Roma, 21 apr. (askanews) – “Avere il possesso in ambito nazionale in ambito europeo dei dati che noi distribuiamo ai sistemi di intelligenza artificiale è fondamentale”. Lo ha detto il sottosegretario all’Informazione e all’Editoria Alberto Barachini, a margine del convegno ‘AI Italia. L’intelligenza artificiale tra innovazione e sovranità digitale’ organizzato da Engineering in Senato.
“Noi – ha affermato Barachini – stiamo comprendendo ogni giorno di più quanto avere il controllo dei dati che noi mettiamo in un sistema sia centrale, come processo democratico, come processo di libera informazione, di pluralismo dell’informazione e di controllo delle fonti. Oggi i sistemi di intelligenza artificiale prevalentemente sono extraeuropei, dobbiamo investire sempre di più come paese e come Europa perché questi strumenti diventino anche possesso dei nostri paesi e quindi sotto il controllo delle norme europee”.
Secondo Barachini, “c’è un aspetto geopolitico in questo, cioè essere dipendenti da provider extraeuropei potrebbe metterci in difficoltà un domani in un’attuale guerra informatica. Già oggi i processi democratici stanno mostrando come il controllo del sistema algoritmico possa orientare l’informazione e quindi possa orientare anche il consenso, è stato dimostrato in più occasioni. Dobbiamo avere visione che questo processo sarà sempre più veloce e quindi è sempre più determinante operare adesso perché le norme deontologiche etiche europee abbiano la meglio su sistemi per esempio che vengono anche dai paesi del sud-est asiatico”.
Quanto alla presentazione di un’intelligenza artificiale italiana da parte di Engineering, Barachini ha commentato: “è una notizia molto positiva avere sistemi di intelligenza artificiale sviluppata nel nostro paese, con le norme italiane, con le procedure europee, con il possesso del cloud dentro il nostro Stato. E’ una sicurezza da un punto di vista della cybersicurezza, da un punto di vista di controllo dell’informazione ed è anche un processo virtuoso di valorizzazione per esempio delle nostre menti, delle nostre università dei nostri studiosi, dei nostri centri universitari. Noi abbiamo bisogno che l’Italia vada avanti sull’intelligenza artificiale e diventi protagonista di questa innovazione”.

