Roma, 17 apr. (askanews) – Nel comparto ortofrutticolo, l’aumento delle produzioni sta contribuendo a una maggiore disponibilità e a un progressivo riequilibrio dei prezzi. Lo sottolinea la Borsa della Spesa, il servizio settimanale di BMTI e Italmercati. Tra i consigli della settimana si segnalano le fragole, la cui produzione nel Sud Italia è ormai a pieno regime, con quotazioni comprese tra 3 e 4 euro/kg. La presenza di diverse varietà, tra cui quelle di fascia più alta come la Sabrosa lucana e l’ingresso di prodotto estero più economico contribuiscono a una forbice ampia di prezzo. La domanda è in crescita, sostenuta dal clima più mite.
Buona la produzione siciliana dei limoni Primofiore, all’ingrosso stabili su 1,50 euro/Kg nonostante la domanda in aumento per il consumo fresco, favorita dall’innalzamento delle temperature. Per quanto riguarda le arance, si osserva una fase di transizione della domanda, più contenuta nel consumo domestico ma ancora attiva nella ristorazione. Le varietà tardive bionde italiane si attestano all’ingrosso intorno a 1-1,20 euro/kg, mentre il prodotto estero, in particolare di provenienza egiziana, resta più competitivo con quotazioni inferiori. Stabili tra i 2,80 e i 3 euro/kg i prezzi del kiwi che iniziano a mostrare un calo della disponibilità.
Per quanto riguarda gli ortaggi, si registra un andamento favorevole per gli asparagi, con prezzi in calo del 27,9% rispetto alla scorsa settimana, tra 4,50 e 6,00 euro/kg, grazie all’incremento della produzione sostenuta dalle temperature più elevate. Stabili gli agretti, tra i 2,50 e i 3,00 euro/kg, che si incamminano alla conclusione della loro campagna con l’arrivo del caldo. In flessione del 4,9% rispetto a sette giorni fa anche le fave, attualmente intorno ai 2 euro/kg, dopo i recenti aumenti dovuti alla Pasqua. Il carciofo romanesco, infine, si avvia verso la fase finale della campagna, con prezzi all’ingrosso compresi tra 0,40 e 0,80 euro al pezzo.
Nel settore ittico l’andamento meteorologico variabile e l’aumento dei costi operativi stanno determinando una minore disponibilità di prodotto fresco. Questo scenario si riflette sui listini all’ingrosso ma non per tutte le specie. In particolare, la seppia si mantiene tra i 12 e i 15 euro/kg, con punte fino a 17 euro/kg per il prodotto di qualità superiore, il tonnetto alletterato, grazie ad una buona presenza, è disponibile all’ingrosso tra 4,50 e 5,50 euro/kg e prosegue la stagionalità favorevole per il San Pietro, con quotazioni tra i 27,00 e i 32,00 euro/kg. Stabile il comparto dei molluschi: le cozze allevate italiane confermano una buona campagna produttiva, con prezzi tra i 3 e i 4 euro/kg, variabili in base alla provenienza, in particolare sarda, laziale e veneta. Presente sul mercato anche il granchio blu, all’ingrosso accessibili tra i 2,50 e i 3,50 euro/kg, diventa una soluzione sempre più diffusa anche in cucina.
Tra le carni, restano in equilibrio i prezzi all’ingrosso del petto di pollo e della fesa di tacchino, rispettivamente tra 7,60 e 8 euro/kg e tra 9,30-9,70 euro/kg. Continuano a ridursi, invece, i prezzi all’ingrosso dei quarti anteriori di vitellone, meno richiesti in questo periodo e disponibili tra 7,56 e 7,66 euro/kg.

