco con droni nel quartiere Mansour della capitale irachena è il quartier generale del Servizio di Intelligence Nazionale iracheno.

A specificarlo, precisando che l’attacco è stato compiuto intorno alle 10.15 di questa mattina ora locale, è stato il generale Saad Maan, a capo dell’unità dei servizi di sicurezza responsabile per i rapporti con i media.

Teheran, attaccato impianto di arricchimento dell'uranio a Natanz

Stati Uniti e Israele hanno attaccato l’impianto di arricchimento dell’uranio a Natanz, nella provincia iraniana di Esfahan. Lo riporta l’agenzia di stampa Tasnim. L’Organizzazione per l’energia atomica dell’Iran riferisce che non è stata registrata alcuna fuga radioattiva e che non esiste alcun rischio per chi abita vicino all’impianto.

Allo stesso tempo, però, l’organizzazione ha denunciato che l’attacco al sito di Natanz rappresenta una violazione del Trattato di non proliferazione nucleare.

Aragchi: "Sì a iniziative per porre fine alla guerra, Usa non vogliono fermare aggressione"

Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Aragchi, ha detto di essere pronto ad accogliere positivamente “ogni iniziativa che possa portare questa guerra ad una totale conclusione”.

Parlando con l’agenzia di stampa giapponese Kyodo il capo della diplomazia iraniana ha detto che il conflitto è “stato imposto” al paese. L’Iran “è pronto ad ascoltare e prendere in considerazione tali proposte”, ha aggiunto Aragchi, che ha voluto sottolineare come se alcuni paesi sono impegnati nella ricerca di una soluzione al conflitto in Medio Oriente, “non sembra che gli Stati Uniti siano pronti a fermare la loro aggressione”.

L’Iran, ha ancora precisato il ministro, non vuole un cessate il fuoco ma “la fine totale, onnicomprensiva e duratura della guerra”. Araghchi ha condiviso l’intervista sul suo account Telegram e una trascrizione del testo è stata pubblicata sull’agenzia di stampa Mehr.

La prova di Teheran: missili contro la base anglo-americana Diego Garcia in pieno oceano indiano

L’Iran lancia due missili contro la base anglo-americana di Diego Garcia, nell’Oceano Indiano, a circa 4000 chilometri. Si tratta di una prova balistica non indifferente da parte della repubblica islamica: la distanza (in linea d’aria) è ampiamente inferiore a quella che separa Teheran da molte capitali europee ed è molto simile, per fare un esempio, a quella che separa la capitale iraniana da Roma. L’Iran, dunque, è in grado di lanciare missili contro il Vecchio Continente.

Iraq, attacco con droni su quartiere residenziale Baghdad

Un quartiere residenziale di Baghdad è stato oggetto di un attacco con droni diretto contro una sede dei servizi di sicurezza iracheni. A darne notizia è stato un funzionario delle forze di sicurezza citato dall’Afp, precisando che il drone ha preso di mira “un edificio per le comunicazioni”.

L’edificio colpito, ha aggiunto, ospita un’agenzia di sicurezza irachena che collabora con consiglieri statunitensi in Iraq, nel quadro della coalizione internazionale anti-jihadista. Un altro drone si è schiantato contro un club sportivo privato.

Teheran conferma lancio missili contro base Usa-Gb nell'oceano indiano

Le autorità iraniane hanno confermato di aver lanciato due missili balistici contro la base anglo-americana di Diego Garcia nell’oceano indiano, a circa 3.800 chilometri dall’Iran. Lo scrive l’agenzia di stampa Mehr citando funzionari iraniani. Si tratta di “un passo importante”, scrive la Mehr affermando che l’attacco ”dimostra che la gittata dei missili iraniani va oltre ciò che il nemico aveva precedentemente immaginato”.

