Altopascio, 6 mag. (askanews) – Il gruppo Bauli riorganizza la propria struttura e punta ad accelerare la crescita. L’azienda veronese ha deciso, infatti, la creazione di due distinte business unit, una dedicata al mercato italiano e una all’estero, che oggi rappresenta circa il 20% del fatturato. Obiettivo della nuova organizzazione è quello di accelerare la crescita sul mercato italiano, in risposta a un contesto competitivo in continua evoluzione, segnato da nuove modalità di consumo, un’espansione dei canali e un’accentuata rilevanza delle occasioni di consumo fuori casa, ma al tempo stesso espandere anche la presenza all’estero.
A guidare il mercato italiano sarà Luca Casaura, già responsabile del marketing, che assume il ruolo di chief business officer di Bauli Italia, con la responsabilità di tutte le attività commerciali e di marketing sul mercato tricolore. A lui faranno capo le funzioni modern trade, away from home, trade marketing, private label, pharma, marketing, comunicazione, consumer insights, costumer service e demand planning.
Questo nuovo modello organizzativo risponde alla strategia che il gruppo sta portando avanti da qualche anno. “Sono tre le direttrici che dobbiamo seguire – ha spiegato Casaura – innovazione di prodotto, ingresso in nuovi canali, in particolare nel fuori casa che oggi vale praticamente zero e poi l’estero dove ci concentreremo su Usa, Sudamerica e Asia partendo da Bauli India”.
Proprio l’innovazione è indicata come leva per crescere in Italia dove i consumi sono deboli. “Per far crescere il valore dei mercati, se si assestano i volumi, occorre fare innovazione che può essere di prodotto, di categoria o di formato. Su queste aree noi abbiamo già iniziato a lavorare e Bauli in Italia in tutti i mercati in cui opera negli ultimi due anni è cresciuta come quota di mercato. Anche in mercati strutturalmente in calo come il Natale, dove se sei leader di solito perdi di più, noi guadagnamo quota”.
Nell’ambito del nuovo modello operativo le attività di marketing, comunicazione e consumer insights saranno integrate direttamente nelle due business unit, mantenendo linee guida condivise di brand equity. Bauli Italia avrà un ruolo centrale nel presidio e nello sviluppo degli standard di marca.
“Il gruppo Bauli sta vivendo una fase di grande slancio, con l’obiettivo di accelerare il nostro percorso di crescita e rafforzare il posizionamento competitivo – ha commentato Fabio Di Giammarco, Ad del gruppo – Questo nuovo assetto ci permetterà di cogliere con maggiore rapidità le opportunità offerte dall’evoluzione dei consumi e dai nuovi canali distributivi, rafforzando al contempo il nostro posizionamento sul mercato italiano e sostenendo una crescita continua e sostenibile nel tempo”.
Quello a cui punta Casaura è “crescere in valore e in margini in Italia. Non è facile azzeccare tutte le innovazioni o farle vincenti, però da lì non si scappa”. E il gruppo in questi ultimi tre anni, dal suo arrivo, ha introdotto sul mercato diverse novità, rimettendo al centro di tutta la produzione industriale il lievito madre, ribattezzato Futura: “Una storia centenaria che è la speranza del futuro di questa azienda – ha rimarcato – Senza lievito madre noi non esistiamo, non siamo gli stessi”.
Le innovazioni hanno riguardato trasversalmente i marchi nel portafoglio del gruppo che oltre a Bauli comprende Motta, Doria, Alemagna, Bistefani e MaxSport. “Se parliamo di Bauli le novità di questi anni sono state vincenti – ha detto – non si tratta però di innovazioni di prodotto ma di piattaforma come il lancio del Panmoro che già avevamo in mente di allargare in altre categorie come i croissant”. Il nuovo responsabile del mercato italiano anche sui dati recenti della Pasqua esprime soddisfazione: “Le uova di Pasqua sono andate molto bene il forno molto meno ma all’interno del forno ci sono cose andate molto male come i farciti dove noi teniamo perchè abbiamo fatto innovazione. Occorre avere una strategia di innovazione che sia pluriennale per creare valore sul mercato”.
Qualche aggiustamento, invece, servirà su Motta, che assicura, continuerà la collaborazione con lo chef Bruno Barbieri fino a Natale. “Su Motta non si torna indietro. L’esecuzione non è stata quella che doveva essere, il momento di mercato o noi siamo stati troppo ambiziosi. Ma a noi un marchio premium serve e quindi Motta diventerà premium, finché non raggiungiamo tutti gli obiettivi continuiamo a farlo”. Invece per Alemagna il futuro è “soprattutto all’estero: sarà come se fosse il Motta italiano. Noi abbiamo Olivieri che è super luxury e verrà gestito dalla parte estero con Alemagna invece Motta è il premium in italiano e non lo porteremo all’estero. Con Motta non entreremo in nuovi mercati perchè resterà un marchio premium del mercato domestico”.

