Roma, 17 apr. (askanews) – Dopo il 28 febbraio, tra le imprese in Italia “si è osservato un marcato peggioramento delle attese sulle proprie condizioni economiche e sulla domanda estera, insieme a un rialzo delle aspettative sui costi di produzione. Al momento, le intenzioni di investimento per il 2026 restano tuttavia sostanzialmente stabili”. Lo riporta la Banca d’Italia in un riquadro di analisi inserito nel Bollettino economico.
“Le attese delle aziende sulle proprie condizioni economiche sono peggiorate in modo significativo dopo l’inizio delle ostilità: il 34 per cento delle imprese intervistate dopo il 28 febbraio ha segnalato prospettive negative per i successivi tre mesi e solo il 6 per cento ha previsto un miglioramento; prima del conflitto, le percentuali erano rispettivamente 14 e 11 per cento”, prosegue l’analisi.
Secondo le aziende, l’elevata incertezza macroeconomica e geopolitica assumerà un ruolo rilevante tra i fattori che influenzeranno la propria attività nel secondo trimestre dell’anno. “È risultato particolarmente marcato il deterioramento delle attese sull’evoluzione della domanda estera nei successivi tre mesi: dopo il 28 febbraio la quota di giudizi di peggioramento è raddoppiata, a fronte di una contrazione sia dei giudizi di stabilità sia, in particolare, di quelli di miglioramento”.
“Anche le valutazioni sulle condizioni per investire si sono deteriorate – riporta ancora Bankitalia – senza incidere tuttavia sui piani di investimento per il 2026, che restano per il momento orientati all’espansione per più di un terzo delle imprese dell’industria in senso stretto e dei servizi. L’andamento del prezzo del petrolio e più in generale dei costi di produzione rappresenta uno dei principali fattori di preoccupazione”.