QUI IL LINK ALL’ARTICOLO

Pezeshkian: "Non siamo contro Paesi islamici, Israele unico a trarne vantaggio"

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian si è rivolto agli stati arabi in un post su X, affermando che Teheran non ha alcuna intenzione di combatterli. “Ai paesi islamici e ai nostri cari vicini, voi siete nostri fratelli e non abbiamo alcuna intenzione di combattervi. L’unico che trae vantaggio dalle nostre divergenze è l’entità sionista”, ha scritto il presidente iraniano con riferimento a Israele.

”In occasione dell’Eid al -Fitr, chiediamo a Dio di concederci forza e unità, affinché agiamo secondo gli insegnamenti del Profeta Maometto per ottenere il Suo compiacimento”, ha aggiunto Pezeshkian.

Putin: "Mosca resta leale e partner affidabile di Teheran"

Il presidente russo Vladimir Putin ha affermato che Mosca resta ”un amico leale e un partner affidabile” di Teheran. Lo ha dichiarato il Cremlino. Il commento del presidente russo giunge in un messaggio di congratulazioni ai leader iraniani Mojtaba Khamenei e Masoud Pezeshkian per il Nowruz, il capodanno persiano.

Idf, uccisi 4 miliziani di Hezbollah durante incursione in Libano

Le Idf hanno riferito di aver eliminato quattro miliziani di Hezbollah durante uno scontro avvenuto nella notte nel sud del Libano, dopo l’incursione delle truppe di terra israeliane. Il portavoce delle Forze di Difesa Israeliane ha spiegato che i militari hanno ucciso un miliziano durante uno scontro a fuoco e poi ne hanno uccisi altri tre con i carri armati. Non ci sono state vittime tra le forze israeliane. L’Aeronautica Militare israeliana ha inoltre reso noto di aver colpito i centri di comando di Hezbollah a Beirut.

 

United Airlines taglia 5% voli per caro carburante

La compagnia aerea statunitense United Airlines ridurrà il numero di voli a causa dell’elevato aumento dei prezzi del carburante dovuto alla guerra in Iran. Secondo quanto comunicato dal vettore, al momento il taglio riguarderà il 5% della capacità complessiva. “Pianifichiamo di ripristinare completamente i voli dal prossimo autunno”, ha spiegato l’amministratore delegato di United Airlines, Scott Kirby, in un messaggio ai dipendenti nel quale, comunque, ha assicurato che la compagnia dispone di un solido margine finanziario e che non ci saranno riduzioni negli investimenti.

I collegamenti garantiti dal vettore verso Tel Aviv e Dubai, che rappresentano circa l’1% dei voli, erano già stati sospesi a causa dell’escalation in Medio Oriente. Inoltre, le rotte attualmente non redditizie, che rappresentano circa il 3% della capacità, non saranno operate nei prossimi sei mesi. Un ulteriore 1% dei voli sarà tagliato presso l’hub di Chicago di United.

Cbs, Trump sta valutando come impadronirsi di arsenali nucleari

Il presidente americano Donald Trump starebbe elaborando strategie e opzioni per impadronirsi degli arsenali nucleari iraniani. Lo riporta in esclusiva l’emittente Cbs citando diverse fonti ben informate a condizione di anonimato, secondo le quali l’amministrazione Trump sta valutando come mettere in sicurezza o recuperare il materiale nucleare iraniano. Al momento, ha precisato una fonte, Trump non ha ancora preso una decisione. Ma secondo due fonti citate dalla Cbs News il piano prevede il possibile dispiegamento di forze provenienti dal Joint Special Operations Command, l’unità militare d’élite spesso incaricata delle missioni di controproliferazione più delicate. Una portavoce della Casa Bianca ha dichiarato che è compito del Pentagono occuparsi dei preparativi e non ha commentato.

Funzionari statunitensi hanno anche affermato che l’amministrazione Trump non ha escluso la possibilità di tentare di recuperare le scorte iraniane di uranio altamente arricchito. Ma la missione sarebbe ardua e potenzialmente rischiosa. “Stiamo parlando di bombole contenenti gas di esafluoruro di uranio altamente contaminato al 60%, quindi è molto difficile da gestire”, ha dichiarato Rafael Mariano Grossi, direttore generale dell’Aiea, al programma “Face the Nation with Margaret Brennan” della Cbs News questa settimana . “Non dico che sia impossibile. So che esistono incredibili capacità militari per farlo, ma sarebbe sicuramente un’operazione molto impegnativa”, ha aggiunto.

Idf, colpiti obiettivi regime a Teheran

L’esercito israeliano ha annunciato di aver lanciato questa mattina attacchi contro “obiettivi del regime” a Teheran. “Le forze armate israeliane stanno colpendo obiettivi del regime terroristico iraniano a Teheran”, si legge in un breve comunicato dopo che sono stati segnalati diversi lanci di missili iraniani verso Israele.

 

Iran, gli Houthi tra strategia e attesa: pronti a colpire ma non ancora in guerra

Mentre il Medio Oriente sembra scivolare verso una guerra sempre più ampia, c’è un attore che sfugge alle previsioni: gli Houthi yemeniti. Considerati uno dei pilastri più aggressivi del cosiddetto ‘Asse della Resistenza’ filo-iraniano, capaci di paralizzare il traffico navale nel Mar Rosso, durante la guerra a Gaza, oggi – evidenziano diversi osservatori – stanno mantenendo sorprendentemente una posizione di relativa cautela, senza ancora entrare a pieno titolo nel conflitto al fianco di Teheran. Una scelta che, più che debolezza, rivela una strategia in uno scenario complesso e in continua evoluzione.

 

Cosa sta succedendo in Iran e nell’area del Golfo, le ultime notizie

Si supera il 20esimo giorno di guerra e il protagonista rimane ancora uno: il petrolio. Mentre in Libano – il fronte più “caldo” – si supera il tragico bilancio di oltre mille morti dall’inizio dell’operazione Epic Fury di USA e Israele contro l’Iran, lo Stretto di Hormuz rimane al centro del dibattito internazionale. I prezzi dei carburanti aumentano e si aggiunge un ulteriore elemento di tensione e instabilità: gli attacchi dell’Iran alle infrastrutture energetiche strategiche dell’area del Golfo, come l’impianto di gas di Ras Laffan in Qatar e la raffineria Mina Abdullah in Kuwait.

A livello italiano e internazionale, il dibattito rimane incentrato sulle posizioni della Nato, dell’Onu e dei Paesi dell’Ue rispetto alla libertà di navigazione dello Stretto di Hormuz – a rischio a causa delle tensioni geopolitiche delle ultime settimane – e alle operazioni da intraprendere. L’Italia (tramite i ministri Tajani e Crosetto, che hanno rilasciato più dichiarazioni nelle scorse ore) continua a rifiutare ogni missione di guerra – pur non alimentando tensioni con gli USA, che di fatto spingono per un maggiore intervento degli alleati – e a ricercare una “soluzione pacifica” all’interno di una cornice giuridica, umanitaria e diplomatica che dovrebbe far capo principalmente all’Onu.

L’Italia e cinque altri Paesi (Germania, Francia, Olanda, Regno Unito e Giappone) hanno firmato un documento che manifesta la volontà di “contribuire agli sforzi appropriati per garantire un passaggio sicuro attraverso lo stretto” (di Hormuz, ndr). Si tratta di “un documento politico, non militare”, ha commentato Antonio Tajani. Lo ribadisce anche il ministro Crosetto, che spiega: “Nessuna missione di guerra. Nessun ingresso ad Hormuz senza una tregua e senza un’iniziativa multilaterale estesa”. E aggiunge: “Riteniamo che sia giusto ed opportuno che siano le Nazioni Unite ad offrire la cornice giuridica per un’iniziativa pacifica e multilaterale” per risolvere la questione.